Italia, nel primo trimestre 2026 sale ancora il debito pubblico: la Grecia si avvicina
Bruxelles – Il debito pubblico dell’Italia continua a crescere, e continua quella traiettoria di avvicinamento e sorpasso alla Grecia che ci si attende per il prossimo anno e che il 2026 sembra confermare, stando alle proiezioni di Eurostat. I dati diffusi oggi (21 luglio) dall’istituto di statistica europeo sull’andamento trimestrale del debito in relazione al Prodotto interno lordo mostrano per il Belpaese un aumento dell’1,8 per cento nei primi tre mesi dell’anno, rispetto agli ultimi tre di quello precedente. Viceversa, la Grecia alla fine del periodo gennaio-marzo 2026 ha registrato un -2,6 per cento rispetto al periodo ottobre-dicembre 2025. Il risultato di questo porta la Repubblica italiana ad un livello di debito/PIL al 138,9 per cento ma in aumento, e la repubblica ellenica al 143,5 per cento ma in calo.
I dati relativi all’andamento del debito pubblico si spiegano con traiettorie generali diverse: ascendente quella tricolore, discendente quella ellenica. Il dato trimestrale è il riflesso di un percorso complessivo che vede difficoltà di controllo della spesa da una parte e sforzi di correzione del disavanzo dall’altra. A guardare il dato annuale, emerge che tra marzo 2025 e marzo 2026 il rapporto debito/PIL in Italia è cresciuto dell’1,7 per cento, mentre in Grecia si è ridotto del 9,4 per cento.
Certo, l’Italia non è da sola in questo percorso poco virtuoso: in generale, rileva l’istituto di statistica europeo, alla fine del primo trimestre del 2026 il rapporto tra debito lordo delle amministrazioni pubbliche e PIL nell’area dell’euro si attestava all’88,9 per cento, in aumento rispetto all’87,7 per cento registrato alla fine del quarto trimestre del 2025. Segno che qualcun altro aumenta la spesa anziché ridurla (in questa speciale classifica l’Italia è nona, dietro Ungheria, Lituania, Lussemburgo, Irlanda, Croazia, Austria, Francia e Polonia), ma nessuno di questi Paesi ha il livello di debito che può vantare il Paese.
I dati Eurostat sono da monito ulteriore per il governo Meloni a correre ai ripari, e seguire il modello greco di riduzione del debito. Perché i primi segnali disponibili per il 2026 sono all’insegna dell’orizzonte che vede Italia prima nell’eurozona e nell’UE per livello di debito.
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