La TV non è morta: i giovani italiani continuano a comprarla
La TV non è tramontata, e forse, a questo punto, non tramonterà mai. La seconda indagine Auditel - Ipsos Doxa sulle famiglie italiane, che si concentra anche in particolare sul rapporto tra la televisione e i giovani italiani tra i 18 e i 34 anni, mostra come, nonostante le abitudini radicalmente differenti rispetto a dei coetanei di 20 o 30 anni fa, lo “strumento” TV continua a essere presente nelle diverse fasi della vita delle persone.
Lo è e continua a esserlo in casa con i genitori, lo è e continua a esserlo quando si va via, in abitazioni condivise o da soli, lo è e continua a esserlo nel momento in cui si forma una nuova famiglia e si diventa genitori. E quando si diventa a tutti gli effetti “grandi” spesso e volentieri si acquista una TV di fascia alta.
Spesso i giovani vengono descritti come un insieme unico utilizzando come criterio l’età, ma in realtà si caratterizzano per 3 condizioni di vita del tutto diverse e questo ha un impatto importante sulle loro dotazioni e il loro rapporto con la televisione - spiega Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Doxa - . Abbiamo usato la metafora del nido, che rende bene l’idea. Quando rimangono nel nido d’origine – e sono molti i giovani che rimangono a casa a lungo, soprattutto se proseguono gli studi – i giovani godono delle risorse familiari, anche televisive. Quando spiccano il volo uscendo dalla famiglia d’origine, si assiste ad un alleggerimento e a una maggiore propensione verso il mobile. Quando però i giovani formano un nuovo nido, una propria famiglia, tornano in media come dotazioni domestiche e si dotano quasi tutti di televisore, connesso non solo a Internet ma anche all’antenna televisiva.
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