Stampa 3D, dal Giappone una nuova resina riutilizzabile fino a 10 volte
Un gruppo di ricercatori dell'Università Nazionale di Yokohama, in Giappone, ha sviluppato una nuova resina per stampanti 3D capace di essere riutilizzata fino a 10 volte senza perdere efficacia, affrontando così uno dei problemi principali della stampa 3D: la produzione di rifiuti plastici non riciclabili. Il nuovo materiale sfrutta l'antracene, un composto che reagisce alla luce ultravioletta formando strutture solide, ma che può tornare allo stato liquido tramite riscaldamento controllato, rendendo possibile il riuso della resina.
A differenza di altre soluzioni sperimentali, questa tecnologia non richiede additivi chimici aggiuntivi; pertanto, si riducono i fenomeni di contaminazione e degrado del materiale nel tempo.
GLI ESPERIMENTI
Per testare la validità del materiale, i ricercatori hanno stampato strutture microscopiche tramite microstereolitografia e litografia a due fotoni, tecniche che consentono la fabbricazione di oggetti con un elevato livello di dettaglio. In uno dei test, il team ha creato un modello a forma di farfalla e scoperto che la qualità di stampa rimaneva paragonabile a quella dei materiali convenzionali. Inoltre, i ricercatori hanno stampato ripetutamente le lettere "YNU" utilizzando lo stesso materiale fino a 10 volte, e hanno trasformato con successo un cubo in un disco riscaldando la struttura a 150° C per 15 minuti.
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