Live-VENEZUELA DEVASTATO DA DUE TERREMOTI: CROLLI A CARACAS E SOCCORSI TRA LE MACERIE
Due violentissime scosse di magnitudo 7.1 e 7.5 hanno colpito il centro-nord del Paese a pochi secondi di distanza. Edifici distrutti nella capitale, popolazione in strada e comunicazioni interrotte. Il bilancio delle vittime resta ancora incerto
Due terremoti di eccezionale potenza hanno colpito il Venezuela nella serata del 24 giugno provocando il crollo di edifici, danni estesi e scene di panico nella capitale Caracas e in numerosi Stati del Paese.
La prima scossa, di magnitudo 7.1, è stata registrata lungo la costa centro-settentrionale vicino alla città di Morón nello Stato di Carabobo, circa 168 chilometri a ovest di Caracas.
Secondo il Servizio geologico degli Stati Uniti l’ipocentro si trovava a una profondità di circa 13 chilometri, un livello particolarmente superficiale che ha amplificato la violenza del movimento al suolo.
A circa un minuto di distanza è arrivata una seconda scossa ancora più potente, di magnitudo 7.5, localizzata una quindicina di chilometri a sud-ovest di Morón e a circa 10 chilometri di profondità.
La successione quasi immediata dei due terremoti ha sottoposto edifici e infrastrutture a una pressione enorme, aggravando i danni provocati dal primo sisma e lasciando pochissimo tempo alla popolazione per mettersi in salvo.
Crolli nella capitale
A Caracas diverse strutture sono crollate o hanno subito gravi danni.
Le situazioni più preoccupanti sono state segnalate nei quartieri di Altamira e Los Palos Grandes, zone densamente abitate e normalmente frequentate per la presenza di ristoranti, negozi e attività commerciali.
Le immagini diffuse nelle ore successive mostrano pareti completamente crollate, appartamenti aperti verso la strada, mobili visibili dall’esterno e grandi colonne di polvere sollevarsi tra gli edifici.
Numerosi residenti sono fuggiti dalle proprie abitazioni mentre i palazzi oscillavano e sono rimasti nelle strade anche dopo il tramonto, temendo nuove scosse e ulteriori cedimenti.
Squadre di soccorso e vigili del fuoco hanno iniziato a scavare tra le macerie mentre ambulanze e mezzi di emergenza cercavano di raggiungere le aree più colpite.
Il bilancio ufficiale delle vittime non è stato ancora definito.
Nelle prime ore sono circolate notizie su morti e feriti, ma le autorità non hanno ancora confermato un numero preciso. La priorità resta individuare eventuali persone intrappolate sotto gli edifici crollati.

Cabello: «Restate all’esterno»
Il ministro dell’Interno Diosdado Cabello ha confermato che case ed edifici sono crollati nella capitale e che il terremoto è stato avvertito in diversi Stati venezuelani.
Cabello ha parlato di situazioni particolarmente allarmanti nella zona di Altamira e ha invitato la popolazione a non rientrare negli immobili fino al completamento delle verifiche strutturali.
Il ministro ha chiesto agli automobilisti di lasciare libere le strade per consentire il passaggio delle ambulanze e dei veicoli di emergenza.
Ha inoltre esortato i cittadini a controllare le condizioni di bambini, anziani e persone fragili, mantenendo la calma e seguendo le indicazioni delle autorità.
«Comprendiamo che alcune persone possano essere disperate, ma stiamo agendo secondo i protocolli per attivare gli aiuti e i soccorsi», ha dichiarato alla televisione di Stato.
Terremoto avvertito in diversi Stati
Le scosse sono state percepite in gran parte del Venezuela e anche in alcune aree della vicina Colombia.
Danni sono stati segnalati anche nello Stato di Carabobo e nella città di Valencia, dove molti residenti hanno evacuato edifici residenziali e uffici.
Testimonianze parlano di vetri infranti, crepe nei muri, oggetti caduti dagli scaffali e interruzioni temporanee dell’elettricità, di internet e delle comunicazioni telefoniche.
Il terremoto è avvenuto durante una giornata festiva nazionale, dedicata alla commemorazione della battaglia di Carabobo del 1821.
Molte persone si trovavano quindi nelle proprie abitazioni quando la terra ha iniziato a tremare. Numerosi cittadini stavano seguendo in televisione la partita dei Mondiali tra Brasile e Scozia.
La violenza delle scosse ha riportato alla memoria il terremoto che colpì Caracas nel 1967 causando centinaia di morti e distruggendo interi edifici della capitale.

La seconda scossa aggrava l’emergenza
La seconda scossa di magnitudo 7.5 ha colpito strutture già indebolite dal primo terremoto.
In alcuni quartieri gli edifici hanno continuato a perdere parti delle facciate, mentre le autorità hanno esteso i controlli alle abitazioni, agli ospedali, agli aeroporti, alle strade e alle reti elettriche.
La profondità ridotta dei due eventi ha aumentato il potenziale distruttivo, rendendo il movimento particolarmente intenso nelle zone vicine all’epicentro.
Gli esperti avvertono inoltre che nelle ore e nei giorni successivi potrebbero verificarsi numerose scosse di assestamento, alcune delle quali abbastanza forti da provocare nuovi danni.
Per questo motivo la popolazione è stata invitata a mantenersi lontana da edifici lesionati, muri, balconi, cornicioni e linee elettriche danneggiate.
L’allerta tsunami
Subito dopo le scosse, il sistema statunitense di allerta tsunami aveva segnalato la possibilità di onde anomale lungo le coste venezuelane e in alcune aree del Mar dei Caraibi.
L’avviso aveva interessato inizialmente Porto Rico, le Isole Vergini americane e britanniche, la Repubblica Dominicana e le isole di Aruba, Curaçao e Bonaire.
Le autorità locali avevano invitato le persone residenti nelle zone costiere e nei territori più bassi a spostarsi verso l’entroterra o raggiungere aree sopraelevate.
Dopo ulteriori valutazioni il centro di allerta ha però revocato l’avviso, escludendo una minaccia significativa di tsunami per la regione.
La cancellazione dell’allerta ha ridotto uno dei principali rischi immediati, ma non ha modificato la gravità dell’emergenza provocata dai terremoti.
Soccorsi ostacolati dalle comunicazioni
Le operazioni di soccorso sono rese più difficili dai danni alle reti telefoniche, dai blackout e dalle strade bloccate da detriti e materiali caduti dagli edifici.
In alcune zone della capitale le ambulanze hanno avuto difficoltà a raggiungere i quartieri colpiti a causa della presenza di persone e veicoli nelle strade.
Le autorità stanno cercando di stabilire quanti edifici siano crollati completamente, quanti siano ancora abitabili e quante persone risultino disperse.
La valutazione richiederà tempo, soprattutto nelle località più vicine all’epicentro e nelle aree rurali dove le comunicazioni sono più limitate.
Ospedali e strutture sanitarie sono stati messi in stato di massima allerta per ricevere i feriti e garantire assistenza alle persone rimaste senza casa.

Un Paese vulnerabile
Il Venezuela si trova in una regione attraversata da importanti sistemi di faglie legati all’interazione tra la placca caraibica e quella sudamericana.
Il Paese ha già conosciuto in passato terremoti distruttivi, ma la sequenza del 24 giugno figura tra gli eventi più potenti registrati nella sua storia recente.
La fragilità di numerosi edifici, la densità abitativa di Caracas e le difficoltà economiche che da anni colpiscono il Paese rischiano di aggravare le conseguenze del disastro.
Molte strutture potrebbero non essere state costruite o mantenute secondo criteri antisismici adeguati.
Le prossime ore saranno decisive per individuare i dispersi e stabilire la reale dimensione della tragedia.
Il bilancio potrebbe cambiare rapidamente con l’arrivo delle informazioni dalle zone maggiormente colpite.
Per ora il Venezuela resta con il fiato sospeso, mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie e migliaia di persone trascorrono la notte lontano dalle proprie abitazioni.
aggiornamento
FLASH UPDATE – REVOCATA L’ALLERTA TSUNAMI NEI CARAIBI
Il sistema statunitense di allerta tsunami ha revocato l’avviso emesso dopo il forte terremoto in Venezuela.
L’allerta aveva inizialmente interessato Porto Rico, le Isole Vergini americane e britanniche, con possibili onde anomale anche ad Aruba, Curaçao e Bonaire.
Secondo l’ultimo aggiornamento, non esiste più una minaccia tsunami collegata al sisma.
Le autorità invitano comunque la popolazione a mantenere la normale prudenza nelle aree costiere. Nelle prossime ore potrebbero verificarsi lievi variazioni del livello del mare, fino a circa 30 centimetri sopra o sotto la normale marea.
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