Liberali si racconta: "Milan? Nessun rimpianto, vi spiego il mancato rinnovo. Mi chiamano il mago di Lissone"
Tutta la verità dell'ex giocatore rossonero, ora al Catanzaro.
Mattia Liberali, trequartista e fantasista del Catanzaro, protagonista in Serie B, è alla sua prima vera annata fra i professionisti, dopo il periodo al Milan (che l'ha ceduto la scorsa estate a zero, più una rivendita fissata al 50% della futura ed eventuale cessione) che l'ha visto debuttare in massima serie giocare soprattutto fra Milan Futuro e Primavera.
Oggi, su SportWeek, si racconta a cuore aperto in una lunga intervista di cui riportiamo i maggiori estratti.
IL SOPRANNOME
“Il mago di Lissone? È nato dai compagni di squadra al Milan, perché facevo delle belle giocate, mi dicevano che facevo sparire il pallone. Poi si è sparsa la voce e mi hanno chiamato tutti così”.
L'INGRESSO NEL VIVAIO DEL MILAN
“Il primo giorno non realizzi, poi entri al Vismara… Bellissimo. Sono cresciuto con mio nonno Romano, era milanista sfegatato. Veniva sempre a vedermi e io giocavo anche per lui. Credo fosse orgoglioso”.
LA RPIMA VOLTA A MILANELLO
“Magica. Ricordo l’ingresso: potevo andare dritto verso lo spogliatoio della Prima Squadra. Tralascerei gli allenamenti con Pioli, ero aggregato. La vera prima volta è stata nell’estate 2024, con Fonseca. Si è instaurato un bellissimo rapporto”.
CONSIGLIO MIGLIORE
“Ringrazierò sempre Florenzi, mi diceva: ‘Stai tranquillo e fai quello che sai fare, quello che ti fa divertire. Una volta che ti diverti, viene tutto più facile’.
LA SFIDA AL REAL MADRID
“Fonseca mi ha messo titolare e io ero tipo: ‘Dai, ma non posso…’. Ricordo l’ingresso di fianco a Modric, avevo Endrick davanti e pensavo: ‘Cavolo, l’hanno pagato 80 milioni ed è vicino a me’. Brahim Diaz mi ha fatto i complimenti”.
L'ESORDIO IN SERIE A
“Coincideva con la festa dei 125 anni del club, serata pazzesca. In caso di vittoria, sarebbe stato il top del top. All’inizio fatichi a mettere a fuoco, non realizzi, mentre i miei amici erano infuocati. Ricordo il coro che mi ha dedicato la Curva Sud”.
PAURA DI ESSRE TROPPO PICCOLO?
“Paura no, ma bisogna trovare l’ambiente giusto e un modo di giocare specifico. Se fossi 190cm e corressi da matti, giocherei dappertutto. Ma io sono tranquillo perché ho con me gente fortissima, come il mio agente Lucci”.
IL FISICO E' FRA I MOTIVI DEL MANCATO RINNOVO AL MILAN?
“Beh, sì. In estate è nata l’opportunità di venire a Catanzaro e l’ho colta. Abbiamo parlato con Polito e Aquilani, avevano un bel progetto e la B è un campionato molto formativo per un giovane come me”.
RIMPIANTI?
“Zero rimpianti. Io sono un dritto, quando scelgo qualcosa è perché sono sicuro al 100%”.
LEAO
“Straripante. Quando accende il motore non lo prendi”.
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