Mafia, FdI replica al fango di Conte. “Nessuna lezione da chi svuotò le carceri con la scusa del Covid”

“Il 19 luglio è una data che ha segnato la storia d’Italia. E ha segnato anche la mia vita. Paolo Borsellino ci ha lasciato un’eredita’ fatta di coraggio, amore per la Patria e fiducia nei giovani”. La giornata del ricordo di Paolo Borsellino è stata aperta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha citato una frase del magistrato ucciso 34 anni fa: “Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”, ha detto la premier, poco dopo che Mattarella aveva ricordato, con la stessa partecipazione emotiva, la figura del magistrato scomparso 33 anni fa in via D’Amelio per mano della mafia. Peccato che dopo le sterili polemiche di ieri di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato così caro alla destra, anche Giuseppe Conte abbia voluto fare dello sciacallaggio politico contro il governo Meloni.
Le parole fuori luogo del M5S
“Paolo Borsellino è una memoria collettiva, appartiene all’Italia migliore, non a un singolo partito, quindi quando La Russa dice che oggi sarebbe ministro dei Fratelli d’Italia opera un’appropriazione indebita vergognosa, un furto di eredità morale”, sono state le parole becere e fuori luogo di Giuseppe Conte al suo arrivo in via D’Amelio a Palermo, nel giorno che dovrebbe essere celebrato con il massimo rispetto da tutte le forze politiche, di governo e di opposizione. Invece, nel giorno del 33° anniversario della strage di via D’Amelio, il leader del Movimento 5 Stelle ha definito “insopportabile” il tentativo di alcuni partiti di “appropriarsi dell’esempio, dell’azione e della dedizione alla lotta antimafia” del magistrato ucciso dalla mafia. Parole che hanno provocato l’immediata reazione di Fratelli d’Italia, il cui stato maggiore è riunito a Palermo per l’evento “Parlate di mafia” (nella foto in alto, l’immagine della prima fila mentre veniva cantato l’Inno di Mameli). Reazione che ha riguardato anche le accuse di Conte a Chiara Colosimo, presidente della Commissione Antimafia, accusata di aver invitato gli indagati di Fratelli d’Italia a disertare le manifestazioni per la strage di via D’Amelio.
Mafia, il fango di Conte e la replica di Fratelli d’Italia
Il responsabile organizzazione del partito, Giovanni Donzelli, ha parlato di “attacchi sguaiati” e di una “strumentalizzazione politica” consumata in un “luogo sacro” come via D’Amelio. “Non ci tapperanno la bocca”, ha affermato, sostenendo che sia chi oggi contesta la Commissione parlamentare Antimafia guidata da Chiara Colosimo a voler “nascondere la verità sul dossier Mafia-Appalti”. Donzelli ha anche attaccato direttamente Conte, ricordando la gestione delle scarcerazioni durante la pandemia: “Non ci può dare lezioni chi ha fatto uscire i boss dal carcere con la scusa del Covid”. Fratelli d’Italia ha fatto del dovere di parlare di mafia e di ricordare cosa è successo in quegli anni, il modo per onorare questi uomini e il loro coraggio. Il modo migliore è ricercare la verità come sta facendo la Commissione Antimafia”, ha detto il capogruppo di FdI al Senato, Lucio Malan, nel corso del suo intervento al convegno “Parlate di Mafia” a Palermo.
Sulla stessa linea la deputata Carolina Varchi, secondo cui “via D’Amelio non appartiene a nessuno” e nessuno può contestare la presenza di Fratelli d’Italia alle commemorazioni. Varchi ha replicato alle accuse del leader M5S sostenendo che il 19 luglio “i politici si dividono in due categorie: quelli che da anni sono in via D’Amelio e quelli che arrivano occasionalmente per provocare”. La parlamentare ha quindi rivendicato “l’azione quotidiana del governo Meloni contro le mafie” e il lavoro della Commissione Antimafia.
“La presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo, sta compiendo un lavoro con il quale sta facendo vedere cosa significa combattere per verità, la trasparenza e la giustizia”, ha aggiunto il capogruppo di Fdi alla Camera, Galeazzo Bignami. “Può sembrare scontato, ma nei palazzi questo è tutt’altro che facile”.
Poi ha parlato anche la presidente della Commissione, Chiara Colosimo: “Io non rispondo a polemiche sulla strage di via D’Amelio, perché non l’ho mai fatto e non lo farò. Ma questo nulla c’entra con la strage e quindi posso dire al Presidente Conte che un avvocato dovrebbe conoscere la differenza tra un indagato e un condannato, quindi non c’è nessuna ipocrisia. C’è semplicemente il dovere morale di avere rispetto per chi si commemora, in questo caso. Nel caso di condanna cambierebbe tutto. E aggiungo: ma parlava del prefetto Mori o del generale Mori? Perché forse il ghostwriter non gliel’ha specificato”, ha detto a margine della manifestazione ‘Parlate di mafia’.
Arianna Meloni e il messaggio alla mafia
Nel corso della manifestazione “Parlate di mafia”, è intervenuta anche Arianna Meloni, responsabile della segreteria organizzativa di Fratelli d’Italia, che ha scelto di riportare il confronto sul significato della ricorrenza. Ricordando la visita al Museo del Presente e la Fiat Croma distrutta nella strage di Capaci, ha definito quell’auto “il simbolo di un momento in cui la storia della nazione è cambiata”. Poi il richiamo a via D’Amelio: “Sembrava che la mafia avesse vinto, sembrava che lo Stato avesse perso la sua battaglia. Eppure, a distanza di 34 anni, quello che ci rimane non è il rumore delle bombe, ma un messaggio potente: la mafia può essere sconfitta, la mafia deve essere combattuta”.
A proposito del dossier mafia e appalti, la deputata Sara Kelany, componente della commissione Antimafia, ha detto: “Uno dei sottoscrittori dell’archiviazione del dossier mafia e appalti è quel giudice, Scarpinato, oggi senatore dei 5stelle e componente della commissione Antimafia per non venire a riferire circostanze di cui lui sarebbe diretto testimone. Noi aspettiamo il suo sussulto di dignità, le dimissioni dalla commissione per venire in audizione”.
Ebbene, la prosecuzione di questa frase – ha aggiunto il deputato Luca Sbardella, commissario regionale di Fratelli d’Italia in Sicilia – “è la legge che, grazie a questo Governo e a Chiara Colosimo, è stata approvata: ‘Liberi di scegliere’. Una legge che asseconda un cambio culturale finalmente in atto in Sicilia”.
Il deputato Francesco Filini, responsabile dipartimento Programma di Fratelli d’Italia, ha inoltre rilevato: “In questi cinque anni abbiamo approfondito i modi sempre nuovi con cui la mafia opera. E abbiamo anche analizzato l’attività svolta per contrastarla, dimostrando quanto sta facendo il governo. I numeri parlano chiaro: 108 latitanti neutralizzati, 278 operazioni speciali, oltre 4 mila arresti, 18 mila beni confiscati”.
La presidente della commissione Antimafia – ha aggiunto il senatore Salvo Sallemi, componente della stessa commissione – “ha trasformato una commissione di parole in una commissione di giustizia, e a chi ha detto che dovrebbe essere seppellita sotto i fascicoli noi rispondiamo che seppelliremo loro sotto la verità”.
Infine pronta risposta del senatore Raoul Russo, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Antimafia, a chi tenta di avvelenare il dibattito nel giorno in cui si fa memoria del sacrificio di Paolo Borsellino e dei cinque agenti della scorta. “Chi osa dire che la nostra parte politica stia tentando di appropriarsi di questa memoria é semplicemente meschino. Noi ci siamo sempre stati e continueremo ad esserci, sempre più determinati ad arrivare alla verità”.
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