Terremoto in Venezuela, dispersi due italo-venezuelani: l’Italia invia soccorsi e rafforza la rete di assistenza
Il drammatico terremoto che ha colpito il Venezuela continua a far crescere l’angoscia anche tra gli italiani all’estero. Nelle ultime ore aumentano le segnalazioni di connazionali irreperibili e, secondo quanto riportato dalla stampa italiana, risultano dispersi almeno due cittadini italo-venezuelani nella zona di La Guaira, una delle aree maggiormente devastate dal sisma.
Si tratta di Vitito Giorgini e del padre Alberto Giorgini, che si trovavano all’interno del palazzo Nautilus, a Catia La Mar, crollato durante le violentissime scosse.
Comunità italiana sotto shock
La numerosa comunità italiana residente in Venezuela vive ore di grande apprensione. A lanciare un appello è stata Maria Claudia Lopez, presidente dell’Unione Italo-Venezuelana.
«In un Paese prostrato da decenni di regime, questa tragedia è un colpo durissimo. Chiedo alla comunità italiana di esserci vicina», ha dichiarato.
Anche la deputata italo-venezuelana Mariela Magallanes ha ringraziato il Governo italiano e la rete della comunità italiana per il sostegno.
«La Guaira è in stato di disastro completo. Riceveremo soccorritori grazie all’appoggio internazionale. È il momento che la diaspora italiana si organizzi per portare aiuto concreto», ha affermato.
Farnesina al lavoro: verifiche sugli italiani irreperibili
La macchina diplomatica italiana è pienamente operativa. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che, insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto e al ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, è stato disposto l’invio di personale specializzato e di velivoli dell’Aeronautica Militare per sostenere le operazioni di soccorso.
«Il Governo italiano aiuterà il popolo venezuelano e la nostra comunità presente nel Paese», ha assicurato Tajani.
Sul posto l’ambasciatore italiano Giovanni Umberto De Vito ha confermato che l’Ambasciata è operativa senza sosta per assistere i connazionali.
Anche la Caritas Italiana, attraverso il direttore don Marco Pagniello, ha espresso vicinanza alla Chiesa venezuelana, impegnata nell’assistenza alla popolazione colpita.
Si cerca anche un italiano tra le macerie
Le ore successive al sisma hanno purtroppo portato anche una tragica conferma. Secondo fonti della Farnesina, tra le vittime è stato identificato un cittadino italiano di 56 anni, nato a Caracas ma con familiari ancora residenti in Italia.
Nel frattempo proseguono le verifiche su numerose segnalazioni di italiani non ancora rintracciati.
«Abbiamo ricevuto molte richieste di verifica relative a connazionali irreperibili», ha spiegato il capo dell’Unità di crisi della Farnesina, Nicola Minasi.
Anche Claudio De Mauri, presidente della FAIV, conferma che la rete consolare è impegnata a ricostruire la situazione e a verificare quante persone risultino ancora mancanti all’appello.
Scenario apocalittico nelle aree colpite
Le testimonianze provenienti da La Guaira descrivono una situazione devastante. Interi edifici sono crollati, le principali arterie stradali sono invase dalle macerie e migliaia di persone hanno perso la propria abitazione.
L’avvocata Antonella Pinto racconta che molti palazzi sono collassati pochi istanti dopo l’inizio delle scosse e numerosi connazionali sono rimasti senza casa.
L’ambasciatore De Vito conferma che diverse famiglie italiane stanno trovando ospitalità nelle strutture messe a disposizione dalla rete diplomatica.
Ancora più drammatica la testimonianza del giornalista Roberto Romanelli della Voce d’Italia, che parla di «una notte di angoscia», caratterizzata dal collasso della rete elettrica, telefonica e di internet.
«Uno scenario apocalittico, con palazzi crollati e corpi lungo le strade», racconta invece Antonio Calvino, tra i testimoni della tragedia.
La comunità italiana resta con il fiato sospeso
Con migliaia di soccorritori ancora impegnati tra le macerie e un bilancio che continua ad aggravarsi, resta altissima la preoccupazione per la sorte degli italiani residenti in Venezuela.
La Farnesina continua a monitorare l’evolversi della situazione attraverso l’Unità di crisi e la rete diplomatica, mentre il Governo italiano si prepara a rafforzare gli aiuti umanitari e l’assistenza ai connazionali colpiti dal terremoto.
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