La natura sull'orlo dell'estinzione: a rischio il 21% della storia evolutiva delle piante da fiore

Maggio 11, 2026 - 09:40
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La natura sull'orlo dell'estinzione: a rischio il 21% della storia evolutiva delle piante da fiore

Il nuovo studio “High risk of extinction across the flowering plant tree of life”, pubblicato su Science da un team internazionale di ricercatori guidato dai Royal Botanic Gardens di Kew e della Zoological Society of London (ZSL), è la prima valutazione globale del rischio di estinzione per l'albero della vita delle angiosperme (le piante da fiore), e le notizie non sono buone: «Oltre un quinto dell'intera storia evolutiva delle angiosperme è a rischio di estinzione»
Ai kew sono però convinti che «Le nuove scoperte permetteranno agli scienziati di dare priorità alla conservazione di molte di queste piante vulnerabili, dando ad alcune delle meraviglie più uniche della natura maggiori possibilità di sopravvivenza. La storia evolutiva descrive le relazioni tra gli organismi viventi sull'albero della vita e come questi si evolvono nel tempo. Non tutte le specie sono uguali in termini evolutivi , e alcune si trovano su rami lunghi e isolati, con pochi o nessun parente stretto. Queste specie rappresentano una storia evolutiva più singolare rispetto alle specie che si sono differenziate più recentemente e che hanno diversi parenti stretti».
I ricercatori fanno gli esempi dell’Amborella trichopoda, un arbusto che rappresenta una linea evolutiva che si sarebbe separata da tutte le altre piante da fiore circa 130 milioni di anni fa, e il Ginkgo biloba, l'unico discendente conosciuto di un'antica linea evolutiva risalente a oltre 300 milioni di anni fa.
Per determinare quanta parte della storia evolutiva sia attualmente a rischio di estinzione, gli scienziati hanno utilizzato il parametro Evolutionarily Distinct and Globally Endangered (EDGE), introdotto dalla ZSL nel 2007, che combina il rischio di estinzione di una singola specie con il suo grado di distinzione genetica all'interno dell’albero della vita e dicono che «I risultati indicano che oltre un quinto (21,2%) della storia evolutiva delle angiosperme è a rischio di estinzione, quasi il doppio rispetto a quella dei vertebrati con mandibole (13%)». Ao Kew, l'indice EDGE è già utilizzato dagli orticoltori come strumento decisionale nella curatela delle vaste Collezioni Viventi
Inoltre, gli autori dello studio hanno identificato 9.945 specie EDGE, circa il 3% di tutte le specie di piante da fiore conosciute , ognuna delle quali rappresenta una grande porzione di storia evolutiva unica e minacciata, il che le rende prioritarie per la conservazione.
Ai Kew spiegano che «I punteggi EDGE per tutte le 335.497 specie di piante da fiore sono stati assegnati utilizzando dati molecolari e la Lista Rossa delle Specie Minacciate dell'IUCN, rendendola la più grande valutazione di priorità delle specie nella storia della conservazione. Dato che al momento dell'analisi solo circa il 20% delle piante da fiore disponeva di una valutazione nella Lista Rossa, è stata quindi utilizzata la modellazione computerizzata per colmare le lacune nei dati dell'IUCN e prevedere il rischio di estinzione delle specie non valutate dalla Lista Rossa. Ne è emerso che «Proteggere appena il 5,9% delle specie classificate in base al loro punteggio EDGE proteggerebbe metà dell'intera storia evolutiva delle angiosperme minacciate, mentre proteggere tutte le specie EDGE proteggerebbe il 16,6% della storia evolutiva delle angiosperme minacciate».
L’autore principale dello studio, Félix Forest, responsabile senior della ricerca in filogenetica spaziale ai Kew, ha sottolineato che «Considerato che il numero di specie nelle angiosperme è oltre 10 volte superiore a quello del gruppo animale più numeroso per il quale sono stati finora compilati i punteggi EDGE, ovvero i pesci a pinne raggiate, raccogliere queste informazioni cruciali per le piante da fiore non è stata un'impresa da poco Questi punteggi EDGE forniscono le informazioni vitali necessarie per evidenziare le specie insostituibili e minacciate che spesso vengono trascurate e la cui conservazione contribuirà a mantenere i benefici attuali e futuri per le persone e per il futuro di tutta la vita sulla Terra. 'E su cosa ci concentreremo adesso? Su felci e licopodi!»
La specie di angiosperma EDGE con il punteggio più alto identificata nello studio è l’Hondurodendron urceolatum, un albero dioico con alcune popolazioni sparse che si trovano su un'unica catena montuosa nel Parque Nacional Cusuco, in Honduras. Tra le altre specie EDGE di alto livello ci sono l’Amorphophallus titanum - la "pianta più puzzolente del mondo" - e diverse sue parenti, l'albero delle meduse (Medusagyne oppositifolia) delle Seychelles, la succulenta annuale Kewa acida e diverse specie di Magnolia. La lista EDGE comprende anche molte piante note ed utilizzate, come la Vanilla planifolia, una splendida orchidea che è la principale fonte di vaniglia a livello mondiale, e la Gomortega keule, l'unica specie conosciuta della famiglia delle Gomortegaceae con frutti commestibili e utilizzata anche per il legname, che si trova solo in una piccola area sulla costa del Cile centrale. Un'altra specie iconica della lista EDGE è la Nymphaea thermarum, la ninfea più piccola del mondo, originaria delle sorgenti termali del Rwanda e che fino al 2023 si pensava fosse estinta in natura a causa dello sfruttamento eccessivo.
Circa il 10% delle piante da fiore del mondo ha almeno un utilizzo documentato, e gli autori dello studio temono che la perdita di queste specie potrebbe avere conseguenze catastrofiche, non solo per i benefici che le piante offrono all'umanità oggi, ma anche per i numerosi usi ancora sconosciuti che potrebbero avere.
La coautrice principale dello studio, Matilda Brown della Kew University, evidenzia che «Quando parliamo di specie EDGE come di specie “strane e meravigliose”, tendiamo a pensare alle loro caratteristiche fisiche, che si tratti dei loro bizzarri fiori a forma di medusa o delle loro dimensioni imponenti, ma questo include anche gli aspetti che non possiamo vedere: le loro molecole, le sostanze chimiche e le altre proprietà da cui noi umani dipendiamo. I benefici che le specie EDGE apportano alla società sono unici e insostituibili quanto le specie stesse, quindi perdere un ramo profondo dell'albero della vita significa potenzialmente perdere il prossimo farmaco rivoluzionario contro il cancro o un antibiotico, senza una seconda possibilità».
I risultati del nuovo studio confluiranno nella rendicontazione degli indicatori dell'albero della vita del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (GBF), del Phylogenetic Diversity Indicator e dell’EDGE Index. Prima di questo studio, era possibile rendicontare questi indicatori solo per gli animali e alcune gimnosperme, che includono conifere e specie affini. Adottato da 196 parti – Italia compresa - nel 2022, il GBF delinea diversi obiettivi chiave per la protezione della biodiversità, tra i quali l'obiettivo 30x30 per proteggere almeno il 30% delle terre emerse e delle acque del pianeta entro il 2030.
Un’altra co-autrice responsabile dello studio pubblicato su Science, Rikki Gumbs dell’Institute of Zoology della ZSL, ha concluso: «Utilizziamo e perfezioniamo l'approccio EDGE da quasi due decenni, consentendo ai conservazionisti di tutto il mondo di identificare gli animali trascurati che necessitano maggiormente di urgenti interventi di conservazione, ma i formichieri corazzati e le rane danzanti sono solo una parte dell'incredibile albero della vita che si estende su tutto il nostro pianeta. Fiori e foreste non sono solo un grazioso sfondo per foto di api e tigri. Ogni pianta è un elemento essenziale e vivente per la vita sulla Terra, fornendoci l'aria da respirare e il cibo da mangiare. Applicando l'approccio EDGE alle piante da fiore, siamo in grado di proteggere meglio i ricchi e vivaci ecosistemi del nostro pianeta, che hanno impiegato miliardi di anni per svilupparsi. In occasione del nostro 200esimo anniversario, la ZSL è orgogliosa di essere all'avanguardia nella tutela della natura per i prossimi 200 anni e oltre».

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