Jova Beach Party sotto accusa: 3 indagati per inquinamento ambientale
Econazisti. Così Jovanotti aveva definito chi criticava il suo Jova Beach Party per il possibile impatto ambientale. Adesso, però, il concerto sulla litoranea di ponente a Barletta – del 21 luglio 2022 – è finito al centro di un’inchiesta della Procura di Trani.
Le ipotesi di reato sono pesanti: inquinamento ambientale e abuso edilizio in area protetta. Secondo gli oppositori, l’evento avrebbe alterato profondamente l’assetto naturale della costa, compromettendo le dune e la vegetazione spontanea, dunque danneggiando un ecosistema estremamente fragile.
Le prime segnalazioni relative a queste criticità risalgono all’annuncio del particolare evento, quando alcune associazioni ambientaliste chiesero alla Regione e al Ministero dell’Ambiente di compiere alcune verifiche preventive. La spiaggia su cui, quasi quattro anni fa, si svolse il concerto non è sottoposta a precisi vincoli, ma la sua vicinanza al Parco naturale del fiume Ofanto rende l’area particolarmente sensibile. Già all’epoca, infatti, erano stati pianificati alcuni interventi di riqualificazione e tutela di dune e vegetazione.
Tra gli indagati figurano: Francesco Lomoro, dirigente comunale dei Lavori pubblici; Michele Cianci, responsabile della Multiservizi comunale BarSa; Mario Luigi Dicandia, progettista incaricato dalla società organizzatrice del concerto.
Al momento, i legali degli indagati respingono ogni accusa e rivendicano la piena legittimità delle procedure attuate per l’organizzazione dell’evento. Ciò che è certo è che quella che Jovanotti aveva definito solo “fuffa” si è trasformata in un fascicolo giudiziario.
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