L’abbraccio di Leone XIV alle persone con Sla «dolore e sofferenza non fermano l’amore»

Maggio 11, 2026 - 18:35
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L’abbraccio di Leone XIV alle persone con Sla «dolore e sofferenza non fermano l’amore»

Un popolo in cammino. Dalla Sicilia al Piemonte, fino al Friuli-Venezia Giulia. In oltre duecento tra persone con Sla, familiari, caregiver, volontari, clinici e rappresentanti territoriali di Aisla hanno attraversato l’Italia per raggiungere Roma e vivere l’incontro con Papa Leone XIV, nel cuore di una città che, ancora una volta, ha saputo sorprendere per capacità di accoglienza, prossimità e accessibilità. 

Papa Leone XIV ha accolto in udienza le persone con Sla – foto ©Vatican Media

«Non un semplice appuntamento istituzionale, ma un gesto collettivo di presenza», sottolineano dall’associazione. Mentre nel Paese il dibattito pubblico si è acceso attorno al significato della fragilità, del valore della vita e della dignità della persona — tra metafore infelici sulla non autosufficienza e letture che rischiano di allontanarsi dalla realtà — Aisla ha scelto di rispondere con ciò che da oltre quarant’anni la definisce: con le persone, con le famiglie, dentro la vita reale. Nel corso dell’incontro, Papa Leone XIV ha ringraziato per questo coraggio e ha indicato una direzione chiara: «rispondere con gesti di cura alla cultura dello scarto».

Un corteo silenzioso e determinato

Persone con Sla, caregiver, volontari con le maglie verdi dell’Associazione, provenienti da ogni parte d’Italia si sono ritrovate in un cammino che ha attraversato Roma fino al Vaticano, reso possibile da una straordinaria rete di collaborazione istituzionale che ha garantito a tutti condizioni di sicurezza, dignità e accessibilità.

Lungo via della Conciliazione – Foto  Ilaria Proietti 

Ad accompagnare la delegazione, la Fanfara a cavallo della Polizia di Stato, che ha scortato il gruppo lungo tutto il percorso fino a salutare la comunità Aisla con l’esecuzione dell’Inno Nazionale in piazza San Pietro.
Da Piazza Pia, lungo via della Conciliazione, un corteo silenzioso e determinato ha attraversato Roma: non una manifestazione. Una presenza civile. Un momento solenne, che ha attraversato la piazza e commosso profondamente tutti i presenti.

In una nota Aisla ha voluto esprimere «profonda gratitudine alla Questura di Roma, alla Polizia di Stato, alla Gendarmeria Vaticana e a tutte le istituzioni coinvolte che, con professionalità e umanità, hanno accompagnato e custodito la delegazione passo dopo passo, rendendo possibile un’organizzazione complessa e permettendo anche alle persone con maggiore fragilità di partecipare pienamente all’incontro con il Santo Padre».  

Le parole del Papa

Nel corso dell’udienza, Papa Leone XIV ha rivolto parole di forte incoraggiamento alla comunità Aisla: «Il dolore e la sofferenza non possono fermare l’amore».  Ha ringraziato per il coraggio e invitato a non arrendersi, ricordando che nessuno dev’essere lasciato solo. Parole accolte da una comunità che ogni giorno attraversa la complessità della malattia senza rinunciare alla vita, alle relazioni e alla possibilità di continuare a scegliere.

«La cura della salute, oltre che organizzazione e competenza, richiede presenza, anche fisica, per il bene della persona nelle sue diverse dimensioni: biologica, psichica e spirituale. La Chiesa» ha sottolineato il pontefice «sente molto il valore di questo “stare vicino”: di affiancare le persone, là dove si trovano, presso le loro case, per offrire un accompagnamento, oltre che assistenziale, anche spirituale, specialmente con attenzione alle domande di senso che il dolore suscita e che non possono restare inascoltate».

Il dono dell’ulivo

L’ulivo donato da Aisla al Papa – foto © Vatican Media

A suggellare l’incontro, Aisla ha donato a Papa Leone XIV un ulivo alto 160 centimetri, simbolo universale di pace, solidarietà e speranza. Un segno semplice: la promessa che ogni vita — anche nella fragilità — continua ad avere valore e dignità. Una convinzione affidata al Santo Padre con queste parole: la vita è un dono. Esiste e resiste. Anche nella fragilità.

La conferenza nazionale

I due giorni romani sono stati anche un tempo di lavoro e visione condivisa. Durante la Conferenza Nazionale Aisla, volontari attivi, dirigenti territoriali e rappresentanti delle sedi e sezioni da tutta Italia hanno aperto un confronto sulle trasformazioni del sistema sociosanitario e sul ruolo del Terzo Settore. È emersa una consapevolezza chiara: il volontariato resta il cuore pulsante di AISLA capace di generare continuità, competenze, prossimità e diritti.

da sx: Alberto Fontana, Centri Clinici NeMO e Grazia Micarelli, dg Aisla – foto Matteo Del Vecchio

Particolarmente significativa la presenza del Garante per la Disabilità, ing. Antonio Pelagatti, che ha richiamato il passaggio decisivo: trasformare i diritti in realtà di vita. Al centro, il Progetto di Vita personalizzato introdotto dal D.Lgs. 62/2024: un percorso costruito sulla persona, che integra dimensione sanitaria, sociale e relazionale e supera la logica delle singole prestazioni.

Una prospettiva che oggi incontra una criticità evidente: servizi presenti ma non collegati, risposte non coordinate, famiglie lasciate a tenere insieme un sistema frammentato.

Il progetto “Ovunque vicini”

È in questo spazio che si inserisce il progetto “Ovunque Vicini”, sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità, nell’ambito del Fondo Unico per l’inclusione. Il punto in cui il diritto incontra le persone. E la cura diventa esperienza di vita. A restituire in tempo reale visioni, idee e responsabilità emerse durante la Conferenza, una facilitatrice grafica ha tradotto il lavoro della comunità in una tavola capace di raccontare con immediatezza il cambiamento in atto.

L’assemblea dei soci Aisla – foto Matteo Del Vecchio

«Prendersi cura delle persone più fragili non è solo un gesto di solidarietà. È il modo più autentico con cui una società decide chi vuole essere», ha detto la presidente nazionale Aisla, Fulvia Massimelli.

Le parole del Santo Padre hanno costantemente accompagnato la due giorni, indicandone la direzione. E, raccogliendo l’invito a non arrendersi, martedì 19 maggio, alla Triennale di Milano, Aisla presenterà “Ovunque Vicini” e ne darà formale avvio alla fase di sperimentazione. 

Un passaggio che rende concreto il percorso avviato e contribuisce a rendere il Progetto di Vita sempre più esigibile nella quotidianità delle persone e delle famiglie. L’incontro sarà aperto alla stampa, alla cittadinanza e a tutte le persone interessate, con ingresso libero fino ad esaurimento posti.

In apertura i partecipanti all’udienza con papa Leone XIV – foto ©Vatican Media

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