Genetica: nei chihuahua c’è un po’ di coyote
A vederli così, minuscoli e apparentemente inadatti alla vita in natura, viene da pensare che i chihuahua, la razza di cane più piccola del mondo, siano uno di quegli incroci moderni creati apposta per essere carini e "portatili".
In realtà, la storia dei chihuahua è millenaria: sono una delle due razze antiche sopravvissute nelle Americhe (insieme allo xolo), ed esistono da migliaia di anni. Ora, uno studio pubblicato su Nature Communications dimostra come mai abbiano un carattere così particolare, che li differenzia da tutti gli altri "toy dog": nel loro DNA ci sono tracce di coyote.. Scoperta casuale
La storia del chihuahua nasce, come suggerisce il nome stesso, nello Stato del Chihuahua, nel nord del Messico: è qui che i primi conquistadores, tra cui l'arcinoto Hernán Cortés, riportarono già nel XVI secolo la presenza di cani piccoli e quasi pelati che venivano usati come animali da compagnia o venduti come cibo. In realtà, i chihuahua erano in giro da ben prima di 500 anni fa: i cani nativi delle Americhe, arrivati nel continente dalla Siberia 10.000 anni fa, rimasero isolati per circa 1.000 anni prima dell'arrivo degli europei. Di questo periodo rimangono solo le due razze citate, quindi chihuahua e xolo.. Il team di Stanford che ha condotto lo studio ha scoperto la curiosa parentela dei chihuahua quasi per caso: i ricercatori stavano infatti testando due nuovi software, chiamati Gnomix e Gnofix, che servono per confrontare i genomi di molti animali contemporaneamente, in cerca di relazioni evolutive tra loro. Durante le loro prove, gli scienziati hanno scoperto qualcosa di strano nel DNA dei chihuahua: numerosi segmenti di genoma condivisi con i coyote selvatici.. Cani ibridi
Lo studio, tra l'altro, ha scoperto anche tracce di DNA di cane artico nello xolo, a dimostrazione che entrambe le razze antiche sopravvissute in America portano dentro di sé "pezzi" di altri animali. Ma se le somiglianze, anche solo in termini di stazza, tra lo xolo e il cane artico sono tutto sommato intuibili, è più strano immaginarsi che un tempo i chihuahua si siano accoppiati con i coyote al punto da condividere numerosi pezzi di genoma.. Gli autori dello studio fanno però notare che le orecchie del chihuahua, e il modo in cui ulula, hanno molto in comune con i coyote, e anche il loro carattere – decisamente più coraggioso e indipendente di quello degli altri toy dog – potrebbe essere legato alla loro ascendenza.
Rimane una domanda: perché allora sono così piccoli? Quello potrebbe essere il risultato di un'intensa selezione artificiale da parte delle culture mesoamericane, che li hanno trasformati nelle "pulci" che sono ora. Per quanto riguarda il perché, è una domanda ancora senza risposta..
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