L’allarme degli scienziati dell’Eso: 1,7 milioni di satelliti in orbita sarebbero devastanti per l’astronomia e non solo

06 Luglio 2026 - 14:07
0
L’allarme degli scienziati dell’Eso: 1,7 milioni di satelliti in orbita sarebbero devastanti per l’astronomia e non solo

«Verso l’infinito e oltre!», esclama entusiasta Buzz Lightyear nella famosa pellicola Disney “Toy Story”. Rimanendo in ambiti di Spazio, uomini delle stelle e oggetti volanti, stiamo invece andando «oltre il limite», avverte un allarmante studio condotto dall’Eso (European southern observatory, Osservatorio europeo australe). L’analisi è guidata dall’astronomo Olivier Hainaut, che firma anche il relativo articolo scientifico ricco di dati, grafici e tabelle, e lancia un serio avvertimento sul futuro dell’astronomia.

Il nocciolo della questione è presto detto: le attuali proposte commerciali di aziende attive nel settore delle telecomunicazioni e non solo prevedono il lancio in orbita di oltre 1,7 milioni di satelliti artificiali, una cifra che secondo gli esperti di astronomia avrebbe conseguenze assolutamente devastanti per la nostra capacità di osservare lo Spazio profondo. Per salvaguardare l’efficacia dei moderni telescopi terrestri e non compromettere la ricerca scientifica, gli scienziati stimano che non si dovrebbero superare i 100.000 dispositivi totali, a patto che restino di bassissima luminosità e del tutto invisibili a occhio nudo. Si tratta di una soglia critica oltre la quale l'inquinamento visivo diventerebbe irreversibile.

Il problema non riguarda il futuro chissà quanto lontano, tra l’altro. Dal 2019 a oggi, il numero di corpi artificiali in orbita intorno alla Terra è aumentato in modo vertiginoso, passando da poche migliaia a circa 14.000 unità attuali, in un mercato oggi dominato dalla flotta Starlink di SpaceX. E le prospettive future a medio termine descrivono scenari ancora più estremi: la stessa azienda statunitense ha pianificato l’invio di un ulteriore milione di satelliti destinati a data center spaziali. Questa imponente mega-costellazione, avvertono gli astronomi dell’Eso, altererebbe radicalmente l’aspetto naturale della volta celeste, rendendo visibili in ogni momento migliaia di punti luminosi artificiali.

Tra l’altro, non c’è solo l’azienda di Elon Musk recentemente quotata in borsa a darsi da fare su questo fronte. Altre compagnie private, come la cinese Ctc e l’americana E-Space, hanno già presentato progetti analoghi, aggravando il sovraffollamento dell’orbita bassa.

La minaccia più dirompente ed eccezionale è però rappresentata dalla start-up americana Reflect Orbital, il cui obiettivo è lanciare 50.000 enormi satelliti dotati di specchi riflettenti entro il 2035. Questa flotta ha lo scopo di deviare la luce solare verso la superficie terrestre durante le ore notturne, creando fasci luminosi ampi cinque chilometri per scopi commerciali. All’interno di queste aree, il riflesso artificiale risulterebbe ben quattro volte più brillante rispetto alla Luna piena, mentre al di fuori del fascio ogni specchio brillerebbe comunque quanto il pianeta Venere. Nelle aree urbane caratterizzate da forte inquinamento luminoso, questi dispositivi diventerebbero paradossalmente le uniche “stelle” – si fa per dire – visibili nel cielo, cancellando del tutto la nostra connessione con il cosmo naturale.

Gli esperti dell’Eso sottolineano il fatto che l’impatto di una simile densità di oggetti artificiali sulla ricerca astronomica professionale sarebbe distruttivo. Prima di tutto, perché porterebbe a una perdita di dati: i satelliti in transito generano vistose scie luminose che saturano i sensori e cancellano i dati scientifici sottostanti, ostacolando l’osservazione di galassie remote ed esopianeti simili alla Terra. La seconda preoccupazione è rappresentata dal fatto che i telescopi finirebbero per essere accecati, per così dire, dalla gran quantità di oggetti artificiali in orbita. Strumenti d'avanguardia come il Very Large Telescope (Vlt) dell’Eso in Cile, solo per fare un esempio, subirebbero una perdita di campo stimata fino al 28% nelle prime ore della notte. Strutture a grande campo, come l’Osservatorio Vera C. Rubin, stando a quanto previsto nello studio recentemente pubblicato, vedrebbero la maggior parte delle proprie immagini scientifiche irrimediabilmente compromessa, limitando drasticamente anche la nostra capacità di individuare asteroidi potenzialmente pericolosi per il pianeta.

La comunità scientifica fa tra l’altro notare che oltre al danno diretto causato dalle tracce visibili, la moltitudine di satelliti genera un velo di luce diffusa nell’atmosfera che inquina lo sfondo del cielo, aumentandone la luminosità complessiva di tre o quattro volte.

Di fronte a questo scenario, l’Eso, insieme alla Royal Astronomical Society e all’Unione Astronomica Internazionale, ha presentato una formale protesta istituzionale alla Fcc (Federal Communications Commission) degli Stati Uniti. L’ente governativo ha già raccolto migliaia di commenti contrari da parte di scienziati e cittadini preoccupati.

«La Fcc ha ricevuto oltre 1800 commenti sul progetto Reflect Orbital e quasi 1500 sulla richiesta di SpaceX», spiega Betty Kioko, responsabile degli Affari istituzionali dell’Eso e coordinatrice della risposta dell’Eso alle proposte. «Ora la palla è nel campo della Fcc e attendiamo le decisioni che prenderà su entrambe le richieste. Per l’astronomia ottica, si tratta di una minaccia esistenziale e speriamo che le autorità di regolamentazione condividano questa visione». Aggiunge il direttore generale dell’Eso, Xavier Barcons: «L’astronomia genera un enorme valore per l’umanità, in molti ambiti tra cui quello scientifico, tecnico, economico ed educativo, e ci aiuta a comprendere il nostro posto nell’Universo. L’elevato numero di satelliti previsti in orbita terrestre bassa mette a dura prova questa capacità, sottolineando la necessità di limitare i futuri lanci satellitari e di una collaborazione tra astronomi, ingegneri, operatori di satelliti e altri soggetti interessati al fine di adottare rigorose misure di mitigazione».

La comunità scientifica chiede ora a gran voce regolamentazioni globali urgenti per imporre limiti stringenti sulla magnitudine e sul numero dei futuri lanci: senza interventi tempestivi, l’umanità rischia di perdere per sempre la vista dell’universo. E non solo. «Finora ce la siamo cavata, ma la situazione sta peggiorando», sottolinea Olivier Hainaut, che aggiunge: «Il lancio di migliaia di satelliti ha implicazioni economiche, ecologiche e astronomiche». L’inquinamento luminoso generato da costellazioni satellitari molto luminose può avere un impatto sulla salute e sul funzionamento della vita sulla Terra, alterando l’orologio biologico di varie specie e gli ecosistemi. Le grandi costellazioni hanno anche un impatto diretto sulla qualità dell’aria, a causa dei numerosi lanci necessari per inviare e mantenere migliaia di satelliti, nonché dell’inquinamento atmosferico causato dalla combustione al rientro nell’atmosfera al termine della loro vita operativa. «Il mio lavoro è l’astronomia, quindi quantifico gli effetti sull’astronomia - spiega Hainaut - spero che altri valutino impatti diversi, nei vari campi di competenza».

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Eventi e News

Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User