Maturità 2026, ecco tutti gli esilaranti strafalcioni: dal Pantheon ad Atene a Re Mattarella, con la Venere del Botticelli incinta
Maturità che parte, baggianata che incontri. E allora: il Pantheon si trova ad Atene, Ungaretti è nato a Recanati, Verga ha scritto la Coscienza di Zeno, non sono allucinazioni di intelligenze artificiali ma prodotti di intelligenze umane (sempre nostrane) alle prese con l’atto finale del loro percorso di studi. Ma la colpa non è dell’Ia, con cui oltre la metà dei maturandi – secondo i dati di Skuola.net – quest’anno ha fatto coppia fissa come partner di studio, visto che la “fabbrica degli sfondoni” era operativa anche una decina di anni fa. Dunque, il 2026 non fa eccezione.
Maturità che affronti, strafalcione che incontri: ecco tutti gli esilaranti sfondoni
Insomma, non c’è notte prima degli esami che tenga: quando l’ansia da palcoscenico incontra la stanchezza di fine anno, la Maturità si trasforma puntualmente nel palcoscenico dei più esilaranti cortocircuiti mentali. Nemmeno il supporto di massa dell’intelligenza artificiale, diventata quest’anno la compagna di studi ufficiale di oltre la metà dei maturandi, è bastata a salvare i ragazzi dai classici “sfondoni” da antologia. E il report 2026 di Skuola.net rilanciato dall’Adnkronos fotografa così un campionario di risposte surreali che, tra lapsus storici, storpiature letterarie e licenze poetiche decisamente creative, restituisce tutta la comicità involontaria dell’esame di Stato.
Maturità, anche quest’anno strapazzati dagli esaminandi autori e opere
Come pure, tra incubi moderni e sogni di monarchie costituzionali guidate da Re Sergio Mattarella. Improbabili lezioni di storia dell’arte tra trafficanti colombiani e divinità come la Venere del Botticelli in dolce attesa, la Maturità 2026 va in archivio regalando l’ennesima, straordinaria prova di fantasia tricolore. Forse i manuali di testo ne usciranno a pezzi. Ma una cosa è certa: davanti a una commissione d’esame, l’ansia resta la più formidabile e comica fabbrica di fake news della storia. Ne proponiamo, per ragioni di spazio, alcuni lampanti (ed esilaranti esempi) tratti dagli sfondoni di stampo letterario che, tra eterni ritorni e nuove invenzioni, hanno dilettato anche questa edizione dell’esame di Stato.
Un “bestiario” suddiviso per materie e autori. Ecco cos’è successo a Pirandello
Ebbene sì: l’Osservatorio Strafalcioni Maturità di Skuola.net è tornato. Alimentato da delazioni e persino auto-denunce dei diretti interessati. Oltre che con tanto di post su TikTok, per nutrire un bestiario, suddiviso per materie, degno delle risposte allucinate e allucinanti di Emma: l’Ia italiana divenuta un meme solo qualche giorno fa. Iniziamo col botto sul fronte degli autori classici, allora. Un campo sterminato dove i rimescolamenti anagrafici e lessicali dominano la scena.
Su Luigi Pirandello, ad esempio, si sono consumati vari drammi riguardo l’identità dei suoi personaggi. Il povero Vitangelo Moscarda (protagonista del romanzo Uno, nessuno e centomila), per dirne una, è stato ribattezzato Vitangelo Mostarda. Mentre per l’antieroe Mattia Pascal (al centro de Il fu Mattia Pascal) l’evoluzione è stata molteplice: c’è chi lo ha trasformato ne Il Fu Mattia Pasquale. Ma c’è anche chi lo ha omaggiato musicalmente chiamandolo Il Fu Mattia Bazar (come il celebre gruppo). E chi, proiettato verso le serie Tv, ha parlato di Pedro Pascal (attore, tra gli altri, di Narcos. Il Trono di Spade. The Last of Us).
E ai poveri Pascoli e Manzoni non è andata meglio…
Non è andata meglio a Giovanni Pascoli, la cui soave poetica del “Fanciullino” è stata declassata a “fanciullaggine”. E la cui celebre lirica X Agosto è stata letta brutalmente come Ics Agosto. Sul fronte dei Promessi Sposi invece – altro pilastro del programma di Italiano – la situazione è degenerata. L’autore per qualcuno sarebbe Alberto Manzoni (un mix letale con Alberto Angela?). Ma soprattutto il Manzoni (Alessandro) è stato ricordato come «quello che canta L’Essenziale». Ossia confondendolo (forse giocosamente) con Marco Mengoni. E i suoi personaggi? Don Rodrigo è stato descritto come un prete che vuole “farsi” Lucia. Mentre la povera Lucia si è ritrovata catapultata a fare la protagonista della Divina Commedia.
Maturità, strafalcioni a non finire anche su Svevo e Leopardi
E se Giovanni Verga è stato definito un fiero «Espositore del Verismo» (invece di esponente), la sua celebre opera La Lupa‘è stata interpretata da un maturando calciofilo in preda all’ansia come un brano legato alla squadra della Roma. Mentre per qualcuno lo stesso scrittore siciliano avrebbe creato La Coscienza di Zeno (che però è di Svevo). Italo Svevo che, invece, per l’occasione è diventato – per assonanza del cognome – di origini svedesi e, come se non bastasse, gli sono state appioppate le paternità de La Ginestra (celebre testamento poetico di Giacomo Leopardi) e de Le ultime lettere di Jacopo Ortis (capolavoro di Ugo Foscolo). Nel frattempo, Leopardi si è consolato con quello studente che gli ha regalato sia il 5 maggio (di Manzoni) che Il fanciullino (di Pascoli).
Passando ai poeti più moderni, infine, Giuseppe Ungaretti ha perso i natali africani – nacque ad Alessandria d’Egitto – per rinascere comodamente a Bologna o a Recanati. Mentre Eugenio Montale è stato definito “genoano” (cioè tifoso della squadra di calcio del Genoa), anziché genovese…
Se il protagonista de “Il Piacere” Sperelli diventa uno “stupefacente” Spinello
Non poteva certo mancare il classico dei classici: quel Gabriele D’Annunzio fedele al suo ruolo di “estetista”. A questo punto chissà se davvero, tra un’opera e l’altra, il Vate non si dedicasse a fare cerette. O a sistemare sopracciglia ad ala di gabbiano. Mentre il suo alter ego Andrea Sperelli (protagonista de Il Piacere) è diventato uno “stupefacente” Andrea Spinello.
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