Lucia Vasini e Paolo Hendel debuttano al Franco Parenti in una commedia sulla grande età

Arriva in prima nazionale al Teatro Franco Parenti di Milano Terzo Tempo, lo spettacolo liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Lidia Ravera (Bompiani). Dal 20 maggio al 7 giugno 2026, la Sala Grande ospiterà un’opera che affronta i temi della vecchiaia con uno sguardo inedito: né pietistico né consolatorio, ma attraversato da ironia, tenerezza e una buona dose di imprevedibilità.
La drammaturgia porta la firma della stessa Ravera insieme a Emanuela Giordano, che cura anche regia e il disegno delle luci. Sul palco, un quartetto di interpreti guidato da Lucia Vasini e Paolo Hendel — due volti amatissimi della scena italiana, qui impegnati in un registro lontano dalla commedia pura che li ha resi celebri.
Lo spettacolo mette in scena la storia di Domenico e Costanza, marito e moglie “separati di fatto ma non troppo”. Oltre i sessant’anni, affrontano l’invecchiamento con temperamenti opposti: lui pigro e accomodante, lei impulsiva e visionaria. Quando Costanza eredita dal padre partigiano un convento abbandonato in un borgo medievale, decide di trasformarlo nel suo personale “terzo tempo”: una grande casa comune per vecchi e nuovi amici. A complicare il quadro intervengono il figlio Matteo — scrittore in crisi, paradossalmente più conservatore dei genitori — e la giovane Dolores, in cerca di un rifugio sicuro per crescere il piccolo Pepito.
Per Lucia Vasini, protagonista di una lunga carriera al fianco di maestri come Dario Fo e Paolo Rossi, e per Paolo Hendel, celebre per il suo talento surreale a teatro, in televisione e al cinema, Terzo Tempo rappresenta una vera sfida. «Di Costanza mi ha colpito la vivacità intellettuale, il suo modo di essere nella vita: una lottatrice. Mi colpisce l’ironia, le idee che ha per il futuro, ma anche la caparbietà nel riunire tutti i suoi amici del tempo: la comune, gli ideali. Un po’ quello che abbiamo vissuto noi negli anni ‘70, è qualcosa che appartiene alla nostra generazione», racconta Vasini a Linkiesta Etc. Spiega come nello spettacolo sia raccontata l’accettazione della vecchiaia, vissuta però non da vecchi: non in una RSA, ma in una comunità, una comune moderna di persone che hanno già condiviso del tempo insieme». Lucia Vasini e Paolo Hendel si misurano con un registro ricco di sfumature, dove la risata convive con la profondità drammatica. Accanto a loro, Viola Lucio e Marco Mavaracchio completano un cast che la regista definisce “un quartetto inedito, tenero, spiritoso e umanissimo”. C’è Domenico, l’ex marito con cui Lucia ha un rapporto conflittuale: lo vede sul pianerottolo, e si ritrova con lui ogni martedì, a cena. «Il loro è un rapporto non risolto, specchio di una generazione che non si accontenta di una routine, ma che ha bisogno di novità continue, anche all’interno della coppia», spiega Vasini. C’è poi il personaggio del figlio, che arriva dall’America a fa lo scrittore, che confligge con la madre. E infine una ragazza, insegnante di spagnolo, ospite di Costanza perché orfana.
Emanuela Giordano racconta così la sua visione dello spettacolo: «Nei romanzi di Lidia Ravera la provocazione è una corrente leggera che si accompagna ad un raro senso dell’umorismo. Ridere e sorridere non banalizza, anzi, aiuta a capire. Ho voluto esaltare il carattere ironico presente nel romanzo a cui è liberamente ispirata questa commedia. Terzo tempo è disseminato di battute che scoppiano a sorpresa in una trama per nulla scontata, dove saltano tutti i modelli, le sicurezze, le consuetudini».
E ancora: «Non inciampiamo nell’ovvio di una coppia borghese in crisi, parliamo di aspettative di vita, delle ricchezze materiali e immateriali che ciascuno di noi può mettere a disposizione per migliorare la propria e l’altrui esistenza».
La scena, firmata da Stefano Zullo, evoca l’austero refettorio di un piccolo monastero — immaginato nel cuore di Civita di Bagnoregio — mentre le musiche originali di Tommaso di Giulio e Leonardo Ceccarelli portano in scena le atmosfere del gypsy jazz.
Terzo Tempo è una produzione del Teatro Franco Parenti in coproduzione con Agidi, nell’ambito della rassegna La Grande Età, insieme, con il contributo della Fondazione Ravasi Garzanti e il sostegno della Fondazione Monte di Lombardia. I costumi sono realizzati dalla sartoria del teatro, diretta da Simona Dondoni.
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