La nuova flotta ombra con cui Putin vuole salvare il suo gas

05 Agosto 2026 - 12:05
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La nuova flotta ombra con cui Putin vuole salvare il suo gas

The tanker Boracay that allegedly belongs to Russia's so-called shadow fleet, is seen Thursday, Oct. 2, 2025, off Saint-Nazaire, France's Atlantic coast. (AP Photo/Mathieu Pattier) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Mentre l’Unione europea si prepara a vietare dal 2027 le importazioni di gas naturale liquefatto (Gnl) russo, Mosca sta costruendo una nuova rete di navi per continuare a esportare il proprio combustibile aggirando le sanzioni. Lo ha rivelato un’inchiesta del Financial Times, secondo cui negli ultimi sei mesi la Russia ha ampliato in modo significativo la propria flotta ombra del Gnl, acquistando metaniere usate e mettendo in servizio anche le prime unità costruite nei propri cantieri.

I dati della società di analisi marittima Windward, citati dal quotidiano britannico, mostrano che almeno otto metaniere di seconda mano sono state acquistate e impiegate per trasportare carichi russi. La flotta è così salita a venticinque navi, comprese due nuove unità realizzate nel cantiere navale russo di Zvezda. L’obiettivo è prepararsi all’entrata in vigore delle nuove restrizioni europee e replicare, nel settore del gas, il modello già utilizzato per il petrolio con la flotta ombra, la rete di petroliere impiegate per eludere le sanzioni.

«La flotta ombra del petrolio aveva precedenti in Iran e Venezuela. Ma nessun altro Paese aveva raggiunto questo livello di sviluppo tecnologico nella produzione di gas prima di essere colpito dalle sanzioni», spiega al Financial Times Irina Mironova, ricercatrice del New Energy Advancement Hub. Per questo, aggiunge, «si tratta di un fenomeno unico».

La sfida, però, è molto più complessa rispetto al petrolio. Le metaniere sono tra le imbarcazioni più sofisticate al mondo: costano circa 300 milioni di dollari ciascuna e devono mantenere il gas allo stato liquido a una temperatura di meno 162 gradi. Inoltre, gran parte della produzione russa si trova nell’Artico, dove servono navi rinforzate per navigare tra i ghiacci.

Secondo il Financial Times, molte delle nuove metaniere della flotta ombra fanno capo a società di comodo riconducibili alla Russia registrate a Dubai, Hong Kong e Singapore e utilizzano bandiere di convenienza. Le tecniche sono simili a quelle già viste nel commercio del petrolio: spegnimento dei sistemi di localizzazione, trasferimenti di carico da nave a nave e operazioni pensate per nascondere l’origine del Gnl. «Le tattiche sono sostanzialmente le stesse, ma l’esecuzione è molto più difficile per la natura del trasporto del gas liquefatto», osserva Septimus Knox, della società di intelligence aziendale S-RM. «Non è possibile acquistare e gestire vecchie metaniere arrugginite come avviene nel mercato petrolifero: la flotta mondiale è molto più piccola, moderna e specializzata».

Il principale protagonista di questa strategia è Novatek, il maggiore produttore russo di Gnl, che insieme ai progetti Yamal e Arctic LNG 2 rappresenta oltre il sessantacinque per cento della produzione nazionale. Proprio Arctic LNG 2 è uno degli impianti già colpiti dalle sanzioni occidentali e, secondo il Financial Times, oggi la Cina è rimasta l’unico acquirente del suo gas. Le spedizioni vengono effettuate con undici navi, tutte sanzionate dagli Stati Uniti, che trasferiscono il carico su metaniere convenzionali in depositi galleggianti prima della partenza verso i porti cinesi.

La strategia di Mosca, tuttavia, rischia di incontrare nuovi ostacoli. Sei rompighiaccio destinati alla Russia sono bloccati nei cantieri sudcoreani di Hanwha a causa delle sanzioni, mentre il gruppo francese GTT, che detiene quasi il monopolio mondiale dei sistemi di contenimento necessari per trasportare il Gnl, ha sospeso ogni contratto con aziende russe già dal 2023. Anche qualora Mosca riuscisse a sviluppare una tecnologia alternativa, spiegano gli esperti al Financial Times, dovrebbe comunque ottenere le certificazioni internazionali necessarie, un processo destinato a richiedere anni. Nel frattempo, conclude il quotidiano britannico, la Russia continuerà con ogni probabilità a cercare nuove metaniere sul mercato dell’usato per alimentare la propria flotta ombra.

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