Scacchetti (Spi Cgil) a “Nova”: Serve rivalutazione delle pensioni e aumentare la spesa sanitaria
Più risorse per il Servizio sanitario nazionale, rivalutazione delle pensioni e interventi per il caro vita e la non autosufficienza. Sono queste le principali richieste del Sindacato pensionati italiani (Spi) della Cgil, come evidenziato dalla segretaria generale Tania Scacchetti in un’intervista ad “Agenzia Nova”. “Abbiamo il dovere di salvaguardare il Servizio sanitario nazionale, uno dei più riconosciuti al mondo per capacità di cura e presa in carico”, afferma Scacchetti, chiedendo un cambio di rotta nelle politiche sanitarie e maggiori investimenti per garantire il diritto alla salute. “È un tema che riguarda le fasce medio-basse della popolazione, soprattutto quelle che in questo periodo, a causa dei rincari e dell’inflazione, hanno molti più problemi con il potere d’acquisto, ma è un problema di tutti”. La segretaria denuncia una tendenza al definanziamento del Servizio sanitario nazionale nel periodo successivo alla pandemia e contesta le risorse aggiuntive annunciate dall’esecutivo: “Il governo fa molta propaganda perché ha sempre dichiarato i roboanti numeri – più 3 miliardi, più 2 miliardi – ma in realtà, con l’aumento dei costi dovuti all’inflazione, quelle cifre non hanno mai coperto l’incidenza sul Pil dei costi sanitari”.
Da qui la richiesta di incrementare la spesa sanitaria. “Oggi siamo intorno al 6,1-6,2 per cento del Pil e abbiamo bisogno di pensare di arrivare, come la maggior parte dei Paesi europei, intorno al 7-7,5 per cento”. Un altro nodo fondamentale è quello del personale sanitario. “Il secondo punto su cui c’è da fare un grande investimento riguarda il personale. Abbiamo una carenza straordinaria di medici di medicina generale, ad esempio in tantissime aree interne”, spiega la segretaria generale Spi Cgil, sottolineando le conseguenze soprattutto per “la popolazione più fragile, più isolata”. Per affrontare l’emergenza, la richiesta è quella di “un grande piano di assunzioni nella pubblica amministrazione”, insieme al superamento dei blocchi al reclutamento che si sono ripetuti negli anni e al rafforzamento delle retribuzioni. “Da poche settimane sono aumentati i costi delle visite mediche specialistiche, mentre le fasce di esenzione per la popolazione che noi rappresentiamo sono rimaste quelle del 1993″, osserva. “Con una spesa pubblica orientata al riarmo”, gli interventi per la salute e l’assistenza rischiano di essere ulteriormente penalizzati.
“Negli ultimi 15-20 anni, i pensionati hanno sostanzialmente fatto da bancomat al Paese” e hanno perso “quasi 100 miliardi di rivalutazione”, afferma Scacchetti, denunciando la perdita di potere d’acquisto degli assegni previdenziali e chiedendo la piena rivalutazione delle pensioni per tutelare i redditi dall’inflazione. “Il meccanismo della rivalutazione è stato cambiato 15 volte. Con l’arrivo del governo Meloni, abbiamo avuto uno dei meccanismi più penalizzanti per le pensioni superiori a quattro volte il trattamento minimo. Quello è diventato un sistema in cui il governo fa cassa per trovare risorse per altri capitoli. Questo non è più accettabile”. La segretaria generale Spi Cgil chiede inoltre “l’incremento della quattordicesima mensilità, che sarebbe uno strumento fortissimo per le donne”, indicando le priorità per contrastare il caro vita e tutelare le persone anziane più fragili. “La povertà delle persone anziane è molto concentrata sulle donne, che spesso vivono più a lungo, ma vivono anche da sole e hanno avuto carriere lavorative più instabili”. Un’emergenza riguarda le bollette energetiche. “Molte persone e molti anziani rinunciano ad accendere il riscaldamento o a mangiare cibi di qualità. Questo pregiudica anche la loro salute”, avverte la segretaria, richiamando l’attenzione sulla fine delle tutele per gli over 75 nel mercato energetico prevista a marzo.
Senza nuovi interventi, oltre due milioni di persone rischierebbero di restare senza adeguate garanzie sulla spesa energetica. Altro capitolo centrale è quello della non autosufficienza. “Il nostro Paese arriva straordinariamente in ritardo a leggere la trasformazione demografica e gli effetti sull’aumento delle fragilità e delle cronicità”, osserva Scacchetti, ricordando che la legge sulla non autosufficienza ha delineato un sistema fondato sull’assistenza domiciliare, sui servizi territoriali e su una residenzialità dignitosa. “Quel sistema non riusciamo a metterlo a terra per assenza di risorse e di visione politica”, denuncia. Per rendere efficace il sistema, secondo le stime richiamate dal sindacato, servirebbero quasi sei miliardi di euro all’anno nei prossimi anni. Scacchetti richiama anche il ruolo dei caregiver: “Ci sono quasi 10-12 milioni di persone, per lo più donne, che sostengono la non autosufficienza nel nostro Paese, che resta un fatto privato”. Infine, il 17 ottobre, con la manifestazione nazionale “La Via Maestra”, “saremo in piazza per la solidarietà, per il protagonismo del lavoro e per i suoi diritti”, dichiara la segretaria generale Spi Cgil, presentando le ragioni della mobilitazione del 17 ottobre, indicando nella difesa dei diritti sociali e della Costituzione il cuore della manifestazione.
“Pensionati e pensionate vengono da una storia collettiva importante: sono la generazione che ha conquistato i diritti negli anni Sessanta e Settanta, con grandi sacrifici personali e grandi lotte”, afferma Scacchetti, ricordando il contributo di chi ha portato i principi costituzionali nei luoghi di lavoro e nelle battaglie per i diritti di cittadinanza. Al centro della mobilitazione, spiega, c’è il modello di società che si vuole costruire. “Non il riarmo di un’economia, ma un’economia di diritti”, specifica, indicando come priorità il lavoro dignitoso e ben retribuito, una sanità pubblica e universale e un’istruzione accessibile a tutti, capace di promuovere formazione e spirito critico. La manifestazione porrà inoltre l’accento sulla necessità di un fisco più giusto, equo e progressivo. “A parità di reddito, i pensionati e le pensionate sono quelli che pagano più tasse di tutti, più dei lavoratori dipendenti e più dei lavoratori autonomi”, sostiene la segretaria Spi Cgil, chiedendo di ridisegnare il patto sociale. Nel mirino della manifestazione anche le politiche del governo in materia di sicurezza, immigrazione e gestione del dissenso, oltre alle modifiche istituzionali che, secondo il sindacato, rischiano di alterare gli equilibri definiti dalla Costituzione. La segretaria richiama infine la necessità di un patto tra generazioni. “Possiamo affrontare le grandi trasformazioni del mondo con un progetto sociale, democratico, egualitario e inclusivo più forte”, conclude.
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