Il menswear di Daniele Alessandrini viaggia verso un 2026 a + 10%

18 Giugno 2026 - 12:00
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Daniele Alessandrini si conferma tra i nomi presenti anche quest’anno a Pitti Uomo, la fiera fiorentina dedicata alla moda maschile in corso fino a venerdì con l’edizione numero 110. Il brand opera da due anni nell’orbita di Donato Ambrosio, player attivo nel settore fashion da trent’anni con un portfolio di brand in produzione e distribuzione tra cui anche Outfit Italy, Over/D, Telacruda e Kejo.

“Conosciamo benissimo la storicità del marchio – ha raccontato a Pambianconews Luigi Cozzolino, direttore marketing e comunicazione – ma cerchiamo anche di mantenerci aperti a quello che accade nel mondo del fashion, tenendo presente le richieste del nostro target”.

Dopo un 2025 chiuso con ricavi in crescita del 20%, l’obiettivo per l’anno in corso è una crescita a doppia cifra nell’ordine del 10 per cento. La distribuzione poggia su circa 500 multibrand in Italia, prevalentemente di fascia medio-alta, con l’estero – tra cui in primo piano Germania, Francia e Benelux – che inizia a pesare in modo più strutturato.

Per il momento, nessun progetto retail all’orizzonte nel breve periodo: “la priorità resta il posizionamento in contenitori premium, con una comunicazione sempre più orientata al sell-out a supporto della rete wholesale”.

Guardando al prodotto, che si inserisce nel segmento della sartorialità applicata al menswear, il cavallo di battaglia del brand resta l’abito; la capsule ‘Suite Table’, dedicata al cerimoniale e alle occasioni formali si riconferma protagonista della proposta anche in questa stagione. La collezione introduce però alcuni innesti di novità: “L’esigenza principale per il consumatore in questo momento non è solo l’aspetto estetico, ma anche il comfort”, spiega Cozzolino.

In questa direzione vanno i fit, “progressivamente alleggeriti rispetto alla vestibilità più skinny e stretch che ha caratterizzato il brand storicamente, e i tessuti, con un’integrazione crescente di fibre naturali e riciclate”. Inserita nella proposta anche una capsule denim con giacche destrutturate e gilet, oltre a una proposta più tecnica – con trench dotati di tasche funzionali – che “rafforza il concetto di guardaroba al servizio dell’uomo”.

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