Bomba boomerang su Ranucci, FdI bacchetta la Schlein. “Accusò il governo Meloni, ora si scusi” (video)

“Che imbarazzo”, sono le due parole che il presidente del Senato Ignazio La Russa utilizza per commentare un post sui social in cui rilancia l’intervento di Elly Schlein al congresso del Partito socialista europeo in cui la segretaria del Pd esprimeva solidarietà a Sigfrido Ranucci, nell’ottobre scorso, dicendo: “La democrazia è a rischio, la libertà di parola è a rischio quando l’estrema destra è al governo”.
Oggi che le indagini sull’attentato a Ranucci hanno preso una direzione surreale, quasi ridicola, con l’ipotesi di un ruolo svolto dall’amico dello stesso giornalista, Walter Lavitola, La Russa ironizza su quell’allarme democratico sul governo di “estrema destra” chiamato in causa, in una sede europea, per spiegare il contesto nel quale era maturato l’attentato al conduttore di “Report”.
Ranucci, Report e i silenzi della Schlein
La stessa Schlein, peraltro, tace, guarda caso, astenendosi dal commentare gli svilupppi e anche quel sondaggio su una possibile leadership del centrosinistra con Ranucci candidato a prendere il posto della stessa segretaria del Pd e del leader del M5S Conte. “Dopo pochi giorni dall’attentato a Sigfrido Ranucci, Elly Schlein si è recata all’estero a gettare ombre sul Governo italiano, additandolo come responsabile. Segretaria, aspettiamo ancora le sue scuse”, rilancia sui social Fratelli d’Italia nel giorni in cui slitta, come previsto dalla Rai, una delle repliche del programma di Ranucci. “Report va in vacanza. Ci auguriamo che la redazione di Sigfrido Ranucci approfitti della pausa estiva per fare chiarezza sull’amicizia tra il conduttore e Lavitola”, aggiunge Fratelli d’Italia su Facebook, accompagnando il post con una grafica ironica con la scritta: ‘Report non va in vacanza? E invece sì’. Dalla redazione, ovviamente, si levano voci di censura.
“Questa sera Report non va in onda: la Rai ha sospeso cautelativamente le repliche estive, in attesa di chiarimenti sull’attentato che ‘abbiamo’ subito lo scorso ottobre nella persona di Sigfrido Ranucci. Una decisione che non condividiamo, e che l’Ordine dei giornalisti e l’Usigrai hanno definito priva di reali motivazioni giornalistiche, parlando di ‘censura senza precedenti’. Siamo una squadra pesantemente attaccata — prima con un attentato, ora con una sospensione — ma non ci fermiamo: continuiamo a lavorare con la stessa determinazione di sempre”, recita una nota che lancia l’hashtag #giulemanidareport. Al momento, non è previsto l’hashtag #giùlemanidaLavitola, ma chissà…
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