La guerra secondo Trump, ovvero tre mesi nel delirio

Sin dalle prime settimane di guerra in molti si erano divertiti a rilanciare sui social network l’incredibile sfilza di dichiarazioni di vittoria, trionfo, fine della guerra, incrudelimento della guerra, blocco, chiusura e riapertura dello stretto di Hormuz, pronunciate da Donald Trump anche nel corso della stessa giornata. Ora il New York Times le ha rimesse in fila, accompagnate da qualche informazione di contesto, per misurare la distanza tra le parole e la realtà, e anche tra la realtà e le quotazioni di borsa, forse l’aspetto che andrebbe più attentamente monitorato. A me sembra comunque che la semplice successione delle dichiarazioni sia sufficientemente autoesplicativa (cliccare sul link per andare alla fonte originale).
6 marzo: «Non ci sarà alcun accordo con l’Iran se non la RESA INCONDIZIONATA!» (post su Truth)
13 marzo: «…l’Iran, che è totalmente sconfitto e vuole un accordo…» (post su Truth)
23 marzo: «…CONVERSAZIONI MOLTO POSITIVE E PRODUTTIVE…» (post su Truth)
23 marzo: «Abbiamo avuto colloqui molto, molto intensi…» (incontro informale con la stampa)
26 marzo: «Ci stanno “supplicando” di concludere un accordo…» (post su Truth)
26 marzo: «Certo che stanno negoziando, sono stati annientati. Chi non negozierebbe?» (dichiarazione)
31 marzo: «Ce ne andremo molto presto» (dichiarazione)
4 aprile: «Il tempo stringe: mancano 48 ore prima che l’inferno si scateni su di loro» (post su Truth)
6 aprile: «Hanno fatto una proposta, ed è una proposta importante» (dichiarazione)
7 aprile: «Un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita» (post su Truth)
3 maggio: «Sono pienamente al corrente del fatto che i miei rappresentanti stanno avendo colloqui molto positivi con l’Iran e che questi colloqui potrebbero portare a qualcosa di molto positivo per tutti» (post su Truth)
8 maggio: «Dovrei ricevere una lettera stasera, quindi vedremo come andrà a finire» (incontro informale con la stampa)
10 maggio: «Non mi piace per niente, è ASSOLUTAMENTE INACCETTABILE!» (post su Truth)
18 maggio: «Ci stavamo preparando per un attacco di grande portata domani, ma l’ho rimandato… perché abbiamo avuto importanti discussioni con l’Iran…» (incontro informale con la stampa)
23 maggio: «Gli aspetti e i dettagli finali dell’accordo sono attualmente in fase di discussione e saranno annunciati a breve» (post su Truth)
24 maggio: «… Ho informato i miei rappresentanti di non affrettare la conclusione dell’accordo, dato che il tempo è dalla nostra parte» (post su Truth)
25 maggio: «Sarà un Grande Accordo per tutti o non ci sarà alcun accordo…» (post su Truth)
Sono sicuro che il lettore mi perdonerà se almeno per oggi gli (e mi) risparmierò il resoconto, il commento e l’analisi dettagliata delle ultime dichiarazioni del presidente americano e del suo segretario di stato circa i notevoli progressi diplomatici compiuti con l’Iran e l’imminente riapertura dello stretto di Hormuz.
Questo è un estratto di “La Linea” la newsletter de Linkiesta curata da Francesco Cundari per orientarsi nel gran guazzabuglio della politica e della vita, tutte le mattine – dal lunedì al venerdì – alle sette. Più o meno. Qui per iscriversi.
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