La nuova strategia della Lombardia per attirare imprese straniere

Maggio 12, 2026 - 17:51
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La nuova strategia della Lombardia per attirare imprese straniere

La Lombardia vuole diventare una delle principali porte d’ingresso in Europa per le imprese straniere che cercano un luogo dove investire, produrre, assumere e innovare. Può ambire a questo obiettivo perché è già da tempo la regione italiana più forte nell’attrarre investimenti dall’estero. Ora punta al salto di qualità: non misurarsi più soltanto con le altre regioni italiane, ma con i grandi territori industriali europei. Non a caso la nuova strategia è stata presentata nella sede dell’Associazione della Stampa Estera, a Roma, per far arrivare il messaggio agli investitori internazionali e ai Paesi da cui possono partire nuovi progetti industriali.

La regia è dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico Guido Guidesi, che ha spiegato come la Lombardia vuole intercettare le imprese, orientarle verso le aree più adatte nella regione, accompagnarle nei passaggi amministrativi e seguirle dopo l’insediamento. Un coordinamento con tempi più rapidi e traduzioni burocratiche a misura d’impresa. «Proviamo a giocarci la partita dell’attrazione in un campionato più difficile e maggiormente competitivo; alziamo il livello, proviamo a migliorarci; vogliamo essere meta internazionale e hub europeo. Per cogliere opportunità di nuovi investimenti ci presentiamo con ecosistemi completi: dalla ricerca, ai fornitori, alle competenze».

Lo strumento centrale è “Invest in Lombardy”, che dal 2020 al 2025 ha seguito oltre 1.400 aziende estere interessate al territorio. Solo l’anno scorso 34 imprese hanno annunciato o avviato progetti con una ricaduta stimata di 2,8 miliardi di euro e 6.200 nuovi posti di lavoro. Un modello che negli ultimi quattro anni ha attratto 448 progetti di investimento estero su 1.158 arrivati in Italia, con una quota stabilmente compresa tra il 35 e il 45 per cento del totale nazionale. Sono progetti che hanno attivato 16,7 miliardi di euro di investimenti e 24.521 posti di lavoro. Il dato è ancora più significativo perché è in controtendenza con il rallentamento globale. Tra il 2023 e il 2024 i flussi mondiali di investimenti esteri sono diminuiti dell’11 per cento e in Europa il numero dei progetti è calato del 5 per cento, mentre la Lombardia è cresciuta del 6 per cento.

Il Piano Operativo 2026 darà una struttura più a questa ambizione, creando un punto unico di accesso per chi guarda alla Lombardia con alcune nuove iniziative, tra cui una forte promozione internazionale e incontri organizzati nei principali mercati esteri.

Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia e Giovanni Rossi, direttore generale di Promos Italia

La selezione dei settori è una parte essenziale della strategia. La Regione non punta solo ad aumentare il numero dei progetti, ma a privilegiare quelli con maggiore contenuto tecnologico e occupazionale: ICT, scienze della vita, elettronica, aerospazio, chimica, agroalimentare avanzato, servizi innovativi, clean tech e manifattura tecnologica. Un centro di ricerca o una linea produttiva avanzata generano competenze, relazioni con le filiere locali e lavoro qualificato; un investimento meno specializzato produce effetti più limitati. Il piano coinvolgerà anche le società già presenti in Lombardia che potranno ampliare un impianto o spostare nella regione nuove funzioni, aprire un laboratorio o consolidare la propria catena di fornitura.

Milano resterà il principale biglietto da visita internazionale, ma la capacità produttiva è distribuita: meccanica avanzata nel Bresciano, logistica e manifattura tra Cremona e Mantova, collegamenti industriali nel Lodigiano, filiere farmaceutiche, aerospaziali, chimiche, energetiche e agroalimentari in diversi territori. Le Zone di Innovazione e Sviluppo e la Zona Logistica Semplificata di Cremona e Mantova servono a rafforzare questa geografia, creando aree più leggibili per chi investe.

Le scelte di alcune imprese mostrano il tipo di investimenti che la Regione vuole moltiplicare. ROCKWOOL ha individuato a Bertonico, nel Lodigiano, un punto vicino a Milano, alle autostrade, alla rete ferroviaria e agli aeroporti, dentro un’area con competenze manifatturiere. Affinity Petcare ha scelto Mantova per la posizione logistica, la vicinanza ai fornitori e il supporto ricevuto nelle procedure. Turboden, nel Bresciano, rappresenta il caso di un’impresa globale radicata in una filiera locale ad alta specializzazione, dove competenze tecniche, ricerca e orientamento all’export diventano parte del vantaggio competitivo.

Per rendere più rapido il passaggio dall’interesse all’insediamento, la Regione punta anche su Opportunity Lombardy, la piattaforma che raccoglie aree e immobili disponibili per nuovi progetti produttivi. Per un investitore estero sapere subito dove aprire uno stabilimento, un centro logistico o una sede operativa può accorciare i tempi di scelta. Nella competizione europea, la disponibilità di siti chiari, accessibili e accompagnati da informazioni affidabili è già parte dell’offerta.

Ultimo, ma non ultimo, resta decisivo il capitale umano. Un’impresa può trovare aree e incentivi, ma non investe se non trova tecnici, ingegneri, ricercatori, operai specializzati e figure digitali. L’iniziativa Talenti, dedicata al trasferimento delle conoscenze, va in questa direzione: portare dottori di ricerca e profili qualificati nelle piccole e medie imprese lombarde, alzando il livello tecnologico del tessuto produttivo e rendendolo più attrattivo per le multinazionali.

 

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