Il Mediterraneo è sempre più caldo e salato

18 Settembre 2026 - 15:55
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Il Mediterraneo è sempre più caldo e salato
Lo scorso 13 agosto le acque del Mar Mediterraneo hanno toccato la temperatura record di 28,54 °C, la più alta mai registrata dal 1940. Il problema non è solo che il nostro mare si sta riscaldando e salinizzando, ma che lo sta facendo a un ritmo sempre più sostenuto. Secondo quanto spiega uno studio pubblicato su Geophysical Researcj Letters, dal 2000 le acque del Mediterraneo si sono riscaldate di circa mezzo grado centigrado ogni anno, mentre la temperatura delle acque profonde dell'Adriatico meridionale è aumentata sei volte più velocemente. «Per noi l'aspetto allarmante è la velocità di questo cambiamento, e le profondità che questi cambiamenti così significativi raggiungono», commenta Elena Terzić, coordinatrice dello studio.. Sapevamo già che negli ultimi anni i primi cento metri superficiali del Mar Mediterraneo sono stati circa 2 °C più caldi rispetto alla media 1950-1999. Quello che nessuno aveva mai analizzato era il ritmo di questo riscaldamento, e se coinvolgesse tutte le zone allo stesso modo. Così, partendo da una recente analisi che aveva rilevato un'insolita salinizzazione e un aumento della temperatura dell'acqua senza precedenti nell'Adriatico, le due ricercatrici Elena Terzić e Ivica Vilibić hanno deciso di misurare la salinità e le temperature dell'intero Mediterraneo dal 1950 al 2025.. In cattive acque Ciò che emerge con chiarezza è che l'aumento di calore e salinità dell'acqua è statisticamente rilevabile (e dunque non attribuibile al caso) fino a 3.000-4.000 metri di profondità. Il problema è che l'acqua più calda è più leggera, mentre quella salata più densa: attualmente nelle acque superficiali prevale il calore sulla salinità, mentre in quelle profonde avviene il contrario. Finché la salinità supererà il riscaldamento, l'acqua densa continuerà a sprofondare (seppur più calda e dunque meno ricca di ossigeno), rimescolando gli strati più profondi e trasportando nutrienti.. Ma se il calore dovesse superare la salinità, avremmo un problema serio: la circolazione marina profonda si trasformerebbe, l'acqua calda non sprofonderebbe più e la vita marina ne risentirebbe. Tutto questo, mette in guardia lo studio, è un rischio soprattutto nell'Adriatico meridionale, dove dal 2000 le acque profonde si sono riscaldate a un ritmo sei volte superiore rispetto al resto del Mediterraneo. Guardare al Mediterraneo, inoltre, ci permette di vedere in anteprima cosa succederà agli oceani: «Considerato il suo ricambio relativamente rapido e la sua forte sensibilità alle forzanti atmosferiche, il Mediterraneo può essere considerato un indicatore precoce dell'accelerazione della risposta dell'oceano ai cambiamenti climatici», concludono le due studiose..

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