Intelligenza artificiale: oggi possiamo sapere quanta elettricità consuma, ma non per quali utilizzi

Maggio 05, 2026 - 12:55
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Intelligenza artificiale: oggi possiamo sapere quanta elettricità consuma, ma non per quali utilizzi

Un paio di settimane fa l’Agenzia internazionale dell’energia (International energy acengy, Iea) ha pubblicato il suo ultimo rapporto su Energia e Intelligenza artificiale, con stime per il 2025 e aggiornamenti delle sue proiezioni future. Nel testo si legge in particolare che il consumo di elettricità dei data center dedicati all’IA è cresciuto molto rapidamente lo scorso anno, registrando un’impennata del 50%. Sebbene non esistano statistiche complete sulla frequenza e l’intensità dell’utilizzo dell’IA in tutto il mondo, i principali fornitori di modelli hanno segnalato un triplicarsi degli utenti attivi e un quintuplicarsi dei ricavi nell’ultimo anno, evidenziando la rapida crescita della domanda.

Ora alla questione dedica un approfondimento Annah Ritchie, ricercatrice di Our world in data i cui testi sono stati spesso ripresi dal nostro giornale, in particolare sul tema della decarbonizzazione dei trasporti e del comparto dei veicoli elettrici. Scrive nel suo canale Substack l’esperta di energia che bisogna leggere con attenzione i dati prima di lanciare messaggi di allarmismo su quanta energia richieda l’Intelligenza artificiale: «L’anno scorso, circa l’1,5% dell’energia elettrica mondiale è stata utilizzata per alimentare i data center. I data center non si limitano all’intelligenza artificiale: sono strutture che ospitano i server e l’infrastruttura IT alla base di tutti i nostri servizi digitali. Si va da Substack e dal resto di Internet allo streaming di Netflix, a Google Maps, all’online banking e allo scambio di messaggi con gli amici. I data center dedicati all'IA sono strutture specifiche per l'esecuzione di modelli di IA. I data center non dedicati all'IA hanno consumato più del doppio dell'elettricità rispetto a quelli incentrati sull'IA».

Secondo le stime della ricercatrice, nel 2025 l'IA ha consumato circa lo 0,5% dell'elettricità mondiale. Inoltre, fa notare che l'elettricità è solo una parte del consumo energetico totale, quindi i data center consumano meno dello 0,5% dell'energia finale e l'IA meno dello 0,2%. «È utile tenerlo a mente: il dibattito sull'IA riguarda l'elettricità, non l'energia».

Dopodiché Annah Ritchie osserva anche che se è vero che l’1,5% dell’energia elettrica mondiale non sembra granché, in alcune zone questa percentuale è molto più alta. Ad esempio, negli Stati Uniti, il 5% dell’energia elettrica è destinata ai data center. Per quanto riguarda specificatamente i data center dedicati all’intelligenza artificiale, si tratta probabilmente di circa il 2%. «Ma in realtà questa domanda è concentrata a livello ancora più locale. Dietro la cifra dell’1,6% dell’Europa si nasconde l’Irlanda, dove i data center rappresentano oltre il 20% del consumo elettrico. Dietro la cifra del 5% degli Stati Uniti, vi sono diversi stati in cui i data center costituiscono più del 10% della domanda e, in stati come la Virginia, superano addirittura un quarto. Questa è davvero la sfida principale legata alla crescente domanda di data center: è concentrata geograficamente, il che significa che l'intera domanda mondiale viene soddisfatta da un numero limitato di reti elettriche. Si verificherebbero colli di bottiglia e problemi alle reti locali anche se si cercasse di soddisfare tutta la domanda mondiale di forni a microonde, bollitori o lavatrici da una manciata di luoghi».

A questo punto l’interrogativo riguarda la domanda futura: come sarà? L’Agenzia internazionale dell’energia, nel documento citato all’inizio di questo articolo, pubblica quattro scenari: lo scenario di base, uno di forte crescita in cui l’intelligenza artificiale si sviluppa molto più rapidamente, e due scenari con una domanda di energia più bassa, dovuta a miglioramenti dell’efficienza ancora più rapidi o a una domanda inferiore alle aspettative. Non ci sono grandi differenze tra i quattro scenari nel 2030. In tutti gli scenari, la domanda globale di energia elettrica per i data center raddoppia sostanzialmente rispetto ai livelli del 2025. Nello scenario di base, la domanda globale di elettricità raggiunge i 945 TWh. Gli scenari alto e basso si collocano entro circa 100 TWh da questo valore. Il motivo per cui questi scenari variano così poco è che gran parte di questa offerta è già “bloccata”. Ci vogliono diversi anni per costruire un data center, ci sono colli di bottiglia a breve termine nelle catene di approvvigionamento e nei chip, e ci sono colli di bottiglia locali nella rapidità con cui si possono costruire nuove fonti di energia. Dopo il 2030, le proiezioni della Iea divergono man mano che alcuni di questi ostacoli a breve termine vengono superati.

Scrive a tal proposito Ritchie: «I data center non sono l'unico fattore trainante della nuova domanda di energia elettrica. I paesi avranno bisogno di più elettricità per i trasporti, il riscaldamento e l'industria. Nei paesi a basso e medio reddito si registra ancora un aumento della domanda di energia elettrica, poiché la popolazione esce dalla povertà e migliora il proprio tenore di vita. Quale percentuale della crescita della domanda di energia nei prossimi cinque anni potrebbe provenire dai data center? La Iea prevede circa un decimo (9%) di tale crescita. Negli Stati Uniti, potrebbe arrivare fino alla metà. Ciò è dovuto a due ragioni: la maggior parte dei data center viene costruita negli Stati Uniti, quindi gran parte della crescita della domanda globale è effettivamente concentrata lì; inoltre, la crescita della domanda di energia elettrica per altri usi è più lenta che altrove. Gli Stati Uniti non stanno vivendo il boom dei veicoli elettrici che si registra in altri paesi; quasi tutti dispongono di aria condizionata e non si tratta di un paese che sta aggiungendo enormi quantità di nuova capacità industriale».

L’analsi della ricercatrice si chiude con una questione che non riguarda tanto il carattere quantitativo, ovvero l’ammontare di energia elettrica che viene utilizzata per l’Intelligenza artificiale, quanto quello qualitativo. Scrive Ritchie chiudendo la sua riflessione: «Il dilemma è che sappiamo quanta elettricità consuma complessivamente l’infrastruttura dell’IA, ma le aziende non rivelano per cosa venga effettivamente utilizzata».

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