L’intelligenza artificiale entra nell’ortofrutta

L’intelligenza artificiale ha già imparato a prevedere rotture di stock, leggere i flussi in corsia, ottimizzare i prezzi e perfino eliminare il passaggio in cassa. Ora prova a fare qualcosa di diverso: parlare con chi compra una zucchina, una pesca o un cavolfiore.
Succede in Italia, dove Spettacoli alla Frutta ha lanciato ALDO, acronimo di Artificial Ludic Digital Operator, un assistente virtuale progettato per il reparto ortofrutta. Il progetto coinvolge sei insegne della grande distribuzione – Coop, Carrefour, Conad Pac 2000A, Alì, Sole365 e SiconTe-CediMarche – con una fase sperimentale che accompagnerà tutto il 2026.
ALDO si presenta come un sistema di conversational signage: un totem interattivo che dialoga con il consumatore, fornisce informazioni su stagionalità, conservazione, caratteristiche dei prodotti, suggerimenti di utilizzo, ricette, curiosità, raccoglie dati anonimi sulle interazioni e li traduce in insight di reparto. Non è un progetto costruito attorno a un marchio, ma alla categoria ortofrutticola nel suo insieme e funziona anche da remoto: giocarci vi permetterà di scoprire informazioni, ricette e curiosità, ma anche consigli antispreco per non buttare i vegetali o le loro parti meno nobili.
Nel resto del mondo si stanno facendo esperimenti simili ma con obiettivi diversi. Le catene di supermercati e i negozi di alimentari stanno introducendo sistemi automatizzati di scansione degli scaffali, carrelli della spesa intelligenti, sistemi di pagamento automatizzati e altre tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. I negozi di alimentari stanno testando app per dispositivi mobili in grado di personalizzare le liste della spesa in base alle preferenze alimentari o a ciò che un cliente desidera cucinare durante la settimana, nonché software che consentono ai responsabili dei punti vendita di monitorare le vendite dei prodotti in base alla loro posizione sugli scaffali. I sistemi di visione artificiale tengono traccia delle scorte sugli scaffali e altri sistemi di intelligenza artificiale permettono ai consumatori di pagare automaticamente, senza dover fare la fila alla cassa, monitorando il contenuto dei loro carrelli. I software basati sull’intelligenza artificiale aiutano inoltre i negozi di alimentari a sperimentare variazioni di prezzo per massimizzare i profitti e a valutare gli effetti di tali variazioni sui prodotti acquistati frequentemente insieme, ad esempio se un prezzo più basso per le patatine di mais aumenterebbe le vendite di salsa di accompagnamento.
Ma ci sono anche esempi concreti di nuove modalità di acquisto: in Portogallo la startup Sensei ha sviluppato supermercati autonomi dove computer vision e sensoristica leggono in tempo reale ciò che il cliente prende dagli scaffali, eliminando il passaggio in cassa. Il caso più noto in Italia è quello del punto vendita DAO di Verona, realizzato con Conad.
Negli Stati Uniti, invece, il filone più avanzato è quello dei carrelli intelligenti. Instacart, attraverso la tecnologia Caper, ha introdotto smart cart capaci di riconoscere automaticamente i prodotti inseriti, aggiornare il totale della spesa in tempo reale e consentire il pagamento direttamente dal carrello. Sempre negli Usa, nel 2025, Google Cloud e Albertsons hanno annunciato un agente di conversational commerce pensato per accompagnare il cliente tra liste della spesa, suggerimenti di ricette e raccomandazioni personalizzate. Anche Oracle dedica oggi una sezione specifica all’uso dell’IA nel grocery retail, tra heat map dei percorsi, analisi dei tempi di permanenza e ottimizzazione dei percorsi.
Eppure ALDO sembra collocarsi in uno spazio ancora poco presidiato, più culturale e meno di servizio, intervenendo in una delle categorie più complesse da valorizzare: quella dei prodotti freschi. Frutta e verdura continuano a rappresentare un paradosso della distribuzione contemporanea. Sono tra i prodotti più acquistati, ma anche tra quelli meno raccontati. Il consumatore sceglie spesso per abitudine, per familiarità, per prezzo, raramente per scoperta. Ed è qui che questo assistente virtuale potrebbe fare la differenza, con un apporto di contenuto e di informazione, che permetteranno al consumatore di fare una scelta più consapevole. Il supermercato potrebbe davvero tornare a essere il luogo dove imparare, prima che dove acquistare: così come succedeva dal fruttivendolo in grado di consigliare ma anche raccontare l’origine della frutta e della verdura, come trattarle una volta arrivati a casa e come cucinarle al meglio.
Nei primi sessanta giorni il progetto metterà a confronto tre modalità di ingaggio: chatbot attivato via QR code, interazione proattiva direttamente dal totem, chatbot integrato nel dispositivo. Ogni installazione sarà affiancata da un punto vendita “gemello” senza tecnologia, così da misurare l’impatto reale sui principali indicatori economici del reparto. I promotori presenteranno i risultati il 12 gennaio 2027 durante il Fuorisalone dell’Ortofrutta, evento promosso da Spettacoli alla Frutta alla vigilia di Marca by BolognaFiere. A quel punto sapremo se avrà senso che l’intelligenza artificiale entri ortofrutta e se, davanti a una melanzana, qualcuno avrà davvero avuto voglia di farle una domanda.
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