La crisi dei chip non risparmia neanche le memorie DDR2 di inizio millennio

23 Giugno 2026 - 11:16
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La crisi dei chip di memoria si sta dilagando sempre di più, soprattutto nel segmento delle DRAM, e colpisce anche tecnologie ormai del tutto obsolete: un esempio lampante sono i banchi di DDR2, standard arrivato sul mercato addirittura 23 anni fa, e che secondo le ultime analisi di TrendForce sono aumentati tra il 55% e il 60% nel secondo trimestre del 2026 e potrebbero crescere di un ulteriore 35%-40% nel terzo trimestre. Naturalmente nessun PC propriamente detto le monta più, ma sono ancora molto diffuse.

Pensiamo ad ambiti come sistemi embedded, macchinari industriali, automotive, apparecchiature di rete e in generale tutte quelle piattaforme con un ciclo di vita previsto molto più lungo di quello di un normale computer consumer. Chi deve riparare o aggiornare uno di questi sistemi inevitabilmente si imbatterà in spese molto più alte, e non si può fare a meno di chiedersi su chi sarà in ultimo a subirne le conseguenze (retoricamente, è chiaro: sappiamo benissimo che la risposta è sempre “il consumatore finale”).

Nel caso specifico delle DDR2, il problema è che la maggior parte dei produttori mondiali di DRAM, come Samsung, SK hynix e Micron, stanno riallocando le loro capacità produttive per massimizzare l’output di chip ad alte prestazioni, tra HBM e DDR più veloci e moderne, molto desiderate per la realizzazione di server, acceleratori e datacenter AI, attualmente in fase di fortissimo boom. Questo ha causato una sorta di effetto domino sugli standard più vecchi: con la DDR5 diventata estremamente costosa e difficile da reperire, il mercato ha iniziato a interessarsi di più alla DDR4, poi alla DDR3 e così via.


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