La Madonna Magenta torna a splendere nel museo della Collegiata a Castiglione Olona

Il Museo della Collegiata presenta un nuovo restauro e aggiunge un ulteriore capitolo alla cura del proprio patrimonio, nella convinzione che
esso non sia un’eredità immobile, ma una risorsa viva.
L’opera restaurata è la Madonna Magenta, così denominata perché fino al 1980 si trovava sotto all’arcone di Palazzo Magenta, all’inizio della salita verso la Collegiata; fu allora sostituita da una copia per essere custodita in Museo.
L’anconetta raffigura la Madonna con il Bambino, sormontata da una lunetta con tre sante, entro una rara cornice originale. Sul retro è lo stemma nobiliare dei milanesi Pecchi, dipinto come fosse appeso grazie a nastri con sonagli.
Malgrado la consunzione della pittura, in questa “Madonna della tenerezza” è leggibile tutta la dolcezza del Bambino che bacia la guancia della Madre. Alcuni particolari sono struggenti nella loro fragile bellezza, come ciò che rimane del viso di santa Caterina d’Alessandria.
Un capolavoro del 400 di difficile attribuzione
Superata la prima incongrua assegnazione a Masolino da Panicale, il dipinto è stato collocato nel contesto della pittura lombarda di fine Quattrocento. Gli studi più recenti hanno sottolineato ora un timido rimando al Bergognone, ora l’hanno ricondotto all’ambito foppesco, suggerendo talvolta il nome di Ambrogio Bevilacqua. L’attribuzione più ricorrente rimanda a Bernardino Butinone, con una datazione non lontana dagli anni del Polittico di San Martino a Treviglio, capolavoro realizzato con Zenale dal 1485. Butinone lavorò anche a Varese e a Santa Maria del Monte, dove è documentato nel 1488 in relazione al rinnovamento d’età sforzesca del Santuario.
Un restauro attento
Il restauro è stato realizzato da Isabella Pirola, sotto la direzione di Benedetta Chiesi della competente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. È stato preceduto da analisi condotte da Gianluca Poldi (immagini multispettrali, microscopia e spettrofotometria) che hanno permesso di riconoscere i pigmenti e le parti originali, mostrato la qualità del disegno e orientato l’intervento, evidenziando una vernice in avanzato stato di ossidazione e mappando le numerose integrazioni.
Il delicato lavoro di Pirola ha consentito di superare le criticità conservative, di raggiungere un riordino visivo rispettoso degli strati pittorici compromessi e di valorizzare la bella cornice coeva.
I Mecenati
Il restauro è stato promosso dalla Parrocchia Beata Vergine del Rosario di Castiglione Olona, con il contributo dell’associazione Gatti Spiazzati aps, in memoria dei soci fondatori Marco Giangrandi e Onofrio Mastromarino, amanti dell’arte e del bello, di cui sono stati conoscitori e divulgatori.
L’associazione Gatti Spiazzati è nata a Milano nel 2017 da persone che, pur avendo vissuto l’esperienza della strada (senzatetto, esodati e disoccupati), hanno mantenuto il desiderio di essere parte attiva della società.
Come i gatti randagi conoscono ogni angolo nascosto della città. Accompagnano tra monumenti, palazzi e parchi in camminate conviviali e percorsi di memoria collettiva, intrecciati ad aneddoti personali.
Molto significativo è il loro sostegno al restauro della Madonna Magenta, un’opera che ha vissuto sulla strada prima che in Museo, rimanendo segnata dall’esposizione a condizioni non favorevoli, senza perdere tuttavia la capacità di raccontare pagine di arte lombarda e di devozione popolare.
La presentazione del restauro
La presentazione del restauro si svolgerà venerdì 22 maggio, alle ore 18.00, con ingresso libero.
I saluti saranno affidati all’arciprete don Ambrogio Cortesi, alla funzionaria della Soprintendenza Benedetta Chiesi e al presidente dei Gatti Spiazzati Aldo Scaiano.
Relatori saranno Laura Marazzi, conservatrice del Museo; Gianluca Poldi, autore di indagini scientifiche sulla Madonna Magenta e su numerose opere di Butinone e Isabella Pirola, restauratrice.
Una devozion
Più segni di bruciature, di cui una a forma di fiamma di candela, sono tracce indelebili della devozione popolare, presenti sia sulla Madonna che sulle lesene della cornice. Non poche furono le lamentele di fedeli castiglionesi, affezionati a questa immagine sulla pubblica via, quando fu portata in Museo, allo scopo di preservarla dalle intemperie, ma anche da malintenzionati.
Nonostante ciò, la Madonna Magenta fu rubata all’inizio di settembre 1986, insieme ad altri due dipinti e ad alcuni oggetti liturgici. Grande eco sui giornali, con La Stampa che titolava “Nel museo di Castiglione Olona rubati due quadri. Valgono miliardi” (4 settembre 1986). La quotazione iperbolica dipendeva dal fatto che l’anconetta era allora attribuita a Masolino da Panicale.
Una settimana dopo la refurtiva fu intercettata a Varese. Come si legge nell’articolo del Corriere della Sera “Recuperato prima dell’espatrio il “tesoro” rubato alla Collegiata: 4 arresti” (11 settembre 1986), le opere erano ben occultate: l’anconetta era in una 500 rubata, “nascosta sotto una giacca impermeabile blu appesa ad un ometto e ricoperta da un sacco in plastica rosa di quelli per conservare i campi di vestiario”.
ORARI MUSEO
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 13.00, dalle 15.00 alle 18.00
Prima domenica del mese: dalle 10.00 alle 18.00
Lunedì chiuso
Ultimo accesso mezz’ora prima della chiusura
L'articolo A Villa Panza l’artista internazionale Paola Pivi ospite di “Voci di Varese” sembra essere il primo su VareseNews.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)