La Spagna è campione del Mondo: qualsiasi altro risultato sarebbe stato ingiusto, ma Yamal non è ancora al livello di Messi
L'analisi di Sandro Sabatini sulla finale dei Mondiali vinta dalla Spagna.
Spagna campione del mondo, a due anni di distanza dal titolo di campione d'Europa.
La Spagna di De la Fuente vince ancora e si conferma la squadra più forte che c'è in circolazione. Ma con una grande differenza, perché due anni fa avevano trascinato la nazionale spagnola due giovani: Nico Williams e soprattutto Lamine Yamal che invece, questa volta, sono stati, soprattutto Yamal, assenti dal ruolo di protagonisti.
MESSI ASSENTE...
Assente in finale anche Leo Messi, in un'Argentina assolutamente rinunciataria, che non ha mai tirato in porta, non è mai stata pericolosa, non ha quasi mai passato la metà campo e soltanto all'ultimo minuto dei 120 dei tempi supplementari ha sfiorato un goal del pareggio che sarebbe stato assolutamente immeritato con Giuliano Simeone.
...MA ANCORA SUPERIORE A YAMAL
Messi saluta così il Mondiale e probabilmente una carriera a livello internazionale di altissimo profilo, immensa, e lo fa perdendo, ma vincendo un confronto che è ancora impari e che è ancora difficile da immaginare ad un certo livello: quello con Lamine Yamal, che fa parte di una nazionale spagnola che esulta, che trionfa, che merita il Mondiale e che però non ha ancora trovato la sua stellina, forse perché anche reduce da un infortunio evidentemente problematico.
FERRAN TORRES DECISIVO
Invece ha trovato in Ferran Torres un protagonista di goal importanti e anche di una situazione che stava trascinandosi verso una soluzione ai rigori che sarebbe stato quanto di più ingiusto per la storia del calcio, perché in questa finale ha giocato solo la Spagna e ha tirato solo la Spagna.
L’Argentina si è difesa e anche un po' picchiato.
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