Libia: blackout all’ospedale di Tripoli, sospese le procedure cardiache pediatriche
Gli interventi a cuore aperto e le procedure di cateterismo cardiaco pediatrico previsti oggi all’Ospedale universitario di Tripoli sono stati sospesi a causa di un’interruzione dell’elettricità. Lo ha riferito al sito d’informazione “Libya Herald” una fonte informata, secondo cui la direzione della struttura non era in grado di garantire ai chirurghi che la corrente, una volta ripristinata, non sarebbe stata nuovamente interrotta. L’ospedale dispone di generatori, ma le scorte di gasolio non sarebbero state sufficienti ad assicurarne il funzionamento ininterrotto per tutta la durata delle operazioni. Anche l’apparecchiatura per la circolazione extracorporea presente nella struttura sarebbe priva di un sistema di alimentazione a batterie. Le procedure programmate per oggi erano due. Lo stop ha coinvolto una missione medica statunitense della Novick Cardiac Alliance, guidata da William M. Novick e Paul Nemir Jr., del Global Surgical Institute dell’University of Tennessee Health Science Center. L’équipe opera per la seconda settimana consecutiva insieme al personale libico dei reparti di Cardiologia e Cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale e, secondo “Libya Herald”, ha finora completato 18 procedure.
Il programma, promosso dal ministero della Salute del Governo di unità nazionale, prevede complessivamente 40 interventi durante la permanenza della delegazione statunitense. L’iniziativa rientra in un progetto di gemellaggio e cooperazione sanitaria finalizzato a rafforzare la capacità di curare in Libia i bambini affetti da patologie cardiache. L’episodio avviene nel pieno di una nuova crisi elettrica, con interruzioni prolungate registrate durante l’estate in diverse aree della Libia. I blackout hanno aumentato la domanda di gasolio per i generatori privati, provocando carenze e un aumento dei prezzi sul mercato nero. Non è la prima volta che le interruzioni dell’elettricità colpiscono direttamente le sale operatorie libiche. Nell’agosto del 2021, all’ospedale Belkhather di Tobruk, un’équipe medica fu costretta a utilizzare le torce dei telefoni cellulari durante un intervento per la rimozione di un fibroma, prima di riuscire ad attivare un generatore. Nello stesso periodo, la Società generale dell’elettricità della Libia (Gecol) aveva ricondotto cinque decessi nella Libia orientale alle conseguenze dei blackout, tra esplosioni di generatori, incendi e folgorazioni.
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