La classifica 2026 dei brand beauty più ambiti in cui lavorare firmata BoF Careers racconta anche del panorama lavorativo contemporaneo

11 Settembre 2026 - 09:00
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La classifica 2026 dei brand beauty più ambiti in cui lavorare firmata BoF Careers racconta anche del panorama lavorativo contemporaneo

L’Oréal Paris è l’azienda beauty in cui tutti vorrebbero lavorare nel 2026. A dirlo non è un sondaggio qualunque, ma la classifica di BoF Careers, che ogni anno chiede direttamente ai professionisti del settore – e a chi sogna di entrarci – quali siano i loro datori di lavoro ideali. Al secondo posto Dior Beauty, al terzo Charlotte Tilbury. Ma è scorrendo la classifica che si capisce davvero cosa sta succedendo nel beauty in questo momento. Dopo anni di crescita rapida e un po’ euforica nel post-pandemia, il settore ha rallentato, e i professionisti sembrano cercare la stessa cosa che cerchiamo un po’ tutti quando le cose si fanno incerte: stabilità. Quali sono quindi i brand beauty in cui le persone desiderano lavorare?

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Brand beauty: com’è nata questa classifica

Partiamo dai numeri. BoF Careers ha intervistato 296 professionisti e aspiranti tali provenienti da 53 Paesi, chiedendo loro tre cose ben precise: perché un’azienda li attira, cosa li spingerebbe davvero a lasciare il lavoro attuale per entrarvi, e – la parte più interessante – cosa ne pensa chi ci lavora già, o ci ha lavorato in passato.

brand beauty eva longoria l'oreal paris

IPA

È proprio questa terza voce, quella degli insider, ad avere il peso maggiore nella classifica. Ha senso: chi è già dentro un’azienda ha un punto di vista che nessuno può avere. Il sondaggio fa parte di un report più ampio, How AI Is Reshaping the Battle for Fashion and Beauty Talent.

Il podio dei brand beauty (e la Gen Z che vuole lavorare da Rhode)

Come anticipato, in testa c’è L’Oréal Paris. Chi ci lavora parla di un forte senso di scopo e di una direzione creativa che convince, anche se qualcuno segnala obiettivi commerciali non sempre facili da raggiungere. Al secondo posto Dior Beauty, che gioca la carta del prestigio e della solidità di un grande gruppo alle spalle. Chiude il podio Charlotte Tilbury.

Ma il vero colpo di scena arriva subito dopo, al quarto posto: Rhode, il brand di Hailey Bieber (prestissimo da Sephora). Per chi segue anche solo distrattamente il beauty non è una sorpresa – Rhode è ovunque, sui social prima ancora che sugli scaffali – ma vederlo scalare una classifica di questo tipo dice molto su come sta cambiando l’idea stessa di “azienda ideale”.

Rhode brand beauty

Courtesy Press Office

Per la Gen Z, in particolare, contano meno la storia e le dimensioni di un’azienda, e conta di più la forza di un’identità solida e ben costruita. I marchi founder-led, insomma, non fanno più gola solo a chi li acquista: fanno gola anche a chi vorrebbe lavorarci.

Il resto della classifica: da Diptyque a Westman Atelier

Il resto della top ten racconta un panorama tutt’altro che uniforme. Al quinto posto Diptyque, seguito da Victoria Beckham Beauty, dove l’attrattiva è legata principalmente alla figura della fondatrice e alla sua visione.

Settimo posto per Byredo, che da brand beauty di profumeria di nicchia è diventato ormai un nome che tutti riconoscono. Ottavo Saint Laurent Beauty, poi Aesop – amatissimo per un’identità di brand che si riconosce a colpo d’occhio – e infine Lancôme, storico marchio di casa L’Oréal, a chiudere la top ten.

Ma la lista non finisce qui: tra i nomi citati dai professionisti intervistati compaiono anche Elf Beauty, Fenty Beauty, Chanel, Rare Beauty, MAC Cosmetics, Shiseido, Le Labo, Guerlain e Westman Atelier.

Un elenco che mescola grandi gruppi, brand celebrity-led e realtà indipendenti, a conferma che oggi non esiste un solo modo di essere un “buon posto in cui lavorare” nel beauty.

Cosa ci dice davvero questa classifica?

Se dovessimo riassumere il momento che sta vivendo il settore con una sola immagine, sarebbe questa: dopo la corsa forsennata degli ultimi anni, oggi si cerca terreno solido sotto i piedi. Ma quel terreno solido non ha più un unico volto. Può essere quello di un colosso come L’Oréal, ma anche quello di un brand nato ieri sui social e già capace di conquistare un posto in classifica.

Non è un caso che, nella classifica gemella dedicata alla moda, il podio sia occupato da Chanel, Hermès e Dior: nomi diversi, stesso bisogno di prestigio e sicurezza che oggi guida le scelte di carriera, nel fashion come nel beauty.

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