La Luna si sta restringendo

15 Ottobre 2026 - 18:10
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La Luna si sta restringendo
La Luna si sta restringendo. Lo conferma un nuovo studio che quantifica per la prima volta con precisione il ritmo di questa contrazione. Un ritmo impercettibile: solo le osservazioni satellitari e gli strumenti più sofisticati riescono a coglierne gli effetti. Le conseguenze, però, sono concrete, perché i terremoti lunari possono manifestarsi in qualsiasi punto della superficie. A guidare il lavoro è il geologo planetario Thomas Watters dello Smithsonian National Air and Space Museum. I risultati sono stati pubblicati su The Planetary Science Journal. Il gruppo ha analizzato i dati della Lunar Reconnaissance Orbiter Camera (LROC) della NASA, la fotocamera che da oltre 17 anni ha prodotto milioni di immagini della superficie lunare.. Un ritmo glaciale Il paesaggio lunare che si riduce può evocare scenari drammatici, ma il fenomeno procede con estrema lentezza. Secondo i nuovi calcoli, negli ultimi 400-800 milioni di anni il raggio della Luna si è accorciato di quasi 45 metri a causa del progressivo raffreddamento interno. Equivale a 6-11 centimetri ogni milione di anni, circa 0,1 micrometri all'anno.. Il dato si inserisce in una serie di stime sempre più affinate. Nel 2010, studiando le prime immagini di LRO, Watters e colleghi stimavano che la distanza tra il centro e la superficie della Luna si fosse ridotta di circa 300 piedi, cioè quasi 90 metri. Nel 2019 una nuova analisi parlava invece di una perdita di oltre 50 metri negli ultimi centinaia di milioni di anni.. Non è una buccia di uva passa Il meccanismo è semplice. Come già spiegavano gli scienziati nel 2019, a differenza della pelle flessibile di un acino d'uva, la crosta lunare è fragile: quando il satellite si contrae si spezza e una porzione di crosta viene spinta sopra quella vicina. Si formano così le cosiddette faglie inverse, visibili come scarpate lunghe e sinuose. Qui sta la differenza con la Terra. Da noi circa il 90% dell'attività sismica si concentra lungo i margini tra le placche litosferiche. La Luna, invece, è avvolta da un'unica placca a forma di guscio e il raffreddamento interno può quindi generare scivolamenti e fratture ovunque e in qualsiasi momento.. Oltre 10.000 faglie Esaminando le immagini di LROC, gli autori hanno contato oltre 10.000 faglie lunari visibili, molte più di quanto si pensasse. Nel 2019 ne risultavano oltre 3.500. «Il numero di queste giovani faglie rivelate dalle immagini di LROC è molto maggiore di quanto avessi mai immaginato», ha dichiarato Watters. «Poiché l'interno della Luna continua a raffreddarsi e a contrarsi, è prevedibile che la crescita delle faglie esistenti e la formazione di nuove faglie continuino ancora oggi». L'ipotesi che la Luna sia ancora sismicamente attiva poggia anche su dati d'archivio. Nel 2019 Watters riesaminò i dati dei sismometri lasciati dagli astronauti Apollo e concluse che otto terremoti lunari superficiali erano con ogni probabilità legati a faglie giovani. A deformare la crosta non è solo il raffreddamento: contribuiscono anche le forze mareali esercitate dalla Terra, che influenzano l'orientamento delle scarpate.. Dove si tremerà di più Non tutte le regioni sono ugualmente esposte. Le aree con la crosta più spessa presentano meno faglie, e dunque sembrano più stabili di quelle dove la crosta è più sottile. Per questo la mappa dei terremoti lunari è tutt'altro che una curiosità accademica. Oltre a chiarire la storia termica del satellite, può aiutare la NASA a scegliere dove insediarsi in modo duraturo. In uno studio dedicato alla regione del polo sud, la zona al centro del programma Artemis, lo stesso Watters avvertiva che la distribuzione globale delle giovani faglie e la possibilità che se ne formino di nuove dovrebbero essere considerate nella scelta della posizione e della stabilità degli avamposti permanenti. Anche la sismologa planetaria Renee Weber, della NASA, sosteneva che una nuova rete di sismometri sulla superficie lunare dovrebbe essere una priorità per l'esplorazione umana. Non c'è motivo di temere per la forma della Luna. Come ricordava lo stesso Watters, poiché la variazione di dimensioni è molto piccola, non ci sono effetti sui cicli lunari o sulle maree. Chi un giorno vivrà sulla Luna, invece, farà bene a tenere d'occhio il terreno sotto i piedi..

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