Cosa fare a Londra il 25 e 26 settembre

25 Settembre 2026 - 13:40
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Londra entra nell’autunno con un fine settimana densissimo di appuntamenti. Tra mostre appena inaugurate, spettacoli teatrali, danza contemporanea, festival internazionali e occasioni per conoscere nuove persone, venerdì 25 e sabato 26 settembre 2026 offrono alternative per gusti e disponibilità economiche molto diverse. Abbiamo selezionato quindici proposte particolarmente interessanti per la comunità italiana, aggiungendo l’ultimo Garden Apericena della stagione organizzato da Aperievents a Notting Hill. Il risultato è un itinerario cronologico che attraversa musei, gallerie, teatri, parchi e locali, permettendo di costruire un weekend londinese su misura senza disperdersi tra decine di segnalazioni.

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Cosa fare a Londra venerdì 25 settembre: arte e città

Il venerdì può cominciare con una delle mostre più attese dell’autunno. Alla Gagosian di Grosvenor Hill, a Mayfair, è appena stata inaugurata This Is Still Not a Pipe: The Afterlife of Magritte, una grande esposizione dedicata all’eredità di René Magritte. È la prima rassegna londinese di questa portata consacrata al maestro belga da oltre trent’anni e riunisce opere su carta, fotografie e sculture provenienti da musei e collezioni private. Il percorso non si limita a celebrare le immagini diventate ormai parte dell’immaginario collettivo, dalle pipe impossibili agli uomini con la bombetta, ma mette in dialogo Magritte con artisti contemporanei che ne hanno raccolto la lezione. L’ingresso è gratuito e la posizione centrale consente di proseguire facilmente verso altre tappe. Sempre sul versante dell’arte contemporanea, Somerset House ospita Enclosure, installazione immersiva dell’artista inglese Jenkin van Zyl. Il visitatore entra in una struttura decadente concepita come un centro nel quale le persone possono abitare temporaneamente la vita dei propri duplicati. Tra insegne da luna park, ologrammi, bozzoli gonfiabili e oggetti apparentemente abbandonati, il lavoro riflette sull’identità, sul desiderio di sopravvivere e sui sistemi che costruiamo per proteggerci. Non è una mostra da attraversare distrattamente: chiede al pubblico di accettare una narrazione inquietante e di muoversi fisicamente al suo interno.

Chi preferisce un’esperienza all’aperto può dirigersi verso Regent’s Park, dove Frieze Sculpture occupa gli English Gardens con una selezione internazionale di opere monumentali. L’edizione 2026, curata da Fatoş Üstek, interpreta la scultura come un’ecologia ibrida nella quale materiali, ambiente, memoria e comunità dialogano fra loro. L’accesso è gratuito e non richiede un biglietto, caratteristica preziosa considerando che la fiera Frieze London, in programma successivamente, è invece uno degli appuntamenti più costosi del calendario artistico. Le informazioni aggiornate sull’esposizione sono disponibili sul sito ufficiale di Frieze. La passeggiata può essere affrontata senza fretta e funziona bene anche per chi non possiede una preparazione specifica: il parco attenua la soggezione che talvolta si prova entrando in una galleria e permette alle opere di cambiare aspetto con la luce e il paesaggio.

La sera, l’appuntamento più riconoscibile è il Tate Modern Late, in programma dalle 18:00 alle 22:00. L’edizione di settembre ruota intorno alla grande retrospettiva dedicata ad Ana Mendieta, artista cubano-americana che ha esplorato il rapporto tra corpo, natura, violenza, migrazione e appartenenza. La Tate Modern, uno dei principali musei britannici d’arte moderna e contemporanea, prolunga l’apertura trasformando gli spazi di Bankside con musica, DJ set, incontri, laboratori e interventi affidati a creativi londinesi. Il programma serale generale è gratuito, anche se alcune attività possono richiedere una prenotazione o avere una capacità limitata. La presentazione ufficiale della Tate conferma l’orario straordinario e il legame della serata con l’opera di Mendieta. È una scelta ideale per chi vuole entrare in un museo senza vivere la visita come una lezione: durante i Late l’edificio diventa uno spazio sociale, frequentato da studenti, professionisti, appassionati e semplici curiosi.

Musica e teatro per la serata di venerdì

La notte londinese del 25 settembre offre innanzitutto AVA London, festival dedicato alla musica elettronica, alle arti audiovisive e alla cultura dei club. L’edizione 2026 si sviluppa dal 24 al 26 settembre e mette insieme oltre settanta relatori, più di trenta sessioni, workshop, conversazioni con artisti e appuntamenti notturni. Tra gli ospiti annunciati figurano nomi come Moby, Oklou, The Avalanches, Fabio e Grooverider. Non si tratta soltanto di una successione di DJ set: AVA prova a raccontare l’industria musicale dall’interno, affrontando produzione, tecnologie, creatività, spazi notturni e trasformazioni culturali. Per chi lavora nella musica o negli eventi rappresenta anche un’occasione di networking, mentre chi cerca semplicemente una serata diversa può concentrarsi sul programma dal vivo. Pass, sedi e disponibilità cambiano secondo le singole sessioni, quindi è opportuno consultare il programma ufficiale di AVA London prima di scegliere.

Il teatro propone invece quattro spettacoli molto diversi. All’Almeida Theatre di Islington, Josh O’Connor torna sul palcoscenico in Golden Boy, dramma scritto da Clifford Odets nel 1937. Il protagonista, Joe Bonaparte, è un giovane violinista italoamericano che abbandona la musica per inseguire ricchezza e riconoscimento nella boxe. La storia contrappone arte e violenza, vocazione e successo economico, identità familiare e desiderio di emancipazione. Il legame con la famiglia italiana non è un dettaglio ornamentale: determina il conflitto di Joe e il rapporto con il padre, che vede nel violino una possibilità di crescita spirituale. La produzione diretta da Sam Yates ha registrato una forte domanda e molte date risultano esaurite; l’Almeida Theatre suggerisce comunque di controllare le restituzioni e la disponibilità dell’ultimo momento.

Al Young Vic, a Waterloo, Thelma & Louise diventa un musical. Callie Khouri, autrice della sceneggiatura originale del film del 1991, firma il libretto, mentre la cantautrice Neko Case compone musica e testi. Amy Lennox e Rachel Tucker interpretano due donne che trasformano una fuga in un gesto di autodeterminazione, conservando i temi della solidarietà femminile, della violenza di genere e della ribellione. Non è una copia musicale del film, ma una riscrittura teatrale con sonorità vicine al rock e all’alternative country. Gli spettacoli e i biglietti sono disponibili attraverso il sito del Young Vic.

Al Marylebone Theatre, Mark Rylance interpreta invece il falso religioso protagonista di Tartuffe (Remixed). Darren Raymond trasferisce la commedia di Molière in una famiglia contemporanea nigeriano-giamaicana, utilizzando versi rimati, comicità e conflitti culturali per raccontare manipolazione, fede e ipocrisia. Chi cerca un musical più tenero può scegliere Kimberly Akimbo all’Hampstead Theatre. Maria Friedman interpreta una quindicenne affetta da una condizione che accelera drasticamente l’invecchiamento. Vincitore di cinque Tony Awards a Broadway, lo spettacolo combina famiglia disfunzionale, amicizie adolescenziali, malattia e piccoli reati senza rinunciare all’umorismo. È una storia sull’urgenza di vivere, ma evita il sentimentalismo più prevedibile: ricorda che anche i problemi apparentemente ordinari possono rappresentare un privilegio.

Sabato 26 settembre tra danza, culture e comunità

Sabato può iniziare nella zona orientale della città con la National Dance Company Wales, compagnia nazionale gallese di danza contemporanea fondata nel 1983 e residente al Wales Millennium Centre di Cardiff. Al Sadler’s Wells East, nel Queen Elizabeth Olympic Park, presenta un doppio programma composto da Ordinary Courage di Theo Clinkard e Untamed di Alesandra Seutin. Il primo lavoro affronta l’esperienza del dolore e la capacità di continuare a muoversi quando qualcosa cambia definitivamente; il secondo sceglie un linguaggio più atletico, ispirato alla corsa e accompagnato da una colonna sonora che incorpora strumenti gallesi e voci ancestrali. Il 26 settembre è l’ultima giornata londinese della produzione e conviene verificare tempestivamente la disponibilità. La compagnia, descritta nel sito ufficiale di NDCWales, lavora da anni per rendere la danza contemporanea accessibile anche a chi non conosce i suoi codici.

Nel corso della giornata, Broadgate introduce un’atmosfera completamente diversa con il Basque Festival al Bar Kroketa. L’evento porta nella City la cultura gastronomica dei Paesi Baschi attraverso pintxos, croquetas, sidro, musica e txakoli, il vino bianco secco e leggermente frizzante tipico della regione. La formula riproduce un piccolo itinerario fra locali senza obbligare i partecipanti a cambiare indirizzo: diversi “barstop” sono riuniti nello stesso spazio e il pubblico può assaggiare, socializzare e votare la croqueta preferita. Per un pubblico italiano, abituato a riconoscere nel cibo una forma di identità territoriale, la manifestazione offre un parallelo interessante con le tradizioni regionali della Penisola. Non è necessario trasformare l’esperienza in una maratona alcolica: il valore dell’evento sta soprattutto nell’associazione tra cucina, musica e convivialità.

A Tottenham, Margins United racconta invece la creatività alternativa dell’Asia orientale e sudorientale contemporanea. Il festival, ideato da Eastern Margins, piattaforma britannica dedicata alle culture asiatiche non convenzionali, occupa Club 360 con un programma che si estende dal giorno alla notte. Il cartellone comprende la cantante sudcoreana Yves, già componente del gruppo Loona, le F5ve, The Deep, il rapper britannico-asiatico Heroic Dragon, la DJ e sassofonista Amanda Sze, il produttore filippino DJ Love e il duo audiovisivo Tamanaramen. È possibile scegliere il segmento diurno, quello notturno oppure affrontare l’intero percorso. La forza di Margins United risiede nella possibilità di mostrare culture che a Londra vengono spesso ridotte a mode commerciali, restituendo invece spazio alle contaminazioni, alle identità diasporiche e alle scene indipendenti.

Chi desidera qualcosa di più raccolto può visitare The Weight of Matter alla South London Gallery, istituzione pubblica di Camberwell dedicata all’arte contemporanea. L’artista polacca Monika Sosnowska utilizza scale, ringhiere, cancelli, acciaio, cemento e armature edilizie, piegandoli fino a renderli quasi irriconoscibili. La sua ricerca nasce dall’esperienza di una Varsavia trasformata dopo la caduta del regime comunista e osserva gli edifici come testimoni di sistemi politici ed economici destinati a cambiare. La mostra, distribuita tra le due sedi della galleria, offre una prospettiva originale sulla città e sul riuso delle strutture. Il programma aggiornato può essere consultato sul sito della South London Gallery. È una visita adatta a chi ama l’architettura, la storia urbana e le opere capaci di modificare la percezione fisica dello spazio.

Dal pomeriggio alla sera: festa, comicità e apericena

Il pomeriggio di sabato lascia spazio a due eventi comunitari molto differenti. Il Mid-Autumn Festival del Museum of the Home, a Hoxton, celebra tradizioni e culture dell’Asia orientale e sudorientale attraverso cerimonie del tè, attività di journaling, laboratori per la creazione di lanterne, cinema e incontri. Il Museum of the Home è un’istituzione culturale che studia il significato domestico e sociale dell’abitare, osservando come le persone costruiscano la propria idea di casa in epoche e comunità diverse. Il programma autunnale amplia questa missione affrontando memoria familiare, lutto, migrazione e rituali condivisi. Tra le attività segnalate compare anche Good Mourning Vietnam, documentario dedicato ai rituali funebri vietnamiti. Una parte della manifestazione si trasferisce inoltre al Centre 151 di Hackney con musica dal vivo, cibo e laboratori. Informazioni e variazioni sono pubblicate nella sezione eventi del Museum of the Home.

Per chi cerca uno spettacolo decisamente meno contemplativo, a Walthamstow arriva Frankie Monroe: DEAD AND ALIVE!!!!. Joe Kent-Waters riunisce i suoi due spettacoli dedicati a Frankie Monroe, grottesco proprietario di un working men’s club dello Yorkshire. Il personaggio stipula un patto diabolico per salvare il locale, precipita all’inferno e tenta infine di tornare nel mondo dei vivi. La comicità britannica più eccentrica si mescola al teatro di personaggio, all’horror artigianale e all’atmosfera dei vecchi club operai. Non è una scelta universale e proprio per questo può rivelarsi memorabile: chi preferisce narrazioni lineari e stand-up tradizionale dovrebbe orientarsi altrove, mentre gli spettatori attratti dal surreale troveranno uno degli appuntamenti più insoliti del weekend.

Dalle 17:30 alle 22:00, il percorso torna alla comunità italiana con l’Ultimo Garden Apericena della stagione, organizzato da Aperievents London alla Lasagneria Italiana, in 42A Notting Hill Gate. L’incontro conclude il ciclo estivo nel giardino del locale e ripropone una formula costruita intorno a cibo, drink e nuove conoscenze. Il costo di 15 sterline comprende il primo drink e il buffet; le consumazioni successive costano 10 sterline. L’obiettivo non è semplicemente cenare, ma creare una situazione nella quale italiani, britannici e residenti internazionali possano conversare senza la rigidità di un evento formale. La posizione, a breve distanza dalla stazione di Notting Hill Gate, rende l’appuntamento facilmente raggiungibile da diverse zone della città. La pagina dell’evento ufficiale di Aperievents contiene le informazioni aggiornate.

L’apericena può diventare la destinazione finale dopo una mostra o uno spettacolo pomeridiano, ma è preferibile non sovraccaricare la giornata con spostamenti continui. Londra induce spesso a scegliere troppe attività, trasformando il tempo libero in una corsa tra linee della metropolitana. La soluzione più ragionevole è costruire un itinerario per aree: Camberwell e Hoxton richiedono tragitti differenti, mentre Mayfair, Marylebone e Regent’s Park possono essere abbinati con maggiore facilità. Anche AVA London e Margins United richiedono una decisione consapevole, perché i programmi musicali possono estendersi per molte ore. Chi vuole partecipare all’apericena dovrebbe quindi riservare la seconda parte del sabato a Notting Hill, lasciando margine per arrivare con calma. Cosa fare a Londra il 25 e 26 settembre dipende infine dal tipo di esperienza desiderata: arte gratuita, teatro prestigioso, culture internazionali o socialità italiana. Il vero lusso non consiste nel fare tutto, ma nel scegliere bene.


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