Juventus, Milik: "L'anno scorso il periodo più brutto. Guardavo Agata e piangevo, non ero depresso, ma ho avuto cadute emotive profonde. Sento che posso farcela ancora"
L'attaccante polacco si è raccontato a cuore aperto svelando tutte le difficoltà, anche emotive, affrontate in questi anni.
Molti tifosi della Juventus si sono stupiti quando, per l'inizio del ritiro bianconero della stagione 2026/2027 agli ordini di Luciano Spalletti, alla Continassa si è presentato nuovamente Arkadiusz Milik. L'attaccante polacco di fatto non gioca da due anni, ma è ancora sotto contratto ed è pronto, ancora una volta, a provare a ripartire.
Lo ha confermato ai microfoni dell'emittente radiofonica polacca Rmf lo stesso centravanti che però si è soffermato anche sull'enorme difficoltà emotiva affrontata in questo periodo definito come "il peggiore della sua vita". L'intervista è profonda, a cuore aperto e racconta il lato emotivo di un giocatore che ha avuto difficoltà pesanti da superare, ma che non vuole mollare.
IL RUOLO DELLA COMPAGNA
"Negli ultimi due anni durante i quali praticamente non ho giocato Agata (la compagna, ndr) è stata sempre con me. Mi ha sostenuto e mi ha dato forza quando non ne avevo più".
HO PIANTO DAVANTI A LEI
"Ho pianto davanti a lei, guardandola negli occhi; lei mi abbracciava e rimaneva lì. Le sarò sempre enormemente grato. Quel periodo è stato così pesante che faccio fatica a descriverlo. Se entrassi davvero fino in fondo in ciò che ho provato, probabilmente inizierei a piangere. Agata è stata il sole durante le giornate buie"
"NON ERO CLINICAMENTE DEPRESSO, MA..."
"Il periodo peggiore della mia vita è stato tra gennaio e marzo-aprile dell’anno scorso. Depressione' è una parola importante e non direi di essere stato clinicamente depresso, ma ho attraversato cadute emotive molto profonde e difficili da gestire"
"VEDI IL FILM A CUI PARTECIPAVI CONTINUARE SENZA DI TE"
"Noi calciatori, soprattutto gli attaccanti, pensiamo spesso che tutto ruoti intorno a noi. Poi guardi il film al quale hai sempre partecipato e ti accorgi che continua senza di te. Sei seduto di lato come spettatore e nessuno presta più attenzione a te. Mancano adrenalina, eccitazione, dopamina e la cosa che ami".
INFORTUNIO, SPERANZA, RICADUTA: SEMPRE LO STESSO CICLO
"Ogni volta ricominciava lo stesso ciclo: speranza, allenamento, sorriso, nuovo infortunio, caduta profonda. Poi ancora speranza, ritorno, nuovo stop. A un certo punto pensavo: 'Non ce la faccio più'. Dentro di me, però, c’è sempre stata una voce che mi diceva di continuare nonostante il dolore"
"VOGLIO PROVARCI ANCORA"
"Il calcio è ciò che amo, la mia passione e la vita che conosco. Arriverà un giorno nel quale deciderò consapevolmente di appendere gli scarpini e chiudere il. So che al mondo esistono problemi molto più gravi dei miei. Nonostante tutto, la vita mi ha dato più di quanto potessi sognare. Per questo continuerò a lottare per tornare al calcio e al livello che avevo. Sento di potercela fare e voglio provarci".
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)