Il J-50 potrebbe continuare a combattere se il pilota sviene
Nei caccia moderni il computer è già indispensabile, perché mantiene stabile un velivolo che, in alcune condizioni, sarebbe estremamente difficile da controllare direttamente. Ora che si lavora alle nuove generazioni vengono presi in in considerazione diversi approcci, e uno di questi è non limitarsi ad aiutare il pilota, ma capire cosa sta succedendo e intervenire quando l'uomo non può più farlo. I ricercatori dello Shenyang Aircraft Design & Research Institute, organizzazione legata allo sviluppo dei nuovi velivoli militari cinesi, stanno lavorando proprio a questo con il programma comunemente indicato come J-50.
Attenzione, però, perché lo studio non afferma che queste tecnologie siano già installate sul modello in questione, ma descrive piuttosto l'architettura che potrebbe caratterizzare i caccia cinesi di prossima generazione. Il concetto chiave viene chiamato “cognitive manoeuvrability”, nel quale il controllo di volo smetterebbe di occuparsi soltanto di stabilità e manovre.
Un livello software superiore potrebbe trasformare indicazioni tattiche in traiettorie, valutare le condizioni dell'aereo e persino assumere temporaneamente il comando qualora il pilota perdesse conoscenza o fosse sovraccaricato. Le funzioni essenziali per la sicurezza resterebbero invece affidate a sistemi convenzionali più prevedibili e verificabili.
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