Caldo e lavoro, i sindacati europei tornano a chiedere un legge sulle temperature massime
Bruxelles – Caldo e lavoro, per l’Unione europea è tempo di considerare le due cose insieme e predisporre “una legislazione europea sulle temperature massime di lavoro che garantisca a tutti i lavoratori il diritto a pause retribuite e assicuri ai datori di lavoro l’accesso all’acqua, all’ombra e agli indumenti protettivi”. È la richiesta che giunge dalla confederazione europea dei sindacati (ETUC), che torna a sollevare il tema delle condizioni lavorative in estate.
L’ETUC prende spunto dalla cronaca e dall’attualità, che parlano italiano: gli scioperi indetti dai rider a Milano, Firenze e Bologna contro le piattaforme che costringono a continuare con ‘l’ordinaria amministrazione’, quando di ordinario ci sarebbe davvero poco. “Quando le temperature superano i 38 gradi, la probabilità di incidenti sul lavoro aumenta del 10-15 per cento“, denuncia la Confederazione europea dei sindacati. Non solo: “Si stima che ogni anno 277mila infortuni e 230 decessi siano collegati allo stress da calore sul luogo di lavoro” e a fronte di ciò “solo il 15 per cento dei lavoratori afferma che siano state intraprese azioni per garantire la loro sicurezza.
“Avvertiamo i politici e i datori di lavoro che possono collaborare con i sindacati per organizzare il lavoro durante le alte temperature in modo sensato e sicuro”, sottolinea la segretaria generale dell’ETUC, Esther Lynch, che insiste: “Costruire la competitività non significa ignorare questo problema, ma affrontarlo attraverso il dialogo con i sindacati a livello europeo, di settore e aziendale“.
Quello della Confederazione europea dei sindacati non è un appello nuovo. Al contrario, l’ETUC torna a chiedere interventi già sollecitati per rispondere ad un problema considerato come ormai non più rinviabile. L’idea di modulare il lavoro su tetti massimi di temperature, tenute conto le diversità dei diversi settori, è per l’ETUC la nuova priorità del mondo del lavoro. In modo diverso anche la Banca centrale europea aveva suggerito il varo di misure anti-caldo per mettere in sicurezza produttività e competitività. Adesso gli scioperi dei rider ripropongono il tema, con l’ETUC che avverte: “Se non si interviene per garantire la sicurezza dei lavoratori durante le alte temperature, l’estate diventerà sempre più un focolaio di scioperi in tutta Europa“.
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