Questi sono i migliori profumi al miele per un autunno afrodisiaco
Dolci sì, ma non innocenti. I profumi al miele hanno una sensualità calda, morbida, quasi animale, che spiega perché da secoli questa materia prima, in profumeria come in cucina, sia associata al desiderio. Ippocrate la considerava capace di aumentare il vigore sessuale, mentre studi e revisioni recenti lo inseriscono nel lungo capitolo degli ingredienti afrodisiaci della tradizione. Il suo immaginario erotico è, dunque, difficile da ignorare. Persino la luna di miele lo porta nel nome. E c’è un motivo ben preciso: in epoca antica, per aumentare l’intesa e la fertilità, le coppie bevevano idromele (una bevanda fermentata appunto a base di miele) per un ciclo lunare intero dopo le nozze. Sarà anche per questo che in profumeria il miele non è necessariamente dolce e stopposo. Del resto, la maggior parte delle volte, le sue note sono costruite in laboratorio con molecole aromatiche e cera d’api dalle sfumature calde e animaliche.
Profumi al miele: dolci ma con un lato animale
Ed è proprio qui che sta il fascino dei migliori profumi al miele in circolazione: sono zuccherini ma giocano con i contrasti. Con i fiori, infatti, la nota di miele diventa carnale, con vaniglia e tonka gourmand, con tabacco, ambra e legni prende una piega più scura. Sulla pelle, insomma, il miele non promette innocenza: promette di essere ricordato. Del resto, le note mielate possono evocare il nettare dei fiori, il polline, la cera del favo e perfino il tabacco.
La cera d’api assoluta – che è una materia prima naturale – porta con sé sfumature più balsamiche ed erbacee. Viene utilizzata come fissativo, per donare profondità e persistenza alle composizioni.

Foto: Getty Images
Il più delle volte, però, il miele viene ricreato attraverso molecole di sintesi, indispensabili per modularne l’accordo con precisione. Alcuni fenilacetati, per esempio, restituiscono sfumature che vanno dal miele alla cera d’api, passando per rosa, fiori bianchi e accenti animalici. Sono questi che permettono al naso di decidere facilmente quanto miele “inserire” nel profumo: un velo appena percettibile oppure una colata densa e opulenta.
Non solo miele: le combo vincenti
Il risultato finale cambia completamente anche a seconda della combinazione con altre note. Con la rosa, per esempio, il miele diventa velluto, con gelsomino e tuberosa accentua la parte carnale di questi fiori, mentre con vaniglia e benzoino entra nel territorio gourmand.

L’acqua profumata al miele di Gisou si chiama Honey Dewy (foto: Courtesy Press Office)
Se il miele incontra, invece, tabacco, patchouli o legni scuri, perde qualsiasi innocenza zuccherina e acquista una profondità quasi liquorosa.

Foto Getty Images
Ed è proprio questo suo bello. Il miele non è una nota che si limita a rendere un profumo più dolce. Lo rende più caldo, solare, avvolgente, a volte persino ambiguo.
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