Lautaro da eroe a dimenticato: in finale resta 120 minuti in panchina, è il rimpianto di Scaloni?

20 Luglio 2026 - 03:40
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Era stato l'eroe della semifinale, Scaloni se l'è dimenticato in panchina per tutta la finale

Da sogno a incubo, non potendo neanche essere per nulla parte attiva del suo destino. Da eroe a neanche comparsa e, probabilmente, almeno quella avrebbe potuto meritarsela. La finale di Lautaro Martinez è stata a tutti gli effetti un incubo, non solo per la sconfitta finale dell'Argentina, che lascia il titolo di Campione del Mondo 2026 alla Spagna, ma anche per il fatto che Lionel Scaloni, alla fine, non è riuscito a concedergli neanche un minuto in campo nei 120' giocati e con 6 cambi a disposizione.


LE SCELTE DI SCALONI

Scaloni in avvio di gara ha confermato le sue sensazioni e dal 1' accanto a Lionel Messi ha scelto Julian Alvarez.

Poi il piano partita del ct dell'Albiceleste si è lentamente e inesorabilmente complicato:

- prima c'è stato il primo cambio forzato a fine primo tempo con l'infortunio di Lisandro Martinez.

- poi la scelta di riequilibrarsi togliendo Nico Gonzalez per Paredes all'intervallo.

- quindi il cambio di Montiel con Molina per dare freschezza in fascia e un solo slot rimasto.

- l'infortunio di Romero ha costretto Scaloni a giocarsi l'ultimo slot al 70' con l'uscita anche di uno spento de Paul che ha chiuso i cambi dei 90 minuti.

- il rosso a Enzo Fernandez al 93esimo ha poi distrutto le chance di Lautaro di entrare nei supplementari.

- al 102esimo è infatti arrivato l'ultimo cambio conservativo con Senesi, un difensore, scelto per sostituire Julian Alvarez.

GLI ERRORI DI SCALONI

Eppure fra le pieghe di queste scelte di chance per vedere Lautaro Martinez in campo ce ne sono state parecchie, che però Scaloni non ha voluto cogliere.


Basti pensare ai cambi di Paredes, Molina e perfino Giuliano Simeone, con i primi due rimandabili e il terzo contenitivo. Perfino Senesi per Alvarez ha rappresentato in toto la scelta di Scaloni di consegnarsi in tutto e per tutto agli spagnoli che, all'ennesima occasione a tu per tu con uno strepitoso Dibu Martinez, hanno trovato la via del goal che ha consegnato la coppa alla Spagna.

IL RIMPIANTO

Di fatto Scaloni ha commesso lo stesso errore fatto da Thomas Tuchel contro di lui nella semifinale che proprio Lautaro Martinez, in soli 10 minuti, aveva trasformato da incubo in gioia. Da disperazione in lacrime di felicità. L'attaccante dell'Inter aveva dimostrato ancora una volta come, provando a giocarsela, avrebbe potuto addirittura convivere in campo con Messi e Alvarez in contemporanea.


Da eroe (con il goal del 2-1 al 92esimo) a dimenticato, fra lo stupore generale. eppure questo Mondiale aveva già dimostrato come il rischio più grande, nel calcio moderno, non sia quello di scoprirsi per attaccare, ma sia quello di provare a difendere un risultato senza abbinarci un minimo di idea offensiva. E così i 120 minuti in panchina di Lautaro Martinez rischiano di diventare il rimpianto più grande di Scaloni e perfino di Leo Messi, all'ultima apparizione al Mondiale, chiuso nel peggiore dei modi.

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