Lucart nell’1% delle aziende più sostenibili al mondo, il rispetto per l’ambiente aiuta la crescita

La multinazionale della carta dal sangue toscano – Lucart, guidata oggi dalla terza generazione Pasquini – primeggia da un lustro nelle performance di sostenibilità certificate dalla piattaforma terza Ecovadis, ente terzo che prende in esame quattro dimensioni della sostenibilità aziendale (ambiente, pratiche lavorative e diritti umani, etica e acquisti sostenibili), nelle quali Lucart ha ottenuto rispettivamente 96/100, 94/100, 83/100 e 94/100. Con un punteggio complessivo di 93/100, la società si colloca così, per il quinto anno consecutivo, nell’1% delle aziende più sostenibili valutate a livello globale, ottenendo il rating Platinum di EcoVadis.
Il punteggio ottenuto nell’edizione 2026 rappresenta un ulteriore passo avanti rispetto agli 89/100 della precedente valutazione, e particolarmente significativo è il risultato nell’area “Ambiente”; tra gli elementi valorizzati da Lucart figurano anche l’adesione alla Science Based Targets initiative (SBTi) con la definizione di obiettivi climatici su base scientifica, insieme alle azioni su energia ed emissioni, gestione dell’acqua, materiali, rifiuti ed efficienza nell’uso delle risorse.
«Il quinto riconoscimento Platinum consecutivo rappresenta una conferma importante della continuità del percorso che Lucart ha intrapreso – commenta Francesco Pasquini, ad di Lucart – Il miglioramento del punteggio complessivo ci dimostra che il lavoro portato avanti negli anni continua a produrre risultati concreti. Allo stesso tempo, una valutazione come quella di EcoVadis ci permette di misurare con metodo le nostre performance, individuare le aree di ulteriore sviluppo e continuare a lavorare per integrare sempre più la sostenibilità nelle nostre attività e lungo la nostra catena del valore».
Come sottolineato proprio da Pasquini quest’estate, durante la presentazione dell’ultimo Bilancio di sostenibilità, in un contesto dove l’hype sulla sostenibilità ambientale è calato nell’ultimo anno per questioni di opportunità politica, sul mercato stanno emergendo le imprese che davvero hanno fatto dello sviluppo sostenibile un modello di business.
«Per Lucart la sostenibilità non è un capitolo separato dalla crescita, ma il modo in cui costruiamo competitività industriale nel lungo periodo – ha sottolineato nel merito l’ad, Francesco Pasquini – Quella della trasparenza è una scelta che ci ha sempre ispirato, perché è in grado di creare fiducia tra l’azienda, i dipendenti e i partner commerciali, migliora la reputazione aziendale e dunque l’apprezzamento da parte dei clienti, aiuta ad attirare i giovani talenti, permette un processo decisionale informato. Il raffreddarsi della sostenibilità intesa come moda porterà a ridurre il green washing, una forma di concorrenza sleale verso industrie come la nostra che la praticano davvero. Crediamo adesso sia ancora più il momento di puntare sulla sostenibilità e comunicarla al meglio, con evidenze basate sui dati, perché è da ora che s’inizia a fare sul serio».
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)