Sorpresa, Milano torna tra le città più vivibili al mondo: è dodicesima nella classifica di Monocle

26 Giugno 2026 - 12:22
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Sorpresa, Milano torna tra le città più vivibili al mondo: è dodicesima nella classifica di Monocle

Milano torna nell’élite delle città più vivibili del pianeta. Il capoluogo lombardo occupa il dodicesimo posto nella Quality of Life Survey 2026 di Monocle, la classifica con cui il magazine britannico individua ogni anno le realtà urbane capaci di interpretare meglio il concetto contemporaneo di qualità della vita. Un ritorno significativo dopo l’esclusione dall’edizione del 2025. La graduatoria di quest’anno è guidata da Tokyo, seguita da Copenaghen, Lisbona, Vienna e Sydney. Milano si colloca davanti a città come Barcellona e Amsterdam. A contribuire al risultato è stato soprattutto l’effetto delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Secondo la rivista, la manifestazione ha garantito alla città una straordinaria esposizione internazionale, portando le immagini del Duomo e del capoluogo lombardo davanti a miliardi di spettatori e ricordando al mondo anche la vicinanza di Milano alle Alpi. Soddisfatto il sindaco Giuseppe Sala, che ha commentato: «Difficile opporsi all’attuale narrazione negativa e pessimistica su Milano, ma il tempo è galantuomo».

La classifica sulla qualità della vita: i punti che spingono Milano

Pubblicata dal 2007, la classifica di Monocle non considera soltanto parametri tradizionali come sicurezza, trasporti, sanità e qualità della governance. La valutazione comprende anche elementi più difficili da misurare, ma ritenuti fondamentali per il benessere quotidiano: l’architettura, gli spazi verdi, la vitalità culturale, il commercio di prossimità, la ristorazione, la possibilità di vivere la città durante tutte le ore del giorno e il senso di comunità. Nell’edizione 2026 è stata riservata una particolare attenzione alla sicurezza, all’ambizione urbana e alla capacità delle città di trasformarsi e reinventarsi.

Milano viene premiata per la velocità del proprio cambiamento, il dinamismo economico, l’offerta culturale, la mobilità pubblica e la capacità di attrarre imprese, studenti e professionisti internazionali. Secondo il rapporto, il capoluogo lombardo ha guadagnato sette posizioni in due anni, realizzando la migliore progressione mai ottenuta nella storia della classifica.

Un ruolo importante viene attribuito anche alla scena gastronomica, diventata sempre più internazionale. Alla tradizionale offerta italiana si sono affiancati ristoranti e locali dedicati alle cucine indonesiana, brasiliana e coreana, mentre vino naturale, piccoli piatti e caffè specialty sono diventati sempre più diffusi.

Non mancano, tuttavia, le criticità. Il magazine segnala piste ciclabili che terminano improvvisamente sulle grandi arterie trafficate, la proliferazione dei graffiti e una risposta delle autorità considerata troppo permissiva. Più complesso da affrontare è il problema dell’inquinamento atmosferico nella Pianura Padana.

Curiosa, infine, la raccomandazione rivolta direttamente ai milanesi: lasciare meno spesso la città durante il fine settimana. Milano, secondo la rivista, avrebbe bisogno di residenti disposti a rimanere e a contribuire a renderla più vivace anche nel weekend. Un invito che si scontra con la facilità con cui dal capoluogo si possono raggiungere laghi, montagne e località della Liguria.

Il giudizio integrale di Monocle

«Siamo soltanto a metà dell’anno, ma Milano ha vissuto finora un eccellente 2026. Le Olimpiadi invernali potrebbero non aver raggiunto il livello di entusiasmo dei Giochi estivi, ma vedere le immagini della cattedrale della propria città trasmesse a un paio di miliardi di spettatori in tutto il mondo fa meraviglie sia per il soft power sia per le credenziali in termini di qualità della vita, ricordando alle persone, tra le altre cose, la vicinanza di Milano alle Alpi.

La festa di Milano Cortina dello scorso febbraio non è stata l’unica cosa che quest’anno ha giocato a favore del capoluogo lombardo. Quello che era cominciato come un leggero susseguirsi di articoli sulla desiderabilità di Milano si è trasformato in un diluvio di pubblicazioni desiderose di raccontare come sia possibile trovarsi in Liguria per pranzo o fare un salto in montagna per una sciata prima di colazione. Esageriamo, ma soltanto leggermente.

Certamente, le favorevoli norme fiscali italiane, compresa una tassa forfettaria di 300mila euro sui redditi esteri che favorisce le persone più ricche, hanno portato molti a trasferirsi a Milano da città come Londra e Parigi.

Se da un lato ci sono stati alcuni effetti negativi, tra cui l’aumento dei prezzi immobiliari in un mercato già sotto pressione, dall’altro Milano è diventata una città sempre più internazionale. Questo effetto si è avvertito anche sulla scena gastronomica cittadina, che era già eccellente ma risultava più forte soprattutto nelle proposte classiche e italiane.

Non è più così. Acciaio inossidabile e luci d’atmosfera rappresentano ora il nuovo ordine del giorno, con eccellenti nuovi locali che spaziano dalla cucina indonesiana a quella brasiliana e coreana. Il vino naturale, i piccoli piatti e il caffè specialty stanno diventando onnipresenti.

Tutto questo rappresenta una buona notizia per una città che aspira a occupare le posizioni più alte delle classifiche e che può vantare una delle percentuali più elevate di spostamenti casa-lavoro effettuati con i mezzi pubblici nell’Europa meridionale.

Questo non significa che non vi siano ancora molti problemi da superare. Alcuni sono facili da risolvere, come le piste ciclabili che terminano improvvisamente, costringendo i ciclisti a immettersi su un’arteria trafficata, o la proliferazione dei graffiti. Altri lo sono meno, come i livelli pericolosi di inquinamento atmosferico nella Pianura Padana.

In qualche modo, tuttavia, le imperfezioni di Milano fanno parte del suo fascino. La vicinanza a grandi mete di evasione e la presenza di abitanti intelligenti e creativi, protagonisti del mondo degli affari, della moda e del design, la rendono difficile da ignorare.

Da adottare: una linea più dura contro i graffiti. Le autorità sono state per molto tempo troppo permissive.

Da abbandonare: lasciare la città durante i fine settimana. Milano ha bisogno che i residenti rimangano e contribuiscano a rendere la loro città più divertente.

Popolazione: 1,3 milioni di abitanti, 5 milioni nell’area metropolitana.

Ore medie di sole all’anno: 1.915.

Quota degli spostamenti in bicicletta: 7 per cento.

Prezzo di un espresso: 1,30 euro.

Percentuale degli spostamenti casa-lavoro effettuati con il trasporto pubblico: 42 per cento.

Numero di destinazioni internazionali servite dagli aeroporti della città: 194».

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