Io sono RoBee: vedo gente, faccio cose

31 Luglio 2026 - 06:10
0
Io sono RoBee: vedo gente, faccio cose

Atlas, il robot umanoide di Boston Dynamics, presentato da Hyundai al Consumer Electronics Show di Las Vegas nel 2026.

Questo è un articolo del numero de Linkiesta Etc dedicato al tema della tecnologia delle emozioni, in edicole selezionate a Milano e Roma, e negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia. E ordinabile qui.

È alto circa 2 metri, pesa intorno ai 180 chili e ha da poco compiuto cinque anni. È RoBee, il robot umanoide cognitivo di Oversonic, azienda italiana nata nel 2020 in Brianza per opera di Fabio Puglia e Paolo Denti, rispettivamente Presidente e Ceo. Ma che cosa s’intende precisamente per robot cognitivo? «È un robot dotato di intelligenza artificiale avanzata che gli permette di analizzare l’ambiente circostante, agendo in modo autonomo e adattabile», spiega Fabio Puglia, che aggiunge: «A differenza dei robot tradizionali, adatti ad assolvere compiti ripetitivi, RoBee può interpretare dati complessi, prendere decisioni, gestire imprevisti e collaborare con gli esseri umani, tant’è che ha ottenuto le complesse certificazioni per poter operare in ambito industriale e lo stiamo testando anche in ambito medicale». 

RoBee non corre o gioca a calcio normalmente, come fanno i robot cinesi che abbiamo visto gareggiare ad agosto ai World Humanoid Robot Games a Pechino, bellissimi giocattoli ma che, muovendosi “su due piedi” e non su ruote, oggi non sono certificabili per lavorare con l’essere umano. «Abbiamo deciso di fare una scelta in controtendenza rispetto ai nostri competitor ed è per questo che ci definiamo software company», prosegue Puglia: «Questo spiega perchè la mobilità di RoBee è governata da algoritmi performanti consolidati capaci di garantire la sicurezza, mentre la nostra piattaforma AI è utilizzata soltanto per la parte cognitiva. In questo modo i nostri robot hanno standard di autonomia e di sicurezza unici al mondo. Non è più il processo industriale a dover essere modificato dall’introduzione del robot, ma la macchina stessa ad essere in grado di adattarsi al contesto. Un cambio di paradigma radicale».

Atlas, il robot umanoide di Boston Dynamics, presentato da Hyundai al Consumer Electronics Show di Las Vegas nel 2026.

Sono queste prerogative uniche di Robee ad aver attratto sponsor tecnologici come, per esempio, Intel e STMicroelectronics portando Oversonic a calcare il prestigioso palco del Consumer Electronics Show di Las Vegas a gennaio di quest’anno. RoBee, come dicevamo, si sposta su ruote: «Perché è la soluzione più efficace. Paradossalmente le ruote sono un’evoluzione della mobilità dell’uomo che, se ci pensate, oggi si sposta in auto, moto, monopattini. La grande sfida oggi è la manipolazione che deve essere sempre più raffinata, capace di riconoscere e adattarsi a oggetti di ogni tipo». 

A Puglia, laureato in Fisica e Matematica, con un passato nel settore aerospaziale, piace mettersi alla prova e porsi sfide sempre più ardue: «Sì mi piace guardare lontano. Immagino già la prossima frontiera, quella che trasformerà questi robot da macchine metalliche a oggetti soffici, morbidi, molto più simili a noi». Sul versante dell’interazione umana, RoBee si sta esercitando in alcuni reparti ospedalieri come Fondazione Santa Lucia a Roma, dove assiste pazienti in terapie riabilitative: «Registriamo una forte relazione empatica soprattutto con i pazienti più giovani che tendono a fidarsi perché vivono l’umanoide come una tecnologia di frontiera, ma comunque quotidiana. Le strategie d’ingaggio, che si concretizzano nelle movenze di RoBee e negli occhi estremamente realistici, permettono di avvicinare persona e macchina. A RoBee si può parlare e fornire input, ricevendo feedback».

Il robot di Oversonic ha anche altri atout: batterie che gli consentono di operare per otto ore consecutive e di ricaricarsi in autonomia, una capacità di carico di 5 kg per braccio alla massima estensione, la capacità di lavorare in ambienti ostili a temperature tra i 5° e 50° gradi, un costo che permette un ritorno dell’investimento in un anno (circa 140 000 euro). RoBee è attualmente impiegato in settori come l’automazione industriale, la logistica e la produzione. 

Ma come nasce un’impresa così ambiziosa: un robot cognitivo? «Sentendo che è l’impresa giusta al momento giusto. Una consapevolezza che arriva grazie all’esperienza professionale maturata in ambiti simili. D’altronde, dimostra che avevamo ragione il fatto che siamo partiti in cinque e oggi lavorano con noi circa una settantina tra ingegneri e informatici. Con Paolo, un passato manageriale in Benetton, Nordica, Thun, abbiamo dato vita a un’accoppiata che ci garantisce sia sul lato tecnologico sia su quello manageriale». Sempre che il prossimo Robee non scali il vertice aziendale.

L'articolo Io sono RoBee: vedo gente, faccio cose proviene da Linkiesta.it.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User