Come è cambiata la NIAF, in 51 anni
Robert Allegrini, presidente e amministratore delegato della National Italian American Foundation, è la persona che abbiamo scelto per la copertina del nuovo numero speciale de ilNewyorkese. La Pocket Edition, nuovo formato lanciato per l’occasione, è dedicata al 51° anniversario della NIAF, che sarà celebrato sabato 17 ottobre al Washington Hilton. L’intervista ad Allegrini apre un percorso attraverso la storia della fondazione, i programmi per i giovani e i rapporti tra Italia e Stati Uniti: attività che aiutano a capire come si mantiene un legame con il paese d’origine quando dall’emigrazione sono passate diverse generazioni. Nelle pagine dello speciale trovano spazio il gala di Washington, la Lombardia come regione d’onore del 2026 e le iniziative che permettono a studenti e professionisti americani di conoscere l’Italia.
La NIAF nacque per dare agli italoamericani un’organizzazione nazionale capace di raccoglierne le esigenze e rappresentarle nella capitale federale. Il 26 aprile 1975 diciannove persone si riunirono sotto la guida di monsignor Geno Baroni, sacerdote e attivista sociale, per porre le basi del progetto. Tra i temi da affrontare c’erano l’istruzione, la partecipazione politica, le opportunità economiche e la rappresentazione della comunità nei mezzi di comunicazione.
Il primo ufficio aprì a Washington nell’aprile del 1976, con l’imprenditore Jeno Paulucci alla guida del consiglio direttivo. Nel settembre dello stesso anno la fondazione organizzò una cena dedicata ai ventinove parlamentari di origine italiana allora presenti al Congresso. Il nome National Italian American Foundation venne adottato nel 1978.
Allegrini ci ha raccontato come quel compito si sia ampliato. Alla difesa degli italoamericani dalle caricature e dagli stereotipi si sono affiancate occasioni di confronto sull’economia, sulla politica e sulla cultura dell’Italia contemporanea. La fondazione, spiega, ha assunto anche una funzione di elaborazione e discussione sui rapporti tra i due paesi.

La formazione fa parte di questo lavoro da decenni. Le prime borse di studio risalgono al 1981; nel 1985 nacque una divisione dedicata ai giovani e l’anno successivo fu avviato un programma di scambio con l’Italia. La rappresentanza istituzionale e le attività educative sono quindi cresciute insieme.
Oggi uno dei programmi più importanti è il Voyage of Discovery, che finanzia viaggi in Italia per universitari tra i 18 e i 23 anni, dando preferenza a chi non l’ha mai visitata. Per il 2026 erano previste due sessioni da ventiquattro studenti, con tappe a Roma e in Lombardia, un’escursione a Genova e una giornata di servizio alla comunità. Il programma copre il viaggio internazionale, l’alloggio, gli spostamenti e le attività previste, oltre ai pasti.
Per chi conosce l’Italia soprattutto attraverso i racconti dei familiari, un’esperienza del genere permette di confrontare quell’immagine con il paese attuale. È un punto su cui Allegrini insiste particolarmente: mantenere un rapporto con le proprie origini richiede anche occasioni per conoscere persone, istituzioni e imprese che non appartengono alla storia dell’emigrazione.
Poi c’è Il DiLella Fellows Program, che si rivolge invece a professionisti tra i 25 e i 40 anni interessati alla cultura italiana. Prevede visite aziendali, incontri con esperti e rappresentanti delle istituzioni e la partecipazione al programma di The European House–Ambrosetti a Cernobbio. La conoscenza dell’Italia passa qui dal suo sistema politico ed economico e può diventare il punto di partenza per una collaborazione professionale.
A questo rapporto è dedicato anche l’approfondimento dello speciale sulla Lombardia, scelta dalla NIAF come regione d’onore del 2026. La designazione, legata anche all’anno dei Giochi invernali di Milano Cortina, ha accompagnato le iniziative della fondazione negli Stati Uniti. Allegrini sottolinea la volontà di far conoscere il peso industriale della regione, oltre alla reputazione internazionale di Milano nella moda: presentare l’Italia a un pubblico americano significa anche spiegare che cosa produce e come lavora.
Sabato 17 ottobre la NIAF celebrerà il suo anniversario al Washington Hilton, nella capitale federale. Il gala premierà quattro persone attive in settori diversi: il comico e attore Sebastian Maniscalco, il presidente e amministratore delegato di Marriott International Anthony Capuano, Pamela Wright, già presidente generale delle Daughters of the American Revolution, e l’amministratore delegato di Fincantieri Pierroberto Folgiero. Parte del ricavato contribuirà a finanziare i programmi educativi e culturali della fondazione.
Pochi giorni prima dell’anniversario, il 12 ottobre, Allegrini ha firmato con il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara un protocollo triennale per promuovere nelle scuole italiane la conoscenza dell’emigrazione nelle Americhe. L’intesa prevede approfondimenti didattici, incontri e altre attività educative, seguiti da un comitato paritetico. È un altro dei temi affrontati nello speciale: accanto al lavoro per far conoscere l’Italia ai discendenti degli emigrati, c’è quello per raccontare agli studenti italiani che cosa accadde a chi lasciò il paese e costruì la propria vita negli Stati Uniti.
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