AL AMICO, IL CANTANTE E TASTIERISTA DI BROOKLYN CON LA SICILIA NEL CUORE
Figlio di italiani, ha lavorato come tecnico informatico alla Memorex, alla Goldman Sachs e alla JP Morgan Chase. Nipote del noto cantante italoamericano Gianni Farina, è un apprezzato tastierista e cantante, già componente dei gruppi “Tre + Tre” e “Illusione”
di Ketty Millecro
Per chi ha origini italiane, incontrare a New York un americano che porta l’Italia nel cuore e che riesce a farci sentire avvolti dall’abbraccio della madrepatria, pur trovandoci nella sua seconda patria, rappresenta una delle sensazioni più straordinarie per un giornalista.
Siamo in collegamento con Al Amico da Brooklyn. Ci accoglie a braccia aperte, con la gioia di chi ritrova amici di vecchia data.
Lo intervistiamo attraverso Zoom, dopo avere ottenuto il consenso alla registrazione e alla pubblicazione sui media. È fiero del suo nome, Alfonso, lo stesso del nonno, poi americanizzato in Al. Quando gli chiediamo di raccontarci la storia della sua vita, sorride con la tenerezza e la sincerità di un bambino.
La sua storia coincide inevitabilmente con quella della famiglia e con le sue profonde origini siciliane.
La mamma, Concetta Amico Sanfilippo, era nata a Campobello di Licata, in provincia di Agrigento. Il papà Rosario Amico, figlio di Alfonso, era invece originario di Villalba, in provincia di Caltanissetta.
Negli anni Cinquanta, a causa delle difficoltà economiche, la famiglia partì per gli Stati Uniti. La madre arrivò a Brooklyn, mentre il padre dovette inizialmente trasferirsi a Montreal, in Canada, dove rimase per circa otto o dieci anni. Successivamente, grazie a una nuova legge americana, riuscì a raggiungere Brooklyn.
È proprio lì che nacquero i figli. Prima Rosalia, più grande di dieci mesi, poi Al, nato nel 1965, e infine Giuseppe, purtroppo scomparso a causa di un incidente.
Al ricorda con affetto il periodo della sua infanzia a Brooklyn, trascorso insieme ai cugini, agli zii e ai nonni paterni. Questi ultimi parlavano il siciliano e gli insegnarono il dialetto, una scelta molto apprezzata dai genitori, per i quali era importante che i bambini potessero comunicare con i nonni.
Al frequentò le scuole cattoliche e le scuole medie, ma inizialmente non si sentiva pronto a proseguire gli studi superiori. Suo padre desiderava che completasse la formazione per costruirsi un futuro migliore. Per fargli comprendere il valore dello studio e la fatica del lavoro manuale, lo portò con sé nei cantieri.
Rosario era a capo di tre imprese di costruzioni e affidò al figlio alcuni dei lavori più pesanti. Voleva che comprendesse quanto sudore e sacrificio fossero necessari per svolgere quel mestiere.
Al promise quindi al padre che avrebbe ripreso seriamente gli studi. Frequentò la High School e successivamente il DeVry Technical Institute, specializzandosi nel settore tecnico e informatico.
Iniziò a lavorare come tecnico di computer nell’azienda Memorex. In seguito entrò alla Goldman Sachs, uno dei più importanti gruppi bancari internazionali, dove rimase per 29 anni, arrivando a ricoprire un incarico dirigenziale. Successivamente lavorò per circa otto anni e mezzo alla JP Morgan Chase, occupandosi di operazioni in qualità di agente.
Il lavoro gli ha regalato numerose soddisfazioni, ma ciò che fin da bambino lo distingueva dagli altri era la sua innata passione per la musica, una passione probabilmente ereditata dal padre e dalla famiglia.
Lo zio, fratello della nonna paterna, era infatti il celebre cantante Gianni Farina. Grazie alla sua voce potente, era stato soprannominato “il Claudio Villa d’America” e si era esibito insieme a famosi artisti italiani, tra i quali lo stesso Claudio Villa e Massimo Ranieri.
Al aveva iniziato da bambino a suonare una fisarmonica più grande di lui. Da autodidatta si era poi perfezionato, sviluppando anche uno straordinario talento come tastierista. Spesso si esibiva ai matrimoni insieme al fratello Giuseppe, che suonava la chitarra.
Con il passare degli anni la passione per la musica diventò sempre più forte. Ereditando la vocazione artistica dello zio, Al cominciò a esibirsi anche come cantante durante feste e matrimoni.
La sua è una voce calda e suadente, tipicamente americana ma caratterizzata da uno stile personale profondamente italiano. Al rappresenta, in un certo senso, l’America che attraverso il canto si trasforma in Italia.
Nel 1990 entrò a far parte di un complesso musicale che sembrava fatto apposta per lui. Nel Queens si unì ai “Tre + Tre”, gruppo composto da tre fratelli e tre cugini che erano alla ricerca di un cantante e tastierista.
Successivamente entrò nel gruppo “Illusione”, con il quale ha collaborato per oltre vent’anni.
Nel frattempo cambiò anche la sua vita sentimentale. In un locale del padre, nel quale venivano organizzati eventi, conobbe la ragazza che sarebbe diventata la compagna della sua vita: Vita, sua futura moglie, anche lei americana di origini siciliane. Il padre di Vita era originario di Camporeale, in provincia di Palermo.
Quella sera nel locale c’era molta confusione e Al non ebbe modo di notarla particolarmente. La giovane aveva partecipato all’evento insieme a una cugina.
Il fratello di Vita doveva sposare una ragazza greca. Al matrimonio sarebbe stata presente musica greca, ma gli invitati desideravano ascoltare anche musica italiana. La famiglia si accordò quindi con Al, stipulando un contratto con il suo gruppo.
“Illusione” suonò al matrimonio insieme a una formazione musicale greca. Da quell’occasione Al e Vita iniziarono a frequentarsi e tra loro nacque l’amore.
Si sposarono nel 1998 e dal loro matrimonio nacquero due figli, Rosario e Giovanni.
Entrambi i ragazzi condividono la passione per il teatro e, oltre a svolgere le rispettive professioni, sono diventati due apprezzati attori.
Proprio attraverso il teatro e i diversi progetti universitari è nata l’amicizia con la cavaliera Josephine Buscaglia Maietta. Da giovane, Josephine era stata scelta durante un provino dal grande regista Francis Ford Coppola, ma preferì rinunciare a quella possibilità per dedicarsi all’insegnamento, continuando comunque a rappresentare un importante punto di riferimento per gli studenti universitari impegnati nelle attività teatrali.
Al la descrive come «una donna amorevole, religiosa, portatrice di unione e altruismo, rispettosa delle tradizioni italiane».
Josephine Buscaglia Maietta è presidente dell’AIAE, produttrice e conduttrice della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano”, in onda da Radio Hofstra University di New York. L’emittente universitaria è stata premiata cinque volte con il Premio Marconi e una volta dall’UNESCO.
Al Amico sarà presto ospite del programma radiofonico internazionale, seguito da ascoltatori in numerose parti del mondo.
Durante l’intervista, Al ringrazia la comunità italoamericana, da sempre solidale e unita, per l’aiuto offerto ai connazionali nei momenti di difficoltà.
Attualmente suona con il gruppo “Due Punto Zero”, insieme al bassista Michele Mucaria e al chitarrista Antonio Iannitelli. La formazione partecipa a eventi dedicati agli italiani, agli italoamericani e a tutti coloro che amano la musica italiana.
Il messaggio di Al ai giovani che desiderano cercare fortuna negli Stati Uniti è quello di non scoraggiarsi. In America, sottolinea, esistono ancora molte opportunità. È però necessario imparare bene la lingua, conoscere e abbracciare la cultura americana, senza mai dimenticare le proprie radici e la cultura italiana.
Dall’Europa all’America, fino all’Australia, Al invita gli italiani residenti all’estero ad aiutarsi reciprocamente e a conservare nel cuore la speranza di un futuro migliore, agendo sempre con correttezza e umiltà.
«Gli italiani sono uomini e donne di buon cuore. La loro intelligenza e le loro capacità emergono in ogni parte del mondo», afferma.
Al termine dell’intervista ci saluta presentandoci anche i progetti della “Italian Heritage and Hope Foundation” e il “Barbara’s Team of Golf and Food Festival”, organizzato in memoria di Barbara Principe: iniziative prestigiose e di grande valore umano e sociale.
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