La squadra dei conservatori europei fa il pieno a Viterbo. Sberna: «L’Europa riparta dai territori»

12 Luglio 2026 - 18:50
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La squadra dei conservatori europei fa il pieno a Viterbo. Sberna: «L’Europa riparta dai territori»

Le sedie occupate fino all’ultima fila, gli amministratori arrivati dai comuni della Tuscia e sul palco i volti di Fratelli d’Italia che siedono a Bruxelles. Prima ancora che iniziassero gli interventi, la notizia era già nei numeri: oltre quattrocento persone hanno riempito il Parco dei Cimini per “L’Italia cambia l’Europa”, l’iniziativa promossa dalla vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna per tracciare il bilancio dei primi due anni di legislatura.

Accanto a lei il capodelegazione di Fratelli d’Italia-Ecr Carlo Fidanza e gli eurodeputati Maria Teresa Vivaldini, Francesco Torselli, Carlo Ciccioli e Michele Picaro. Nicola Procaccini, copresidente del gruppo Ecr, è intervenuto in videocollegamento. Un parterre che ha spostato il baricentro della serata fuori dal perimetro provinciale, trasformando il rendiconto di mandato in un confronto tra la rappresentanza italiana in Europa e i territori che ne sostengono l’azione.

 

Il filo dell’appuntamento? Riportare Bruxelles fuori da Bruxelles. Non come formula di circostanza, ma per mettere il lavoro parlamentare davanti a cittadini, imprese e amministratori che delle decisioni comunitarie misurano ogni giorno gli effetti.

Fidanza: “Vogliamo un’Ue vicino ai cittadini”

«Troppo spesso, e purtroppo a ragione, l’Unione viene percepita come distante, burocratica e astratta, lontana dalla vita concreta delle persone», ha detto Fidanza. «Il nostro obiettivo è contribuire a renderla meno burocratica, meno distante e più vicina ai territori, alle comunità e ai bisogni reali».

Poi il passaggio sulle radici, tra i più applauditi della serata. «Uno dei grandi problemi dell’Europa è stato quello di aver progressivamente reciso le proprie radici cristiane, culturali e spirituali. Ed è anche per questo che oggi attraversa una fase di crisi ed ha smarrito la consapevolezza del proprio ruolo nel mondo».

Il capodelegazione ha quindi legato il tema dell’identità alla tenuta dell’Europa nella competizione internazionale. «Giorgia Meloni ricorda spesso che il rispetto nasce anzitutto dalla consapevolezza di ciò che si è. Se non sappiamo chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare, è inevitabile che gli altri ci considerino più deboli. Nel frattempo, le grandi potenze e i nostri competitori internazionali non aspettano che l’Europa risolva le proprie crisi di identità: continuano a correre nella competizione globale».

Il bilancio degli eurodeputati

Gli interventi successivi hanno attraversato i principali dossier aperti a Bruxelles: competitività, agricoltura, sanità, ambiente, industria e semplificazione. Vivaldini, Torselli, Ciccioli e Picaro hanno ricostruito il lavoro svolto nelle commissioni parlamentari, mentre Procaccini ha richiamato il ruolo assunto dai Conservatori nel nuovo equilibrio europeo.

Non una semplice successione di relazioni. La presenza congiunta degli eurodeputati ha dato all’appuntamento il carattere di una verifica politica collettiva: risultati ottenuti, battaglie ancora aperte e un rapporto con la base che Fratelli d’Italia intende mantenere sempre.

L’attenzione è rimasta alta fino alle conclusioni. Perché il sostegno dei territori alla destra resta concreto, visibile e importante.

Sberna: il diritto a restare

A chiudere l’incontro è stata Sberna, con il passaggio che ha dato il senso politico alla serata. «Casa, competitività, sicurezza, semplificazione e identità. È quel “Diritto a Restare” che significa poter vivere, lavorare e investire nei propri territori, valorizzandone le potenzialità».

È il rovesciamento della promessa originaria dell’Unione. Non soltanto la libertà di partire, circolare e cercare altrove il proprio futuro, ma la possibilità di costruirlo nel luogo in cui si è nati. Una questione che riguarda lo spopolamento, il lavoro, l’accesso alla casa e la tenuta delle comunità più piccole. «Libertà, sicurezza e autonomia dipenderanno sempre più dalla nostra capacità di innovare, competere e crescere», ha aggiunto la vicepresidente del Parlamento europeo.

Quando parte l’inno nazionale, la platea è tutta in piedi con la mano sul cuore. Questa l’ultima immagine della serata e quella che ne riassume il significato: la squadra europea di FdI non si allontana dai territori, piuttosto c’è per loro.

 

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