Il MEF annuncia l'applicazione della proroga dello split payment fino al 2029

02 Luglio 2026 - 09:10
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lentepubblica.it

Split payment IVA, il MEF rassicura: il meccanismo resta operativo anche dopo il 30 giugno 2026 in attesa del via libera dell’UE.


Lo split payment IVA continuerà a essere applicato anche dopo il 30 giugno 2026. A chiarirlo è il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha fornito indicazioni agli operatori in vista del rinnovo dell’autorizzazione europea necessaria per mantenere in vigore questo particolare regime fiscale.

Sebbene il Consiglio dell’Unione europea non abbia ancora formalizzato il proprio via libera alla proroga, il percorso autorizzativo è ormai nella fase conclusiva e il Governo italiano ha confermato che non vi saranno interruzioni nell’applicazione della disciplina. Una precisazione particolarmente importante per pubbliche amministrazioni, enti interessati e imprese fornitrici, che potranno continuare a operare secondo le regole già conosciute.

Split payment: cosa cambia dal 1° luglio 2026

Il 30 giugno 2026 rappresentava la scadenza dell’autorizzazione europea che consente all’Italia di applicare il meccanismo della scissione dei pagamenti IVA. Proprio per evitare dubbi interpretativi o possibili incertezze operative, il Ministero dell’Economia ha precisato che il sistema continua a essere valido anche dal 1° luglio 2026, senza alcuna sospensione.

La ragione è legata allo stato di avanzamento dell’iter europeo. La Commissione europea ha infatti già presentato la proposta di rinnovo dell’autorizzazione, ora sottoposta all’esame del Consiglio UE, il cui pronunciamento definitivo è previsto entro il 10 luglio 2026.

Considerato che la proroga è destinata a produrre effetti proprio a partire dal 1° luglio, il MEF ha ritenuto opportuno confermare la continuità dell’applicazione dello split payment, evitando qualsiasi vuoto normativo o operativo.

Verso la proroga fino al 30 giugno 2029

L’orientamento delle istituzioni europee è quello di autorizzare il mantenimento della misura per altri tre anni. Se il Consiglio UE confermerà quanto già proposto dalla Commissione, il regime speciale resterà in vigore fino al 30 giugno 2029.

La proroga riguarderà gli stessi soggetti già oggi interessati dall’applicazione dello split payment, senza modifiche all’ambito soggettivo della disciplina.

Per imprese e amministrazioni, quindi, non sono previste novità nelle modalità di fatturazione o nei versamenti dell’imposta, ma soltanto la prosecuzione di un sistema ormai consolidato da diversi anni.

Come funziona la scissione dei pagamenti IVA

Lo split payment, noto anche come scissione dei pagamenti, rappresenta un meccanismo particolare di assolvimento dell’IVA disciplinato dall’articolo 17-ter del DPR n. 633 del 1972.

Diversamente da quanto avviene nel regime ordinario, quando un’impresa emette una fattura nei confronti di una pubblica amministrazione soggetta allo split payment, l’IVA viene regolarmente indicata nel documento fiscale ma non viene incassata dal fornitore.

Il pagamento avviene infatti in modo separato:

  • il fornitore riceve esclusivamente il corrispettivo al netto dell’imposta;
  • la pubblica amministrazione versa direttamente l’IVA all’Erario.

In questo modo l’imposta non transita mai nella disponibilità economica del soggetto che ha emesso la fattura.

Si tratta di una procedura che modifica esclusivamente il flusso finanziario relativo all’IVA, lasciando invariati gli altri elementi della fattura e gli obblighi contabili previsti dalla normativa.

Perché è stato introdotto lo split payment

L’obiettivo della misura è principalmente quello di rafforzare il contrasto all’evasione fiscale.

Con il sistema ordinario, il fornitore incassa l’IVA dal cliente e successivamente provvede al relativo versamento allo Stato. In alcuni casi, però, l’imposta può non essere riversata all’Erario, generando un danno per le finanze pubbliche.

Lo split payment elimina questo rischio perché l’IVA viene corrisposta direttamente dall’amministrazione pubblica allo Stato, senza transitare nelle disponibilità del fornitore.

Accanto all’esigenza di tutela delle entrate erariali, il meccanismo offre anche una maggiore sicurezza agli enti pubblici che effettuano gli acquisti. Il pagamento diretto dell’imposta contribuisce infatti a ridurre il rischio che le amministrazioni possano essere coinvolte, anche indirettamente, in eventuali frodi IVA riconducibili ai propri fornitori o ad altri soggetti della filiera commerciale.

Nel corso degli anni questo sistema è diventato uno degli strumenti utilizzati dall’Italia per rafforzare i controlli nella riscossione dell’imposta sul valore aggiunto.

Chi è soggetto allo split payment

La disciplina interessa gli acquisti di beni e servizi effettuati dalle pubbliche amministrazioni e dagli altri enti individuati dalla normativa.

Per agevolare imprese e professionisti nella verifica dei soggetti interessati, il Dipartimento delle Finanze pubblica ogni anno gli elenchi ufficiali delle amministrazioni, delle società e degli enti tenuti ad applicare la scissione dei pagamenti.

L’aggiornamento periodico degli elenchi rappresenta uno strumento essenziale per consentire ai fornitori di verificare correttamente il regime fiscale applicabile alle operazioni effettuate.

Prima dell’emissione della fattura è quindi sempre opportuno controllare che il destinatario rientri tra i soggetti inclusi negli elenchi annuali pubblicati dal Ministero.

Nessuna interruzione per imprese ed enti pubblici

Il chiarimento diffuso dal Ministero assume particolare rilievo perché evita possibili incertezze proprio nel passaggio tra la scadenza della precedente autorizzazione europea e l’adozione della nuova decisione del Consiglio UE.

Le amministrazioni pubbliche potranno quindi continuare a effettuare i pagamenti secondo le modalità già in uso, mentre i fornitori non dovranno apportare modifiche alle procedure adottate negli ultimi anni.

Salvo diverse indicazioni che potrebbero emergere soltanto al termine dell’iter europeo, il quadro operativo rimane dunque invariato: lo split payment continua a essere applicato dal 1° luglio 2026, in attesa della formale approvazione della proroga che dovrebbe estenderne la validità fino al 30 giugno 2029.

Il testo del comunicato del MEF

Qui il documento completo.

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