La Commissione UE propone di escludere pelle e pneumatici dalla legge contro la deforestazione
Bruxelles – Non c’è pace per la legge contro la deforestazione importata nell’Unione Europea: oggi (4 maggio) la Commissione europea ha proposto di escludere le importazioni di pelle e pneumatici ricostruiti dalla stretta. Lo ha annunciato l’esecutivo europeo tramite la pubblicazione di una bozza di atto delegato, in consultazione fino al primo giugno, che punta a modificare il campo di applicazione delle norme sulla deforestazione (EUDR) non ancora in vigore. In particolare, il progetto aggiunge anche alcuni prodotti a valle, come il caffè solubile e alcuni derivati dell’olio di palma, ed esenzioni per determinati materiali di imballaggio, prodotti usati e di seconda mano e rifiuti.
L’atto delegato è parte di un più ampio pacchetto di semplificazione del regolamento che da fine dicembre richiederà alle aziende che vendono prodotti come soia, caffè, carne bovina e olio di palma nell’UE di dimostrare che i loro prodotti non sono legati a pratiche di deforestazione. Di fatto, l’insieme pubblicato oggi dalla Commissione si compone di una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, un documento di orientamento aggiornato e domande frequenti (FAQ) e un progetto di atto delegato sulla definizione del prodotto dell’EUDR. La Commissione ha presentato inoltre agli Stati membri un atto di esecuzione aggiornato sul sistema d’informazione con cui le imprese dovranno rendicontare in merito ai prodotti importati. Per Palazzo Berlaymont, le azioni proposte oggi (4 maggio) puntano a “un’attuazione agevole ed efficace a seguito dell’accordo dei colegislatori dello scorso dicembre“, come spiega la nota stampa diramata.
In particolare, la relazione della Commissione descrive nel dettaglio le misure di semplificazione attuate dal giugno 2023 a oggi, evidenziando come queste iniziative, nel loro insieme, “porteranno ad una sostanziale riduzione degli oneri amministrativi”. Secondo le stime diffuse dall’esecutivo, si prevede che tali interventi ridurranno i costi annuali di conformità per le aziende di circa il 75 per cento rispetto alla versione originale dell’EUDR. La relazione introduce inoltre strumenti come archivi legislativi dei Paesi produttori e sistemi di certificazione delle materie prime volti ad “agevolare la valutazione del rischio e la due diligence“. Infine, il documento sottolinea come l’EUDR stia già innescando “cambiamenti strutturali nelle catene di fornitura globali”, incentivando la trasparenza e sostenendo modelli di produzione più competitivi e sostenibili.
Il documento di orientamento aggiornato e le domande frequenti “affrontano gli argomenti più frequentemente sollevati dalle parti interessate” e mirano a dare “ulteriori chiarimenti sugli obblighi per la catena di approvvigionamento a valle e sul regime specifico molto semplificato applicabile ai micro e piccoli operatori primari“. Nel dettaglio, danno spiegazioni su questioni quali il commercio elettronico e le modalità di geolocalizzazione. Mentre l’atto di esecuzione aggiornato sul sistema d’informazione – che sarà ora presentato agli Stati membri prima della sua adozione – avrà “un modulo di dichiarazione semplificato per i micro e piccoli operatori primari, in linea con il formato esistente della dichiarazione di dovuta diligenza; specifiche aggiornate per le interfacce applicative automatizzate; un piano di emergenza per l’indisponibilità non pianificata; e una funzione di raggruppamento volontario introdotta in risposta alle richieste del settore imprenditoriale”.
Con questo pacchetto, la Commissione scrive di “mantere l’impegno preso con il Parlamento europeo e il Consiglio per una revisione snellita, preparandosi all’entrata in vigore della normativa” entro la fine dell’anno. Nello specifico, le scadenze sono ormai tracciate: il regolamento si applicherà dal 30 dicembre 2026 alle grandi e medie imprese (nonché alle micro e piccole del settore del legname) e dal 30 giugno 2027 per le restanti micro e piccole imprese. Se da un lato la proposta garantisce esenzioni per alcuni materiali di imballaggio, rifiuti e prodotti di seconda mano, dall’altro include nuovi prodotti a valle, come il caffè solubile e i derivati dell’olio di palma.
Il regolamento UE sulla deforestazione (EUDR), approvato non senza difficoltà nel 2023, punta ad essere il pilastro europeo per garantire che i consumi interni non alimentino il degrado forestale globale, fattore critico per il clima e la biodiversità. Per Bruxelles, il principale fattore di deforestazione è l’espansione dei terreni agricoli legata alla produzione di sette materie prime contemplate dal regolamento: bovini, legno, cacao, soia, olio di palma, caffè, gomma e alcuni dei loro prodotti derivati. A norma del regolamento, qualsiasi operatore o commerciante che immette queste materie prime sul mercato dell’UE, o ne esporta, deve essere in grado di dimostrare che i prodotti non provengono da terreni recentemente disboscati o hanno contribuito al degrado forestale. Ma l’iter del regolamento è stato alquanto travagliato, con le istituzioni UE che hanno prima posticipato i termini di attuazione e poi, a fine 2025, condotto un lavoro di modifica e ulteriore rinvio dell’applicazione di un anno, fissando la nuova scadenza alla fine del 2026 per tutte le imprese coinvolte.
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