La guerra in Medio Oriente pesa fino a 2,5 volte in più sui poveri rispetto ai ricchi

22 Luglio 2026 - 23:05
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La guerra in Medio Oriente pesa fino a 2,5 volte in più sui poveri rispetto ai ricchi

L'onda d'urto economica del conflitto mediorientale non colpisce tutti allo stesso modo: nell'Unione Europea la crisi energetica agisce come una tassa regressiva che punisce soprattutto chi ha meno. Quando il costo dei carburanti e del gas sale, per le fasce sociali più deboli non si tratta semplicemente di tagliare il superfluo, ma di far fronte a rincari a catena sui beni primari che prosciugano i bilanci familiari con un'intensità fino a due volte e mezza superiore rispetto alle classi più benestanti.

A confermare e misurare questo divario è un'analisi prodotta dal Centro comune di ricerca (Jrc) della Commissione europea. Gli esperti del Jrc evidenziano come l'impatto del petrolio e del gas vada ben oltre la singola bolletta di casa. L'aumento delle materie prime energetiche fa lievitare immediatamente i trasporti e si scarica sui prezzi del carrello della spesa, appesantiti dai maggiori costi di produzione e dai rincari dei fertilizzanti in agricoltura. Per i nuclei familiari a basso reddito, che destinano la quasi totalità delle proprie entrate a cibo, riscaldamento e mobilità, la fiammata inflazionistica si traduce in una vulnerabilità sistemica.

In base alle proiezioni della Commissione per la primavera 2026, il 10% della popolazione europea con i redditi più bassi subisce una contrazione del proprio potere d'acquisto pari all'1,9%-2,5% del reddito disponibile. Per il 10% più ricco, al contrario, la perdita si ferma a una quota marginale, compresa tra lo 0,8% e lo 0,9%. Sebbene la tregua tra Washington e Teheran abbia concesso un momento di respiro ai mercati, le tensioni internazionali mantengono elevata la volatilità. In caso di un protrarsi delle ostilità, la forbice della disuguaglianza rischierebbe di allargarsi ulteriormente, imponendo alle fasce indigenti un sovraccosto stimato fino al 5,5% del reddito.

Di fronte a questo scenario, l'Esecutivo comunitario chiede agli Stati membri di non disperdere le risorse e di orientare gli aiuti in modo rigorosamente selettivo. Nel breve periodo, il Jrc raccomanda sostieni diretti e mirati a salvaguardia delle famiglie che rischiano la povertà energetica. Sul piano strategico, invece, la Commissione spinge per velocizzare l'attuazione del piano "Accelerate EU" e del pacchetto "Energia per i cittadini", indicati come le uniche leve strutturali capaci di svincolare i consumatori europei dalle oscillazioni dei mercati fossili e garantire un'energia sicura, pulita e a prezzi sostenibili.

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