Interprete ucciso a Milano, la svolta: fermato in stazione 19enne marocchino in fuga. Giallo su un complice minorenne

25 Giugno 2026 - 14:58
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Interprete ucciso a Milano, la svolta: fermato in stazione 19enne marocchino in fuga. Giallo su un complice minorenne

Omicidio dell’interprete Roberto Guerrino a Milano, fermato 19enne marocchino in fuga, ombre su un minorenne connazionale

La violenza cruda di un omicidio efferato quanto incomprensibile ha oggi il volto di un presunto responsabile. È svolta lampo nelle indagini sulla tragica fine di Roberto Guerrino, il sessantenne interprete di rilievo internazionale trovato senza vita lo scorso 13 giugno a Milano. I Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia Duomo hanno sottoposto a fermo un ragazzo di 19 anni di origine marocchina, residente a Melzo, ritenuto il presunto autore del brutale delitto.

Omicidio dell’interprete a Milano: fermato un 19enne marocchino in stazione

Il provvedimento, scattato nella serata del 22 giugno, è stato convalidato mercoledì 24 giugno dal giudice, che ha disposto la custodia cautelare in carcere a San Vittore. Il diciannovenne è stato intercettato e bloccato dai militari sulla banchina della stazione ferroviaria di Melzo. Il giovane si trovava lì con diverse valigie al seguito: un dettaglio che ha spinto gli inquirenti a ipotizzare un imminente tentativo di fuga.

L’aggressione e il tentativo di fuga

I militari avevano rinvenuto il corpo di Guerrino all’interno del suo appartamento in Via Oxilia, nel quartiere Nolo, con evidenti e profonde lesioni al cranio e al volto. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti coordinati dal pubblico ministero Carlo Scalas, l’omicida avrebbe infierito sulla vittima ripetutamente con oltre dieci colpi, utilizzando alcune statuette di Buddha presenti nell’abitazione, divenuta scena del crimine.

Omicidio interprete Milano, dinamica e possibile movente

L’ipotesi investigativa più accreditata stringe il cerchio attorno a un incontro a sfondo sessuale sfociato in tragedia. L’interprete, infatti, era solito affidarsi ad alcune applicazioni di incontri online per pianificare appuntamenti privati, frequentando quindi giovani anche di nazionalità straniera. In particolare, gli investigatori al lavoro sul caso sono arrivati all’individuazione e all’intercettazione del sospetto grazie agli impianti di videosorveglianza, utilizzando i quali i Carabinieri hanno ricostruito i movimenti del giovane fino a Melzo.

I rilievi del Ris di Parma, poi, hanno permesso di chiudere al momento il cerchio e di accertare la presenza nell’appartamento di Guerino del diciannovenne, che aveva l’I-pad air rubato nell’abitazione della vittima.

Prove scientifiche e indagini tradizionali

Dunque, un contributo fondamentale è arrivato anche dal monitoraggio capillare dei sistemi di videosorveglianza sia pubblici che privati. Sembra infatti che, analizzando ore di filmati dei mezzi di trasporto e delle telecamere di zona, i Carabinieri siano riusciti a mappare a ritroso l’esatto percorso effettuato dal presunto killer, seguendo le sue tracce dal palazzo di Via Oxilia fino al comune dell’hinterland milanese.

Omicidio interprete Milano, ombre sulla posizione di un minorenne connazionale del presunto omicida

Ma non è ancora tutto. Stando a rilievi e riscontri, le indagini non si fermano al solo diciannovenne. I fotogrammi delle telecamere hanno infatti rivelato che il giorno del delitto il 19enne marocchino non era solo. Insieme a lui si muoveva un amico connazionale di 17 anni, di cui ora si dovrà valutare un eventuale coinvolgimento nella vicenda. Pertanto, come conferma l’Ansa, il ruolo di quest’ultimo è attualmente al centro di accertamenti mirati da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano.

Tribunale che dovrà stabilire se il minore abbia avuto una partecipazione attiva al delitto. O comunque un qualche livello di complicità nell’efferato omicidio. (In alto, nella combo Ansa, l’ingresso dell’edificio dove risiedeva un 61enne trovato morto nella sua abitazione in Via Oxilia, a Milano, con i carabinieri che indagano per omicidio. Nel riquadro, un’immagine della vittima).

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