Il solco largo. Tra Kyiv e Dibba, Conte gioca al rialzo. La distanza dal Pd

14 Luglio 2026 - 09:20
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Più che il campo, è il solco che rischia di farsi largo. Giuseppe Conte e i suoi continuano scavare. Battono sul tasto della "folle" corsa militare, rilanciano la "non minaccia russa". Organizzano convegni, contro l'allargamento dell'Ue, e iniziative per dire: "Il riarmo lo paghi tu". È un gioco al rialzo che nel Pd inizia a infastidire non solo i soliti riformisti ma pure chi certe battaglie potrebbe condividerle. Per non dire delle altre forze di centro, dei non invitati a Napoli. Dice al Foglio Chiara Appendino, ripete un'altra volta: "Lo ribadisco, Renzi è inaffidabile e dal punto di vista elettorale ci fa perdere voti". Insomma se ne può, se ne dovrebbe, fare a meno.

Non è la sola a pensarla così nel Movimento. Che intanto deve guardarsi dall'avanzata di Alessandro Di Battista. Al Messaggero, intanto, Conte ha spiegato: "Se vorrà tornare ne parleremo". Schierarsi potrebbe davvero presentarsi alle elezioni. Al Nazareno hanno cominciato a pensare che le ultime mosse del leader M5s dipendano anche da questo e l'ex premier vuole coprirsi.

Ieri alla Camera Vittoria Baldino ed Ettore Licheri hanno organizzato un convegno per spiegare "le prospettive e i limiti dell'allargamento dell'Unione europea". Per dire che penalizzerebbe "in primo luogo lo sviluppo del meridione italiano". Ci sono i paesi dei Balcani, prima di tutto. Ma inevitabilmente c'è anche l'Ucraina su cui – non è una novità – ci sono sensibilità diverse da quelle del Pd, che vuole continuare con il sostegno militare. Gli esponenti M5s spiegano che "non c'è alcun pregiudizio nei confronti di Kyiv". Lo ripetono. Ma conta anche il tempismo. E questa iniziativa arriva a pochi giorni dalle polemiche scatenate dalle parole di Conte sulla Russia. Per il M5s, Putin è un pretesto, per giustificare gli investimenti militari.

Cercano sponde, in Avs, e magari anche nel Pd, ma in questi termini, sebbene anche Schlein (che oggi parlerà di rapporti tra Ue e America in Senato) non voglia il riarmo, è complicato. Sabato a Ostia il M5s torna in piazza con le sue prime file, dai capigruppo a Paola Taverna. È una campagna, per raccontare: "La guerra la paghi tu. Come ci tolgono i soldi per spenderli in armi". È un gioco al rialzo, è il gioco delle parti, ma dopo la piazza di Napoli, gli strascichi polemici, rischia di scavare un solco, largo. Di allontanare ancor di più il tavolo del programma con tutte le opposizioni, dopo l'estate.

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