Il Marocco presenta una strategia nazionale per l’economia della cura
Il Marocco ha presentato oggi a Rabat la nuova strategia nazionale per la promozione dell’economia della cura, un piano volto a creare un sistema integrato di servizi assistenziali e a rafforzare i pilastri dello Stato sociale, con particolare attenzione all’inclusione economica delle donne e all’adattamento ai cambiamenti demografici e sociali. La strategia è stata illustrata nel corso di una conferenza nazionale organizzata dal ministero della Solidarietà, dell’Inserimento sociale e della Famiglia, alla presenza di rappresentanti del governo, istituzioni pubbliche, organizzazioni internazionali e corpo diplomatico. Intervenendo all’evento, la ministra della Solidarietà, Naima Ben Yahia, ha affermato che “il piano segna un cambiamento nella concezione del lavoro di cura, che non deve più essere considerato una responsabilità esclusiva delle famiglie, ma un compito condiviso tra Stato, settore privato, enti locali, partner sociali ed economia sociale e solidale”. La strategia punta inoltre a coniugare tutela dei diritti, parità di genere, creazione di occupazione qualificata, protezione sociale e finanziamenti sostenibili.
Il presidente del Consiglio economico, sociale e ambientale (Cese), Abdelkader Amara, ha definito la presentazione della strategia “una tappa fondamentale verso un sistema di assistenza più strutturato e integrato”, sottolineando la necessità di tradurre gli obiettivi in servizi accessibili, posti di lavoro dignitosi e un’efficace governance. L’iniziativa ha ricevuto il sostegno di numerosi partner internazionali. La direttrice dell’Agenzia francese per lo sviluppo (Afd) in Marocco, Catherine Bonnaud, ha ribadito “l’impegno dell’agenzia ad accompagnare l’attuazione della strategia”, mentre l’ambasciatore svizzero Valentin Zellweger ha elogiato la leadership del Regno nell’adozione di “una visione moderna che riconosce il ruolo centrale dell’economia della cura nello sviluppo economico e nella coesione sociale”. Analogo apprezzamento è stato espresso dall’ambasciatrice svedese Fredrika Ornbrant, dalla responsabile dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) per genere e inclusione, Chidi King, e dalla vicesegretaria generale delle Nazioni Unite e direttrice esecutiva aggiunta di ONU Donne, Nyaradzayi Gumbonzvanda, che ha definito la strategia un’iniziativa pionieristica per la regione Medio Oriente e Nord Africa (Mena). Elaborata con il sostegno dell’Oil e in collaborazione con Onu Donne, la strategia si articola in cinque assi principali: ampliamento e migliore distribuzione territoriale dei servizi di cura, valorizzazione delle professioni del settore, finanziamento sostenibile del sistema, riconoscimento sociale del lavoro di cura e rafforzamento della governance e dei meccanismi di regolazione.
L’investimento nell’economia della cura e dell’assistenza potrebbe generare oltre 51 mila nuovi posti di lavoro in Marocco, per il 90 per cento destinati alle donne, contribuendo ad aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro e a sostenere la crescita economica. Secondo il rapporto 2026 sul bilancio di genere del ministero marocchino dell’Economia e delle finanze, tra il 2014 e il 2024 la dimensione media delle famiglie marocchine è diminuita da 4,6 a 3,9 componenti, mentre il tasso di fertilità è sceso a 1,97 figli per donna. Nello stesso periodo, la quota della popolazione con oltre 60 anni è salita a quasi il 14 per cento, aumentando la domanda di servizi di assistenza all’infanzia e agli anziani. Il ministero sottolinea che le donne svolgono l’84 per cento del lavoro domestico e di cura non retribuito e che oltre il 63 per cento delle donne economicamente inattive indica proprio gli impegni familiari e l’accudimento dei figli come principale motivo della mancata ricerca di un impiego. La partecipazione femminile alla forza lavoro è così diminuita dal 30,4 per cento del 1999 al 19,1 per cento del 2024. Per raggiungere gli obiettivi del Programma nazionale per la generalizzazione e lo sviluppo dell’istruzione prescolare, il Marocco dovrà iscrivere circa 550 mila bambini in più. Le valutazioni d’impatto stimano che l’espansione dei servizi prescolari consentirebbe di creare 51.903 posti di lavoro diretti, di cui circa 46.700 destinati alle donne.
Il rapporto evidenzia inoltre il crescente potenziale della cosiddetta “silver economy”, ovvero l’economia legata ai servizi per la popolazione anziana. La spesa dei cittadini marocchini con più di 60 anni è destinata ad aumentare da 53 miliardi di dirham (4,6 miliardi di euro) del 2014 a 640 miliardi di dirham (59,3 miliardi di euro) entro il 2050, aprendo nuove opportunità occupazionali e imprenditoriali, soprattutto per le donne. Secondo il ministero, il rafforzamento di un sistema strutturato di servizi di cura permetterebbe di alleggerire il lavoro domestico non retribuito, favorire l’occupazione femminile e sostenere lo sviluppo sociale ed economico del Paese.
Leggi anche altre notizie su Nova News
Clicca qui e ricevi gli aggiornamenti su WhatsApp
Seguici sui canali social di Nova News su Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram
L'articolo Il Marocco presenta una strategia nazionale per l’economia della cura proviene da Agenzia Nova.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)