Le scadenze fiscali previste nel mese di luglio 2026

01 Luglio 2026 - 10:43
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lentepubblica.it

Luglio è uno dei mesi più densi dell’anno per il calendario fiscale. Dopo la prima parte dell’estate, infatti, contribuenti, imprese, professionisti, enti pubblici, condomìni e soggetti Ires devono fare i conti con una serie di versamenti e adempimenti che riguardano imposte dirette, Iva, ritenute, cedolare secca, Irap, imposte sostitutive e dichiarazioni periodiche.


Il mese di luglio 2026 si presenta quindi come una fase delicata, soprattutto per chi deve gestire saldo 2025 e primo acconto 2026 delle principali imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali. Accanto alle scadenze ordinarie, come il versamento delle ritenute e dell’Iva mensile, trovano spazio anche appuntamenti più specifici: dai contratti di locazione al modello IVA TR, fino al collegamento tra POS e registratore telematico.

Per evitare dimenticanze, conviene procedere con ordine, distinguendo le principali date da tenere sotto controllo: 1° luglio, 16 luglio, 20 luglio, 30 luglio e 31 luglio 2026.

Il primo appuntamento: contratti di locazione al 1° luglio

Il mese si apre con una scadenza legata agli immobili. Il 1° luglio 2026 riguarda infatti la registrazione dei contratti di locazione e il versamento dell’imposta di registro.

L’adempimento interessa i contratti di locazione e affitto con decorrenza dal 1° giugno 2026, oppure quelli rinnovati tacitamente a partire dalla stessa data. Si tratta di un passaggio da non sottovalutare, perché la registrazione nei termini consente di evitare sanzioni e irregolarità nella gestione del rapporto contrattuale.

16 luglio 2026: la giornata più pesante per ritenute, Iva e imposte periodiche

La data del 16 luglio 2026 rappresenta uno degli snodi principali del mese. In questa giornata si concentrano numerosi versamenti, molti dei quali interessano direttamente datori di lavoro, sostituti d’imposta, società, enti pubblici e titolari di partita Iva.

Tra gli adempimenti più ricorrenti rientra il versamento delle ritenute operate nel mese precedente. I sostituti d’imposta devono provvedere, tra l’altro, alle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, sui compensi di lavoro autonomo, sulle provvigioni, sulle indennità di cessazione dei rapporti di agenzia o collaborazione, sui premi e vincite, sui redditi di capitale e su altre somme soggette a trattenuta.

Particolare attenzione va riservata anche ai condomìni in qualità di sostituti d’imposta, chiamati a versare le ritenute sui corrispettivi pagati per prestazioni relative ad appalti, opere o servizi. Per i compensi corrisposti da giugno a ottobre, il versamento avviene entro il 16 del mese successivo quando l’importo complessivo raggiunge i 500 euro; in caso contrario, il termine slitta al 16 dicembre.

Sempre il 16 luglio è previsto il versamento dell’Iva relativa al mese precedente, se l’importo supera i 100 euro. La stessa data interessa anche gli enti pubblici con vincolo di tesoreria unica, tenuti alla liquidazione e al pagamento dell’Iva mensile.

Saldo 2025 e primo acconto 2026: seconde rate e interessi

Un altro blocco consistente di scadenze del 16 luglio riguarda le seconde rate delle imposte dovute in base alle dichiarazioni annuali. In molti casi si tratta del saldo 2025 e del primo acconto 2026, con applicazione degli interessi nella misura dello 0,18%.

Rientrano in questa categoria i versamenti relativi a Irpef, Ires, Irap, cedolare secca e imposte sostitutive. Sono coinvolti, tra gli altri, i contribuenti in regime forfetario, i soggetti che applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità, i soggetti Ires, le società considerate “di comodo” e chi deve versare imposte sostitutive su plusvalenze e altri redditi diversi.

Per i docenti titolari di cattedra che svolgono lezioni private e ripetizioni, è prevista la seconda rata dell’imposta sostitutiva del 15% sui compensi percepiti, sempre a titolo di saldo 2025 e primo acconto 2026.

Da segnalare anche la seconda rata della cedolare secca, che interessa i proprietari di immobili che hanno scelto questo regime alternativo per la tassazione dei canoni di locazione.

20 luglio 2026: versamenti senza maggiorazione

Il 20 luglio 2026 è una data rilevante per chi effettua versamenti in unica soluzione o come prima rata, senza alcuna maggiorazione. Anche in questo caso il riferimento principale è al saldo 2025 e al primo acconto 2026.

Tra gli adempimenti figurano l’Irpef, l’Irap, l’Ires, le addizionali regionali all’Irpef, le imposte sostitutive dei forfetari e dei contribuenti nel regime di vantaggio, oltre all’acconto sui redditi soggetti a tassazione separata.

La scadenza riguarda anche l’adeguamento agli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale, con versamento dell’Iva sui maggiori ricavi o compensi indicati in dichiarazione.

Non mancano obblighi più specifici, come il versamento dell’imposta sostitutiva del 20% sui proventi derivanti dal noleggio occasionale di imbarcazioni e navi da diporto, oppure l’imposta sostitutiva del 19% sulle plusvalenze derivanti da conferimenti di beni o aziende a favore dei CAF residenti.

30 luglio 2026: stessa platea, ma con maggiorazione dello 0,40%

Chi non effettua i versamenti entro il 20 luglio può trovarsi davanti alla scadenza del 30 luglio 2026, con applicazione della maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.

Il perimetro degli adempimenti è ampio e comprende, ancora una volta, Irpef, Ires, Irap, imposte sostitutive, addizionali e acconti. Sono interessati i contribuenti che versano in unica soluzione o come prima rata il saldo 2025 e il primo acconto 2026.

In questa data rientrano anche alcune opzioni fiscali particolari. Tra queste, il regime per le persone fisiche titolari di redditi da pensione di fonte estera che trasferiscono la residenza fiscale nel Mezzogiorno, con imposta sostitutiva del 7%, e il regime opzionale per i redditi prodotti all’estero da persone fisiche che trasferiscono la residenza fiscale in Italia, con imposta forfettaria pari a 300.000 euro per periodo d’imposta, ridotta a 50.000 euro per ciascun familiare ammesso al regime.

Sempre il 30 luglio sono previsti i versamenti della cosiddetta Tassa Etica, cioè l’addizionale del 25% applicata in determinati casi alla produzione e vendita di materiale pornografico o di incitamento alla violenza.

31 luglio 2026: modello IVA TR, locazioni e collegamento POS-RT

Il mese si chiude con un’altra giornata importante. Il 31 luglio 2026 è il termine per la presentazione del modello IVA TR, utilizzato per chiedere il rimborso o l’utilizzo in compensazione del credito Iva trimestrale.

Nella stessa data torna anche l’appuntamento con i contratti di locazione. Bisogna infatti versare l’imposta di registro per i contratti di locazione e affitto con decorrenza dal 1° luglio 2026, o rinnovati tacitamente dalla stessa data.

Sempre a fine mese, gli enti non commerciali e gli agricoltori esonerati devono provvedere alla liquidazione e al versamento dell’Iva relativa agli acquisti intracomunitari registrati nel mese precedente.

Merita attenzione anche l’adempimento relativo al collegamento tra strumenti di pagamento elettronico e strumenti di certificazione dei corrispettivi. In particolare, per nuove attivazioni o variazioni dei dati registrati, il collegamento tra POS e registratore telematico deve essere effettuato tra il sesto e l’ultimo giorno del secondo mese successivo all’attivazione del POS.

Perché controllare il calendario fiscale di luglio 2026

Il calendario fiscale di luglio 2026 conferma quanto sia importante una gestione ordinata delle scadenze. Molti adempimenti riguardano versamenti periodici, ma altri incidono direttamente sulla dichiarazione dei redditi e sulla pianificazione finanziaria di imprese, professionisti e famiglie.

La concentrazione di date ravvicinate impone una verifica puntuale delle proprie posizioni: chi applica il regime forfetario, chi possiede immobili locati, chi opera come sostituto d’imposta o chi deve versare saldo e acconti non può permettersi distrazioni.

Il consiglio operativo è semplice: controllare per tempo gli importi, verificare l’eventuale possibilità di rateizzazione, distinguere i versamenti senza maggiorazione da quelli con lo 0,40% e conservare con cura le ricevute. In un mese fitto come luglio, la prevenzione resta il modo più efficace per evitare errori, ritardi e costi aggiuntivi.

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