Il nuovo Belgio di Mark van Bommel: novità, punti di forza e punti deboli. De Bruyne e Lukaku le certezze, De Winter e Diego Moreira possono essere le nuove stelle
Alla scoperta dei primi avversari in Nations League dell'Italia di Mancini.
Certi meccanismi del mondo del calcio possono risultare di difficile comprensione, se dovessimo ragionare soltanto nell'ottica dei risultati conseguiti. In tal senso, se per l'Italia è stato abbastanza fisiologico andare alla ricerca di una nuova strada dopo la mancata qualificazione agli ultimi Mondiali con Gattuso, stupisce che il Belgio – andato a centimetri dalle semifinali – abbia cambiato a sua volta guida tecnica.
Eppure, il passaggio da Rudi Garcia a Mark van Bommel si spiega molto semplicemente come la conseguenza di una decisione personale dell'ex allenatore di Roma e Napoli, che ha spianato la strada alla nomina dell'ennesimo ct straniero (prima di loro, ricordiamo anche Domenico Tedesco e Roberto Martinez), chiamato a portare una ventata di novità in un gruppo chiamato nel breve ma soprattutto nel medio periodo – e dunque non in questa Nations League e nemmeno contro l'Italia – ad individuare i volti del nuovo progetto con vista sugli Europei del 2028 e i Mondiali del 2030.
A CACCIA DI LEADER
Due mesi dopo la dolorosa eliminazione negli Stati Uniti per mano della Spagna, favorita dalla “papera” del portiere del Manchester United Lammens, i primi avversari della Nazionale di Roberto Mancini ripartono proprio dal numero uno dei Red Devils. Courtois sta benissimo – come continua a dimostrare con la maglia del Real Madrid – ma ha preferito concedersi del tempo e di non rendersi disponibile per questa edizione di Nations League. Giusto allora andare alla scoperta di nuovi calciatori e soprattutto di nuovi punti di riferimento anche a livello carismatico. Le ultime generazioni hanno sempre dato la sensazione di dipendere, nel bene e nel male, da quei campioni di livello superiore – Courtois, De Bruyne e Lukaku sono gli ultimi reduci – che non sono però risultati sufficienti a condurre il Belgio ad un grande successo, visto che sono stati proprio i calciatori attorno a non essere cresciuti abbastanza per rendere al top nelle grandi manifestazioni internazionali.
ESCLUSI ECCELLENTI
Il Belgio che la nuova Italia di Mancini si trova di fronte a Roma è una squadra ancora piuttosto figlia di quella ammirata pochi mesi fa ai Mondiali, ma con qualche sostanziale novità. Insieme a Courtois, il ct Van Bommel ha scelto di escludere due esponenti del gruppo storico come Meunier e Witsel, il milanista Saelemaekers – ancora a caccia di un vero ruolo e della piena fiducia in rossonero con Amorim – oltre ad Onana e Doku. Il primo ovviamente per il grave infortunio subito negli Stati Uniti, il secondo per i postumi di un problema al polpaccio che gli ha permesso di tornare in campo col Manchester City per appena 15 minuti nell'ultimo match contro il Sunderland.
GLI ITALIANI
Sono sei i giocatori che militano in Serie A che sono stati coinvolti in questa prima tornata di convocazioni per le prime quattro sfide di Nations League: oltre a De Bruyne, ci sono Theate del Bologna e De Winter del Milan in difesa, il centrocampista del Parma Mandela Keita (che torna dopo due anni di assenza), De Ketelaere dell'Atalanta e Diego Moreira del Milan come attaccanti. Quest'ultimo in particolare potrebbe beneficiare dell'assenza di Leandro Trossard, frenato da un problema alla caviglia che lo ha limitato negli ultimi allenamenti e che libera uno spazio in più in una batteria di esterni offensivi di livello.
COME GIOCA VAN BOMMEL
Il primo Belgio di Mark van Bommel riparte nel segno del 4-3-3 e di una proposta calcistica che punta all'intensità, al recupero del pallone in tempi rapidi per favorire proprio la grande qualità tecnica che dalla metacampo in su è il fiore all'occhiello dei Diavoli Rossi. Se in mezzo, al fianco di un De Bruyne che per sua stessa ammissione ha ricevuto risposte sorprendenti dal suo fisico dopo le prime sei gare ufficiali giocate col Napoli, Raskin e Tielemans sono le altre certezze, in attacco il ct olandese ha davvero l'imbarazzo della scelta. Lukaku è alla ricerca della migliore condizione atletica (ha giocato appena una gara da titolare col Fenerbahce) e può alternarsi con De Ketelaere come riferimento centrale, mentre sugli esterni c'è davvero da sbizzarrirsi.
TOCCA A DIEGO MOREIRA?
Diego Moreira era stato l'elemento destabilizzante, in senso positivo, in occasione della partita della svolta ai Mondiali contro il Senegal e anche nel primo scorcio di avventura al Milan ha dimostrato di saper essere un'arma vincente a partita in corso. La concorrenza per i due posti che completano il tridente è aperta a Malick Fofana del Lione (vecchio pallino della Roma), Fernandez-Pardo del Newcastle e Godts del Paris Saint-Germain, senza dimenticare l'ex juventino Openda e Lukebakio. Tutti giocatori altamente tecnici e di gamba, che possono mettere sotto pressione la difesa dell'Italia.
DIFESA DA COSTRUIRE
Piuttosto, le perplessità sul Belgio possono essere legate al valore individuale dei componenti del reparto difensivo, dove manca allo stato attuale la classica guida. Tolto il 33enne Mechele, Van Bommel si affida ad una batteria di centrali giovani e in cerca di affermazione, mentre il potenziale è alto principalmente sugli esterni, con De Cuyper, Sabbe e Seys, a cui si aggiunge l'usato sicuro di Castagne.
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