Libia: oltre un miliardo non torna nei conti del petrolio, scontro tra Noc e Banca centrale

16 Ottobre 2026 - 16:40
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La Libia vende petrolio per quasi un miliardo e mezzo di dollari, ma nelle casse della Banca centrale ne arrivano soltanto 361 milioni. Dove finisce il resto del denaro? È la domanda al centro di un’analisi pubblicata dal quotidiano libico “Al Wasat”, che cerca di spiegare la differenza di oltre un miliardo di dollari emersa nei giorni scorsi tra i conti della Compagnia petrolifera nazionale (Noc) e quelli della Banca centrale. La vicenda riguarda le entrate petrolifere registrate tra il primo e il 14 ottobre: la Noc sostiene di aver trasferito 1,448 miliardi di dollari sul conto sovrano dello Stato, mentre la Banca centrale dichiara di averne ricevuti soltanto 361 milioni. Una differenza di circa 1,09 miliardi di dollari che, secondo il quotidiano, potrebbe essere spiegata almeno in parte dal sistema utilizzato per pagare le importazioni di carburante.

Per comprendere il problema bisogna considerare una particolarità dell’economia libica: il Paese esporta grandi quantità di petrolio greggio, ma deve importare dall’estero buona parte della benzina e del gasolio che consuma, perché le sue raffinerie non riescono a soddisfare il fabbisogno nazionale. La Libia, cioè, vende petrolio e utilizza una parte dei dollari incassati per acquistare carburanti già raffinati. Secondo la ricostruzione di “Al Wasat”, una decisione adottata dal governo nel 2026 consente di pagare queste importazioni direttamente con una parte degli incassi petroliferi. Il denaro viene trasferito alla Libyan Foreign Bank, la banca libica per l’estero, che trattiene le somme necessarie a pagare i fornitori di carburante. Soltanto quello che rimane viene successivamente versato nei conti della Banca centrale. Questo significa che i soldi incassati dalla vendita del petrolio e quelli effettivamente ricevuti dalla Banca centrale possono essere molto diversi, senza che la differenza sia necessariamente scomparsa.

È proprio su questo punto che si concentra la controversia. La Noc sostiene che la Banca centrale, comunicando soltanto i 361 milioni di dollari ricevuti, abbia fornito un quadro incompleto delle entrate petrolifere. La Banca centrale replica che i propri dati sono corretti e corrispondono alle somme effettivamente accreditate sui suoi conti. Resta però da chiarire quanto del miliardo di differenza sia stato realmente utilizzato per acquistare carburante, quanto sia eventualmente ancora depositato presso la Libyan Foreign Bank e se tutte le operazioni siano state registrate correttamente. L’economista Idris al Sharif, interpellato da “Al Wasat”, ritiene necessario ricostruire l’intero percorso del denaro, dalla vendita del petrolio fino alla sua destinazione finale. Secondo l’esperto, tanto la compagnia petrolifera quanto la Banca centrale devono rendere conto della gestione delle risorse pubbliche. La Noc ha chiesto l’apertura di un’indagine indipendente, mentre la Banca centrale si è dichiarata disponibile a qualsiasi verifica. La questione, osserva il quotidiano libico, va oltre la semplice differenza tra due bilanci. Riguarda il modo in cui vengono utilizzati i proventi del petrolio, principale fonte di ricchezza del Paese, e la possibilità di controllare le spese sostenute prima che il denaro arrivi nelle casse dello Stato.

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